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Francesco Fiori e Charles Tannock (parlamentari europei alla Commissione europarlamentare per le libertà pubbliche sul rientro in patria dei Savoia).

"Chiediamo al nuovo governo di adeguare senza indugio la Costituzione italiana ai principi fondamentali contenuti nei trattati Ue in base ai quali tutti i cittadini europei godono della libertà di circolazione nell'ambito dell'Unione. Ricordiamo che il precedente governo italiano ha annunciato dopo la morte dell'ultima regina Maria José di approvare rapidamente l'abrogazione dell'articolo tredicesimo transitorio della costituzione".
(Ansa - 25 giugno 2001)

 
Vittorio Emanuele

"Per ora il nuovo governo italiano ha altre cose da fare. Poi, quando avrà tempo di occuparsi di noi, quando potrà farmi tornare in Italia come privato cittadino, allora anch'io potrò fare qualcosa per l'Italia, ma per l'economia del Paese, non in politica. Posso rappresentare le industrie, senza interferire sul lavoro degli altri, né nella politica".
(Ansa - 18 giugno 2001)

 
Michele Bonatesta (senatore An)

"La questione del ritorno in Italia dei Savoia attiene alle pari opportunità nella misura in cui tale riconoscimento concerne tutti quei soggetti che subiscono trattamenti discriminatori. Non v'è che impedire a dei cittadini italiani che non si sono macchiati di alcuna colpa personale di fare rientro nel loro Paese configuri una chiara discriminazione. La tredicesima disposizione transitoria della nostra Costituzione è un mostro giuridico che viola i diritti umani. La verità è che se non sono narcotrafficanti come Ocalan o terroristi come la Baraldini la sinistra non li vuole".
(Ansa - 11 giugno 2001)

 
Maura Cossutta (responsabile stato sociale; Pdci; sulla dichiarazione della Prestigiacomo)

"Questa è un'offesa contro le donne. E' contro tutti i soggetti che, senza aver compiuto nulla contro la società e contro lo stato democratico, vengono discriminati ogni giorno. La cultura degli interessi rappresentati dalla neo-ministra nulla ha a che fare con la cultura delle donne e degli emarginati del nostro Paese".
(Ansa - 11 giugno 2001)

 
Stefania Prestigiacomo (ministro Pari opportunità)

"Anche il rientro dei Savoia mi pare una questione di pari opportunità."
(Il Giornale - 10 giugno 2001)

Emanuele Filiberto

"Quest'anno la celebrazione del 2 giugno coincide con un cambio epocale di governo. Se è ovvio che per me e per la mia famiglia l'esilio costituisca un grande dolore, non è, almeno per alcuni italiani, così ovvio che sia anche una palese ingiustizia, una misura che contraddice lo spirito e la lettera dei trattati comunitari sulla libera circolazione dei cittadini e la convenzione sui Diritti dell'uomo sottoscritti dall'Italia".
(Il Nuovo - 31 maggio 2001)

Emanuele Filiberto

In passato ci sono state fatte molte e, in verità, sono state prese alcune iniziative concrete, ma senza poi raggiungere alcun risultato. Ora c'è stato un cambio, parlerà e giudicherà la storia, ma mi sembra che, a parte i buoni programmi, il nuovo governo sia pragmatico e desideroso di efficienza e, soprattutto, voglia far piazza pulita di incrostazioni vetero-comuniste-burocratiche. Credo che il nostro rientro nel nostro Paese vada inserito in questo quadro. L'onorevole Berlusconi lo ha promesso, ma, promessa a parte, ho ancora fiducia nel suo buon senso e senso di giustizia".
(Il Nuovo - 31 maggio 2001)

Vittorio Emanuele (lettera a Silvio Berlusconi)
"Le invio i miei auguri più sinceri di ogni successo, con la speranza di poterla presto incontrare. Desidero congratularmi vivamente con lei e manifestarle la mia personale profonda soddisfazione per la vittoria ottenuta da lei e dalla Casa delle Libertà. Sono convinto che gli italiani abbiano scelto lei come capo del Governo diverso da quelli che l'hanno preceduta, perché sono sicuri che saprà risolvere i tanti problemi dell'Italia. Gli italiani hanno espresso un chiaro voto di consenso per la linea politica da lei espressa e un vero e proprio referendum a suo favore".
(Corriere della Sera - 22 maggio 2001)

Emanuele Filiberto
"A settembre e ottobre dovrebbe esserci il voto al Senato. Se tutto va bene ad aprile dell'anno prossimo saremo in Italia".
(La Stampa - 21 maggio 2001)

Emanuele Filiberto
"L'ho sempre detto. Non è una novità. E' sicuro che abbiamo speranza di tornare con Berlusconi e con un governo di destra. Ma diciamo che, ancora più della destra, crediamo in Berlusconi".
(La Stampa - 21 maggio 2001)

Emanuele Filiberto (su Silvio Berlusconi)
"Lui stesso l'ha detto. Ha fatto dichiarazioni pubbliche in campagna elettorale. Ha detto che questo esilio è ingiusto. Che non ha niente a che vedere con la Costituzione italiana. Nessuno si è mai spinto così in avanti. Nessuno è stato mai chiaro come lui. Promesse ce ne hanno fatte tante, è vero. Ma sono state sempre parole vaghe, alla fine erano quasi prese in giro. Il suo invece è un impegno. Ci sembra proprio un'altra cosa".
(La Stampa - 21 maggio 2001)

Marina Doria "Aspettiamo da cinquantasei anni. Promesse ne abbiamo avute molte, ma spesso siamo stati delusi".
(Corriere della Sera - 21 maggio 2001)

Marina Doria
"Spero che il nuovo governo abbia tempo di pensare anche ai Savoia. Mio marito e mio figlio sono persone semplici e vogliono entrare nel loro Paese da semplici cittadini, senza fare politica. Mio figlio è nato in esilio ed è giusto che torni in Italia".
(Corriere della Sera - 21 maggio 2001)

Emanuele Filiberto (su Silvio Berlusconi)
"Farà molto per l'Italia, dal punto di vista economico e politico. Ne si è convinti. E' un manager: E' quello di cui ha bisogno il Paese. E' un uomo che ha fatto del bene e che ha sempre fatto bene. Ha dato lavoro e ha dato ricchezza. Ha avuto e dato successo: Per l'Italia potrebbe essere una fortuna, almeno lo speriamo".
(La Stampa - 21 maggio 2001)

Sergio Boschiero (segretario del Club dei reali d'Italia)
"Il nuovo Parlamento ha i numeri per giungere a una normalizzazione dei rapporti con i Savoia favorendo il loro rientro a pieno titolo, senza giuramenti di fedeltà da parte loro o pentimenti per fatti storici di cui non hanno alcuna responsabilità. Per i Savoia non c'è stata nel dopoguerra nessuna Norimberga, nessuna richiesta di processarli. Ci sono stati sicuramente errori storici da parte della casa reale, ma, come ha detto il presidente Ciampi qualche tempo fa ricordando il suo 8 settembre, molti ufficiali come lui scelsero il Sud Italia per combattere contro i tedeschi perché il re era considerato il legittimo capo dello Stato. Non ci fu l'8 settembre del 1943 quella morte della Patria che ha sostenuto il politologo Galli della Loggia. La storia non va riscritta, bisogna solo prendere atto che i tempi sono più maturi per una normalizzazione dei rapporti con i Savoia, che non possono essere considerati cittadini italiani di serie B".
(Ansa - 21 maggio 2001)

Michele Bonatesta (senatore An)
"La tredicesima disposizione è un mostro giuridico che viola i diritti umani; è contraria ai trattati Ue ratificati dall'Italia e al principio della libera circolazione dei cittadini europei. Nella quattordicesima legislatura con l'iniziativa politica del governo della Casa delle Libertà, quella disposizione verrà abrogata. Faccio notare che in Parlamento, se si escludono i comunisti e forse la sinistra dei Ds, c'è un'ampia maggioranza favorevole al rientro dei Savoia nel loro Paese".
(Corriere della Sera - 21 maggio 2001)

Vittorio Emanuele di Savoia
"Il desiderio di poter tornare in Italia è sempre presente. Dopo la morte di mia madre e il tentativo del presidente del Consiglio Giuliano Amato non è stato fatto più niente".
(Corriere della Sera - 15 maggio 2001)

Vittorio Emanuele di Savoia

"Auguro prosperità a tutti gli italiani e buon lavoro al nuovo esecutivo ed ai membri delle due Camere confidando che la legislatura appena iniziata possa risolvere il problema del cinquantennale esilio della mia famiglia, portando così a termine ciò che il precedente Parlamento aveva già tentato di fare per consentirci di rientrare nella nostra Patria".
(Ansa - 15 maggio 2001)

Vittorio Emanuele di Savoia
"Speriamo che dopo le elezioni, elezioni che spero essere la soluzione per il Paese e per gli italiani, il Parlamento possa prendere i passi necessari perché, dopo oltre cinquant'anni, io possa finalmente tornare con mio figlio in Italia. Lo spero davvero molto".
(Ansa - 15 maggio 2001)

Vittorio Emanuele di Savoia
"La sentenza della Corte dei diritti dell'uomo di Strasburgo a me favorevole passata un anno fa segue la prassi normale e forse potrà influenzare una decisione positiva in Italia. E speriamo che la Corte non debba ricorrere alle solite sanzioni nei confronti dell'Italia se non venisse accolta la sentenza".
(Corriere della Sera - 15 maggio 2001)

Vittorio Emanuele di Savoia
"La precisa scelta fatta dagli italiani con le elezioni per uno dei principali shcieramenti dimostra che la riforma istituzionale in senso maggioritario del nostro sistema politico-parlamentare è ormai condivisa da buona parte del nostro popolo. Inoltre, l'ampia maggioranza che tale sistema assicura al vincitore della competizione elettorale e che oggi è stata assegnata alla Casa delle Libertà, garantisce quel periodo di stabilità e di governabilità di cui l'Italia ha bisogno. Ciò consentirà al governo e al parlamento con l'auspicabile collaborazione di tutte le forze politiche, anche di quelle dell'opposizione, di realizzare le riforme di cui il nostro Paese necessita per il suo sviluppo e il suo benessere e che tutti si attendono"
(Ansa - 15 maggio 2001)

Vittorio Emanuele
"Il parere del Consiglio di Stato, che non condivide la proposta della presidenza del Consiglio dei ministri diretta ad abbreviare i tempi del nostro rientro, ci sorprende perché è in contrasto con le recenti dichiarazioni favorevoli delle massime autorità dello Stato e ci addolora perché allontana la nostra speranza di rivedere l'Italia. Il Consiglio di Stato, tuttavia, ha confermato che la tredicesima disposizione ha esaurito la sua funzione e che si proceda alla sua abolizione. Questa situazione in cui è chiaro che lo Stato italiano non riesce ad affrontare e risolvere il problema attraverso le proprie istituzioni, dimostra l'opportunità e la necessità dell'intervento della Corte europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo".
(Televideo 1 marzo 2001)

Amedeo d'Aosta
"Sono estremamente amareggiato anche perché dopo la morte della regina Maria José la speranza che il caso potesse trovare una soluzione snella e veloce sembrava avere per la prima volta fondamento concreto"
(Ansa 1 marzo 2001)

Gianfranco Fini
"Bisognerà modificare la Costituzione e lo faremo noi la prossima legislatura"
(Ansa 1 marzo 2001)

Antonio Baldassarre (ex presidente Corte Costituzionale)
"Non c'è dubbio che serva una norma di revisione della Costituzione. Ed anche per i Savoia un conto è rientrare dalla finestra, un conto dalla porta"
(Ansa 1 marzo 2001)

Vincenzo Fragalà (deputato An sulla decisione del Consiglio di Stato)
"E' solo l'esito di un tatticismo di Amato che ad oggi si è guadagnato l'appellativo di Ponzio. Uno squallido mezzuccio per non scontentare l'estrema sinistra della coalizione che era insorta all'idea di un rientro immediato della famiglia Savoia".
(Ansa 1 marzo 2001)

Michele Bonatesta (senatore An sulla decisione del Consiglio di Stato)
"Un pronunciamento opinabile ma in qualche modo scontato. Serviva al governo per poter dire in campagna elettorale: noi ci abbiamo provato, se i Savoia non possono tornare in Italia la colpa non è nostra, ma del Consiglio di Stato".
(Ansa 1marzo 2001)

Luciano Violante (sulla decisione del Consiglio di Stato)
"La via diretta è sempre la migliore e nelle scorciatoie si rischia di inciampare".
(Ansa 1 marzo 2001)

Armando Cossutta (sulla decisione del Consiglio di Stato)

"Ineccepibile. Ogni scorciatoia sarebbe stata una forzatura".

Giuseppe Pisanu
"C'è da dolersi del tempo che la sinistra ha voluto perdere. Se si fossero rispettati i tempi e prese in esame le proposte che erano state presentate, oggi i Savoia sarebbero potuti rientrare in Italia".
(Ansa 1 marzo 2001)

Vittorio Emanuele (al presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi)
"I sentimenti di italianità con i quali mia madre ci ha formato trovano nel suo messaggio un'eco che ci conforta. Siamo grati a lei, presidente di tutti noi italiani, per averci confermato la stima che confermava la regina Maria José, di cui mai dimenticherò gli insegnamenti ad amare e rispettare la nostra patria".
(Ansa 4 febbraio 2001)

Vittorio Emanuele
"Nessuno mi farà giurare fedeltà… mica sono un pubblico funzionario, che so, un ministro o un presidente della Repubblica"
(La Repubblica 31 gennaio 2001)

Vittorio Emanuele
"Spero che un grande dolore come la perdita di mia madre possa avere come compenso la grande gioia di poter tornare in Italia"
(La Repubblica 31 gennaio 2001)

Emanuele Filiberto
"Io personalmente non ho assolutamente nulla contro il giurare fedeltà, quindi lo farei adesso. Però non vedo perché mio padre ed io dovremmo farlo. Facendoci giurare fedeltà ci danno troppa importanza, non ci considerano certo come il signor Rossi. E' come se avessero paura di noi. E dove dovremmo giurare? In Parlamento? Forse al Quirinale: magari, mi sentirei molto importante! Se ce lo chiedono non vedo perché no. Oggi la Repubblica c'è, è una Repubblica forte. Chi ha paura dei Savoia? Credo nessuno. Se questa è la condizione, lo farei".
(La Repubblica 31 gennaio 2001)

Emanuele Filiberto
"Guardi, le leggi razziali per me sono il più grande orrore che l'Italia abbia avuto. Si sa tutto quello che è successo ma io volevo rendermi conto di persona e due anni fa sono andato a Gerusalemme apposta per visitare il Museo dell'Olocausto. Quello che si legge sui giornali non è niente a paragone di quello che si vede lì. E' talmente, mi scusi il termine, schifoso. Credo che quelle leggi razziali non ci dovevano essere e, anche se io non ne ho colpa, mi scuso a nome di tutti quelli che hanno partecipato a quello che è successo. Mi vergogno. Noi siamo contro ogni forma di razzismo e di antisemitismo che purtroppo adesso si sta ripresentando, con una rimonta delle estreme destre. Vedete cosa sta succedendo in Austria. Dovrebbero mettere un Museo dell'Olocausto in ogni città".
(La Repubblica 31 gennaio 2001)

Francesco Rutelli
"Io penso da sempre che [il ritorno, ndc] sia una cosa sensata e che molto dipenda dall'atteggiamento che gli eredi di Casa Savoia saranno capaci di tenere".
(La Repubblica 31 gennaio 2001)

Pierferdinando Casini
"Non è una prova di forza ma rischia di trasformarsi in una prova di debolezza della Repubblica e delle nostre istituzioni, l'ostinazione ad impedire il rientro dei Savoia in Italia"
(Corriere della sera 31 gennaio 2001)

Anna Finocchiaro
"Oggi non avrei difficoltà a dare il via libera al ritorno dei Savoia in Italia. Allora ero contraria, ma solo perché si trattava di un provvedimento del governo. Se invece, in futuro, sarà il Parlamento a prendere la decisione non mi opporrò: non mi sembra, sinceramente, che quella famiglia rappresenti più una minaccia per la democrazia"
(Corriere della Sera 31 gennaio 2001)

Franco Giordano (capogruppo di Rifondazione comunista alla Camera)
"Si ergono sempre più barriere per l'ingresso dei poveri e dei meno abbienti nel nostro paese, barriere che invece si abbassano sempre più verso i potenti, i re e le regine. Questo è inaccettabile"
(Corriere della sera 31 gennaio 2001)

Luigi Pintor (editorialista Il Manifesto)
"La clemenza e la liberalità sono sempre possibili. Ma non è questo lo spirito che sentiamo aleggiare. La sinistra è sempre in cerca di una legittimazione in più, il revisionismo a buon mercato è diventato un vizio. La destra fa il suo mestiere, è liberale con i suoi simili. O forse Fini è grato al re perché chiuse in ambulanza il duce".
(Il Manifesto 31gennaio 2001)

Vittorio Emanuele
"L'Inno di Mameli è il mio inno. E' l'inno di Carlo Alberto per l'unità d'Italia. Ho più diritti di tutti ad averlo nel telefonino. Me lo sono scaricato da Internet nel '99"
(La Repubblica 30 gennaio 2001)

Sergio Boschiero (segretario dei Club reali italiani)

"I club reali e monarchici la ricordano [Maria José, ndc] per il suo amore per la cultura, le arti, la scienza. E promuoveranno una grande cerimonia in suo onore al Pantheon".
(Il Corriere della Sera 30 gennaio 2001)

Francesco Cossiga (su Vittorio Emanuele)
"E' simpatico, sportivo. E si dà meno arie di molti nobili o presunti tali. Certo, è una persona semplice: pensi a come compromise il suo rientro per non condannare le leggi razziali firmate dal nonno"
(La Repubblica 30 gennaio 2001)

Bruno Vespa
"L'altra sera dal Cielo la mamma gli ha messo una mano sulla testa. Non solo Vittorio Emanuele non ha fatto una gaffe, ma ha parlato della Repubblica e del suo presidente in termini così naturali, deferenti e commossi che a un certo punto in studio ho chiesto con lo sguardo a Fassino che cos'altro ci fosse da aggiungere. E Fassino con lo sguardo ha risposto: nulla".
(Il Mattino 30 gennaio 2001)

Piero Fassino
"Dopo cinquant'anni di repubblica, si possono sicuramente far rientrare i Savoia in Italia. Una democrazia forte non ha pausa di una dinastia decaduta"
(da Porta a porta 29 gennaio 2001)


 
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