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Parla Emanuele Filiberto di Savoia
"Mi sento italiano"
Il ricordo di Maria José nel racconto del nipote

Il ricordo di Maria José è vivo per il nipote Emanuele Filiberto di Savoia, i racconti familiari e i viaggi, anche quelli immaginari. Dopo il decesso dell'ultima regina d'Italia - il 29 gennaio 2001 - li ha voluti spiegare, nel Tg2 Dossier di mercoledì 31 gennaio 2001, a quattro giorni dalla morte della nonna.

Racconta di lei, della donna che vede guardando i quadri che ha in casa. Non la regina, ma la monna. "Io l'ho sempre considerata mia nonna Maria José - confessa - dunque la vedo solo così, una nonna con cui ho passato momenti magnifici". Scende nei particolari, riportando alla memoria i ricordi più belli. "Sono molti - racconta - mi ricordo quando abitava qui vicino. L'andavo a trovare spesso e parlavamo tanto. Mi portava nella sua biblioteca e mi faceva vedere i libri sull'Italia, mi spiegava quei posti magnifici, come Venezia, Firenze e Napoli che lei amava tanto e facevamo viaggi fantastici insieme".

Il ricordo di una persona speciale, quindi, "una vera nonna che amava parlare e scoprire, anche molto curiosa dato che mi chiedeva sempre del mondo dei giovani, di come siamo. Perciò eravamo come un vaso comunicante: lei mi insegnava la storia, la letteratura, la pittura e io le raccontavo cosa fanno i giovani oggi".

E l'aspetto umano di Maria José è più forte anche del titolo che ha lasciato al suo unico nipote. "Come ho detto prima per me lei era principalmente una nonna - spiega - perciò ero il nipote di una donna straordinaria, molto colta che mi voleva insegnare tante cose". Nessun valore particolare, quindi, all'essere il discendente della regina d'Italia. Essere principe, invece, implica le sue conseguenze. Non molto piacevoli secondo Emanuele Filiberto che dice: "Cosa significhi, invece, essere un principe nel Duemila per me… principalmente, vuole dire non poter andare in Italia".

Il problema della tredicesima disposizione costituzionale che impedisce a tutti gli uomini Savoia di rientrare nel Belpaese è molto sentito. La nonna gli raccontava spesso dei posti che Emanuele Filiberto non può ancora visitare. Venezia, in particolar modo, era nel cuore della regina. Lì avrebbe voluto condurlo. "Me lo diceva spesso che voleva portarmi a Venezia - racconta il principe - che voleva farmi visitare tutta l'Italia che lei conosceva così bene. Quando c'è stato il primo voto alla Camera sul nostro rientro, lei abitava in questa casa e mi ha chiamato nella sua stanza per dirmi che era una bella cosa e che presto saremmo potuti ritornare in Italia per vedere tutti i monumenti e le opere d'arte. Ma, purtroppo, nel mio viaggio in Italia non potrà più essere con me fisicamente, ma sarà nel mio cuore".

Anche per questo Emanuele Filiberto non può che sentirsi italiano e dal desiderio della nonna nasce gran parte della sua caparbietà con cui affronta, sebbene giovanissimo, la guerra per il rientro in patria di tutta la famiglia. "Sì, io mi sento italiano pur non essendo mai stato in Italia - conclude - perché sono cresciuto da italiano, sebbene da italiano all'estero, e credo che quando nonna mi parlava dell'Italia era per farmi sentire italiano. Mi diceva: 'Tu non sei nient'altro, sei italiano'".

Grandinotizie.it/1 febbraio 2001 ore 14:35


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