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Un pianto a dirotto
ha solcato il viso di Marina Doria, moglie di Vittorio
Emanuele di Savoia, durante i funerali dell'ex regina Maria
José. La consorte del "virtuale" erede al trono d'Italia è
stata l'unica fra i compiti nobili a manifestare tutto il suo
dolore per il lutto. Una donna impeccabile che ha dato in questo
frangente, ovvero durante il nuovo dibattito politico sul rientro
nel Belpaese dei reali, un'ottima immagine di sé.
Intervistata dal settimanale La Repubblica delle donne
la "cittadina" Maria Doria ha raccontato la sua vita da esule
per scelta. La tredicesima disposizione costituzionale, infatti,
vieta il soggiorno e la permanenza in Italia solo agli ex re,
alle loro consorti ed ai discendenti maschi, ma lei ha deciso
di restare a Ginevra al fianco della sua famiglia. "So quanto
mio marito e mio figlio hanno sofferto l'esilio", ha dichiarato
confessando poi la sua impressione, più prossima alla speranza
che alla certezza, di un'accelerazione nell'attività delle autorità
italiane impegnate a risolvere la questione. Spera di tornare
presto in Italia con i suoi cari per far scoprire loro le mete
che più le piacciono. "Quando vado al Sud - racconta - torno sempre
carica d'arance, olio ed altre ghiottonerie. Che gente calorosa".
Roma, invece, è la meta dello shopping mentre a Milano Marina
Doria ha molte amiche.
La lingua, però, resta un problema. "Sono nata a Ginevra - spiega
- e non ha mai abitato in Italia". Chi invece se la cava bene
pur non essendo mai stato nella Penisola è il figlio, il ventottenne
Emanuele Filiberto. Forse sono state le apparizioni televisive
come inviato molto speciale della trasmissione Quelli che il
calcio che hanno reso il principe più spigliato. "Quell'esperienza
in televisione con Fazio è stata carina ed utile perché molti
suoi coetanei hanno potuto chiedersi come mai lui non possa mettere
piede in Italia", ha commentato Marina Doria. Proprio per difendere
Emanuele Filiberto, sempre secondo la principessa, è avvenuto
il brutto incidente di Cavallaio costato la vita ad un giovane
tedesco. "Una cosa dolorosa, ma mio marito è stato assolto in
tutti i gradi - ha sottolineato la fedele consorte di Vittorio
Emanuele -. In quel periodo la polizia francese ci aveva avvertito
che qualcuno voleva rapire nostro figlio. Per questo Vittorio
si muoveva armato".
Una difesa ad oltranza anche nei confronti delle gaffe dell'erede
al trono. "Conosco Vittorio da quarantadue anni e siamo sposati
da trenta - ha detto -. E' molto buono ma soffre perché, nonostante
la pena dell'esilio, fin da ragazzo capiva che tutti aspettavano
un suo passo falso per criticarlo. Ed è ingenuo. Si lascia coinvolgere
poi ci sta male". Un profondo senso della famiglia dunque sembra
contraddistinguere Marina Doria, a dispetto di qualsiasi interpretazione
giuridica sull'esistenza o meno del "casato" Savoia da contrapporre
alla "famiglia" Savoia. Lo ha dimostrato anche nei confronti della
suocera: "Potevo contare sull'affetto di Maria José da me ricambiato
perché era una donna davvero straordinaria. Il suo umorismo ed
il suo modo di prendere la vita sempre con estrema leggerezza,
da grande donna quale era", sono ciò che le resta. Ed a chi le
chiede se ha mai sognato di diventare regina, risponde che "i
sogni appartengono a noi stessi, quello che importa è la realtà".
Il desiderio, comunque, è quello di poter vivere tranquillamente
in Italia, "ovviamente da comuni cittadini che rispettano la Repubblica".
Laura Coricelli/Grandinotizie.it/5 marzo 2001
ore 13:27
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