Dossier Savoia
Il punto
News
Scenario
I fatti, i perché
Protagonisti dossier
Hanno detto
Dall'A alla Z
Curiosità e numeri
Libri e film
Glossario dossier
Rassegna stampa
Link
 
 
Home
 Ultim'ora - Dossier - Dall'A alla Z - Protagonisti - Hanno detto - Sondaggi   <<back
 
  
Amedeo Duca d'Aosta
 
 Vita da Re
 I Savoia oggi
 Maria Josè
 L'anticonformista
 Intervista
 I dubbi di Amedeo
 Curiosità
 I custodi della sindone
 Savoia e l'Italia
 Cent'anni di polemiche
 Le colpe: la fuga
 ...e il Re se ne andò
Amedeo d’Aosta racconta la sua vita
I dubbi del duca
La Repubblica? Non nacque per volontà del popolo

Una bella villa a Castiglion Vibocchi, vicino ad Arezzo, due ettari di terra, una piscina in costruzione ed un piccolo zoo privato. Amedeo duca d'Aosta vive le sue giornate "in maniera semplice, meno dura rispetto al passato quando alla famiglia facevano capo molti impegni di responsabilità". Figlio di Aimone di Savoia duca di Spoleto e d'Aosta e di Irene di Grecia e Danimarca è il nipote dell'ultimo re d'Italia Umberto II e non rinnega le sue origini. Anzi, le difende.

Cosa ne pensa di questa ennesima discussione sul rientro in Italia dei suoi cugini?
"Credo che la maggior parte di coloro che oggi parla della questione non conosca come stiano i fatti. Si sono dette tante sciocchezze su di noi e continuano a farlo. Il ritorno di Vittorio Emanuele e di Emanuele Filiberto rientra in un discorso di giustizia. Chi dice che non se lo meritano, magari perché sono antipatici o addirittura brutti, non capisce che non si tratta di una grazia che devono ricevere ma di giustizia".

Quali sono, secondo lei, i veri fatti?
"La repubblica esiste, è un fatto, e va rispettata. Ho frequentato l'accademia della Marina militare di Livorno, perciò ho giurato due volte fedeltà allo Stato, ma c'è una cosa che mi dà davvero noia. Ho sempre contestato la legittimità della proclamazione della repubblica, che poi non è mai avvenuta perché sono stati solamente letti i risultati del referendum del '46. Umberto II non ha mai abdicato, i risultati della consultazione popolare sono dubbi e molti parlano di brogli. Quando il re, solamente dopo quattro giorni dal referendum, ha chiesto un controllo delle schede, gli è stato detto che erano state già bruciate. Allora mi dà fastidio quando si dice che la repubblica è nata per volontà del popolo. Non scomodiamo il popolo".

Lei ha un bel rapporto con il popolo italiano?
"Sì, ho ricevuto solo gentilezze dal popolo italiano, più la famiglia andava giù e più venivamo trattati bene. Invece dai politici abbiamo ricevuto un trattamento completamente diverso, soprattutto da parte di quelli che impegnano un eccesso di zelo nel far vedere che sono repubblicani".

E con i suoi parenti di Ginevra come sono i rapporti?
"Sempre e comunque migliori di quanto venga detto. Al funerale della regina Maria José, ad esempio, io e Vittorio Emanuele ci siamo confortati a vicenda con un lungo abbraccio. Se ci sono state discussioni in passato sono avvenute perché abbiamo punti di vista diversi dovuti a cinquant'anni di lontananza forzata dall'Italia".

E per il discorso dell'eredità al trono?
"Prima bisognerebbe tirare fuori il trono dalla soffitta, poi restaurare la monarchia e solo allora si vedrebbe".

Non c'è stato anche un problema per il nome che lei ha dato al vino che produce?
"All'anagrafe io mi chiamo Amedeo Savoia Aosta e non posso usare un altro nome per le etichette del mio vino. Comunque oggi produco esclusivamente un passito di Pantelleria".

Ma questo non è il suo lavoro?
"No, mi occupo di consulenza ingegneristica soprattutto nei Paesi arabi e nell'America latina. Viaggio molto per questa attività, ma riesco anche ad occuparmi della presidenza della fondazione Pro Hervorio mediterraneo che fa capo alla facoltà di botanica dell'università di Palermo e che si occupa della protezione e della preservazione delle piante in via di estinzione. E' il giardino botanico più grande d'Italia".

Lei ama molto la natura?
"Sì, come i miei avi. Ad esempio, Vittorio Emanuele II ha alberato Torino ed il Giardino delle cascine di Firenze. Io ho anche un piccolo zoo e voglio iniziare una collezione di piante grasse. Quando posso trascorro la giornata all'aperto accudendo gli animali perché lo trovo molto salutare e perché tutti nella mia famiglia abbiamo sofferto un po' di mal d'Africa, lo racconta la storia, così io ho la mia giungla".

Ha altre passioni?
"Passo molto tempo al computer sia per navigare in Internet che per rispondere alle tantissime lettere che ci arrivano. Anche la cassetta della posta tradizionale è sempre piena".

E chi vi scrive?
"Oltre alla normale corrispondenza ed a quella legata al lavoro ci scrivono le persone più strane. Alcune lettere sono di minacce, molte di religiosi e tante di carcerati che mi raccontano la loro storia. Una volta mi ha scritto una prostituta che voleva sposarmi…".

Chi è per lei il personaggio del secolo appena trascorso?
"Mi piace molto il Papa, sia perché sono un cristiano cattolico, sia perché ritengo che Karol Wojtyla sia stato in grado di cavalcare questo momento di passaggio reggendo il ritmo vertiginoso"

E quali sono i suoi progetti?
"Quest'anno ricorre il centenario dell'esplorazione che Luigi Amedeo di Savoia, duca degli Abruzzi, fece al Polo Nord, così io e mio figlio Aimone, l'unico non ancora sposato, partiremo per una rievocazione storica dell'evento. Forse, in quella circostanza, ci faremo un altro tatuaggio, tradizione di famiglia. Infatti, mio padre, che è nato nel 1900, era tatuato e lo era anche la mia nonna paterna. Io ne ho undici, ma quello che preferisco è un drago cinese che ho sul braccio e che ho copiato a mio padre".


Laura Coricelli/Grandinotizie.it/23 febbraio 2001 ore 16:55

inizio pagina
Ultim'ora - Dossier - Dall'A alla Z - Protagonisti - Hanno detto - Sondaggi   <<back