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"Se si ha buonsenso
è difficile negare che la vicenda stia rasentando il ridicolo,
perché, anche se si tratta di un problema in fondo marginale per
la vita del Paese, mi sembra che si stia scherzando troppo con
principi di grande importanza per la democrazia". Non ha avuto
dubbi Vincenzo Caianiello durante la querelle che lo ha
contrapposto al governo nel febbraio scorso a causa delle
opposte posizioni su come risolvere l'allora vivissimo dibattito
sul rientro in Italia dei Savoia. L'ex presidente della Corte
Costituzionale e ministro della Giustizia nel governo Dini, si
è espresso negativamente sull'iniziativa lanciata in quel momento
da Palazzo Chigi di chiedere al Consiglio di Stato un parere che
potesse consentire l'immediato rientro dei reali, ribadendo anche
in quella circostanza che l'unica strada è quella di far abrogare
dal Parlamento la tredicesima disposizione finale della Costituzione
che, allo stato, ne impedisce il rientro.
Perché, quindi, si è sottoposto il problema al Consiglio di
Stato?
"Mi sembra un espediente di bassa lega quello di far cavare le
castagne dal fuoco dal Consiglio di Stato per sapere se Casa Savoia
esista ancora dopo la morte di Umberto II. In realtà i discendenti
dei Savoia esistono e mi sembra di assistere ad una fiera delle
amenità dubitarne, quasi che essi siano improvvisamente diventati
dei… trovatelli perché non hanno più una casa! Perché invece di
ricorrere ad espedienti del genere non ci si è dati da fare, da
tanti anni che se ne parla, per approvare una legge costituzionale
di abrogazione della tredicesima disposizione finale della Costituzione?
La fretta alla vigilia delle elezioni sembra troppo essere rivolta
a catturare il voto degli elettori moderati".
Come può, perciò, essere abrogata o modificata la disposizione?
"Solamente attraverso il procedimento di revisione costituzionale
previsto dall'articolo 138 della Costituzione. La Camera ed il
Senato devono procedere ciascuno a due votazioni, distanziate
almeno di tre mesi, e la proposta deve essere approvata almeno
dalla maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera.
E' un procedimento legislativo questo che è detto 'rinforzato',
perché, come si vede, prevede quattro votazioni anziché due. Se
l'abrogazione è approvata a maggioranza assoluta, la legge di
revisione può essere sottoposta a referendum. Se, invece, nella
seconda votazione è approvata dai due terzi dei componenti di
ciascuna Camera non può essere sottoposta a referendum".
Non ritiene giusto, quindi, che si pretenda un giuramento alla
repubblica dai discendenti Savoia?
"La fedeltà alla Repubblica è un dovere di tutti i cittadini per
l'articolo 54 della Costituzione che non prevede che essi debbano
giurare per rispettarlo: vi sono tenuti e basta. Se i Savoia rientrassero
in Italia vi sarebbero tenuti come gli altri. Perché allora li
si vuole far giurare? Per umiliarli o per esaltarli? Se si chiede
un atto di sottomissione per umiliarli, non vedo come ciò possa
essere compatibile con l'articolo 2 della Costituzione che tutela
la dignità della persona. Né potrebbe servire per impedire loro
di esprimere liberamente la loro opinione o, addirittura, di dichiarare
la loro propensione per l'ideale monarchico, come è consentito
a tutti i cittadini. Una limitazione di questa libertà solo per
i Savoia sarebbe in palese contrasto sia con l'articolo 21 della
Costituzione che con la Convenzione europea dei diritti dell'uomo
e con i principi stessi di ogni democrazia".
Possiamo spiegare nei dettagli cos'è la tredicesima disposizione?
"E' una disposizione che vieta il ritorno in Italia dei discendenti
in linea maschile di Casa Savoia. Sotto il profilo formale è una
norma di rango costituzionale e nel contesto della Costituzione
è una norma finale e non transitoria, perché per essa, e così
per la dodicesima disposizione che vieta la ricostituzione del
partito fascista, non è indicata alcuna previsione di durata,
come nelle disposizioni più propriamente transitorie".
Perché, allora, non è inserita all'interno della Costituzione?
"Perché le disposizioni 'a regime' della Costituzione non possono
riguardare casi singoli. Questa è norma di saldatura dell'articolo
139 che esclude che la forma repubblicana possa essere oggetto
di revisione costituzionale. Per evitare che il divieto contenuto
nella disposizione tredicesima potesse essere facilmente abrogato
con una legge ordinaria, gli si volle dare forza costituzionale.
La disposizione ha natura e funzione di misura di sicurezza in
quanto presuppone la pericolosità e non la responsabilità, e non
di misura sanzionatoria perché questa misura, come si deduce dall'articolo
27 della Costituzione, presuppone la responsabilità ed i discendenti
dei Savoia viventi non possono certo essere ritenuti responsabili
per eventuali colpe dei loro antenati".
Qual è, quindi, lo scopo della disposizione?
"Fu scritta per il timore di fiammate legittimiste da parte dei
monarchici, dato che i risultati del referendum, di stretta misura,
erano stati contestati e si era parlato di brogli elettorali.
La disposizione fu emanata nel timore che la presenza in Italia
dei discendenti dei regnanti potesse costituire elemento di disturbo
per l'affermazione dell'istituto repubblicano e fu quindi ispirata
a questa pericolosità. Oggi la Repubblica è entrata nella coscienza
degli italiani, è venuta meno quella pericolosità ed è quindi
odioso che la disposizione continui ad esistere. Proprio perché
siamo convinti che l'ideale repubblicano si è ben consolidato
che dobbiamo abrogare la disposizione che vieta il rientro in
Italia dei Savoia e, per abrogarla, dobbiamo farlo a testa alta,
senza cavilli e sotterfugi che possano denotare una cattiva coscienza.
Dobbiamo farlo con l'unico strumento possibile che è la revisione
costituzionale ".
Ed i beni?
"Vittorio Emanuele III morì tre giorni prima dell'entrata in vigore
della Costituzione, per cui le quattro figlie avevano ereditato
la loro parte del patrimonio esistente nel territorio italiano,
il resto fu avocato dallo Stato. Questo capitolo mi pare sia definitivamente
chiuso".
Laura Coricelli/Grandinotizie.it/19 febbraio
2001 ore 12:45
Aggiornata 19 giugno 2001 ore 16
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