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Niente
castelli con torri, cocchi con cavalli bianchi o interminabili
schiere di servitori per i Savoia del terzo millennio, ma una
vita fatta di lavoro e famiglia. li impegni mondani certo non
mancano, come le feste presso le corti degli altri re d'Europa,
i matrimoni importanti, le cerimonie di beneficenza e le prime
al teatro, ma non sono le principali attività dei reali.
Vittorio Emanuele, ad esempio, lavora nel mondo finanziario
internazionale, dove si occupa di consulenze. E' stata la sua
laurea in Scienze economiche ad indirizzarlo in questa scelta,
così come lo stage portato a termine presso la sede di Ginevra
- città dove risiedono - della Banca Commerciale italiana. La
conoscenza di diverse lingue, ovvero il francese, l'inglese, lo
spagnolo, il portoghese ed il tedesco, lo ha aiutato. La giornata
del legittimo pretendente al trono d'Italia, se un trono esistesse,
comincia la mattina presto con la lettura dei più importanti quotidiani
italiani e stranieri e prosegue con gli impegni di lavoro, che
lo possono portare anche all'estero. Ma Vittorio Emanuele è molto
attento anche a ricavarsi spazi in cui poter praticare i suoi
sport preferiti. Lo sci è in cima alla lista delle sue passioni,
seguito dalla pesca subacquea e dal volo. Spesso dedica il fine
settimana alla cura della salute fisica. E' anche un tifoso di
calcio e segue la squadra del Napoli. Verso la fine di gennaio
2001 era anche circolata la voce che i Savoia volessero acquistare
il Napoli calcio. Giorgio Corbelli e Corrado Ferlaino
- il team che guida la società - ha smentito "categoricamente"
le indiscrezioni ribadendo "la volontà di procedere congiuntamente
nella gestione della società, privilegiando la tranquillità e
la cura della squadra".
Vittorio Emanuele preferisce trascorrere la maggior parte del
suo tempo libero in casa con la famiglia. Preferenza che lo accomuna
al figlio Emanuele Filiberto. Il giovane, collaboratore
finanziario per una banca internazionale, guida un gruppo di lavoro
che ha il compito di contattare nomi di alto livello di tutta
Europa. Anche lui si sveglia molto presto la mattina e viaggia
spesso per lavoro. Ma quando è in casa ama molto coltivare i suoi
hobby, come il cinema italiano degli anni '70 ed '80, o leggere
dei suoi personaggi storici preferiti: Alessandro il Grande, Garibaldi
e Vittorio Emanuele II. Molto più leggeri i suoi gusti musicali
che vanno da Zucchero ai Rolling Stones passando, però, da Pavarotti.
Per tifare la sua squadra del cuore, la Juventus, ha partecipato
alla trasmissione calcistica Quelli che il calcio. Ma non
è stata questa l'unica partecipazione televisiva del principe,
infatti, nel 1995, è stato ospite anche della trasmissione comica
Scherzi a parte.
Spesso trascorre il fine settimana praticando i suoi sport preferiti:
volo, paracadutismo, golf, polo, sci invernale e sci nautico,
disciplina in cui ha conquistato 23 titoli svizzeri, 12 europei
e 4 mondiali. Gli piace anche il mondo delle automobili. A volte
va a Parigi per appuntamenti mondani. Emanuele Filiberto ha anche
scritto un libro che si intitola Sognando l'Italia che
racconta della sua vita in esilio.
Il 13 maggio 1999, di ritorno con il suo aereo privato da un viaggio
in Albania dove ha assegnato all'antico ordine dei Santi Maurizio
e Lazzaro lo studio e la realizzazione di un'iniziativa a favore
dei rifugiati kosovari, Emanuele Filiberto ha fatto scalo a Milano
per fare rifornimento. Il giovane, per rispettare la tredicesima
disposizione finale che gli impedisce il rientro in Italia, è
rimasto in aereo. Ma c'è un altro episodio altrettanto celebre
che lo riguarda: il 13 aprile 1999 la trasmissione satirica Striscia
la notizia gli ha consegnato il "Tapiro d'oro", il premio
riconosciuto dal programma a chi è vittima di una grossa delusione
o di arrabbiatura, perché la Santa Sede gli ha negato la sua mediazione
per il rientro in Italia.
Laura Coricelli/Grandinotizie.it/22 febbraio
2001 ore 18:05
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