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Stilisti a corte
La moda italiana veste le teste coronate d’Europa

"Dio salvi la regina" che non indossa abiti griffati. Oggi come ieri le teste coronate osservano l'etichetta, non solo quella prevista dal bon ton ma anche quella dei vestiti che scelgono di sfoggiare. Ed il made in Italy è il vero principe delle corti di mezz'Europa.

In quanto ad eloquio, comportamento e dizione chi nasce a corte viene educato fin da piccolo a rispettare lo stile di sangue blu. Ma per il gusto personale sono sicuramente utilissimi i consigli offerti dai più grandi stilisti italiani.

Fernanda Gattinoni, fondatrice dell'omonimo atelier, vanta un antico legame con la famiglia dei reali d'Italia, i Savoia. Il suo ricordo più lontano è quello dell'abito nuziale della regina Maria José che la stilista ha disegnato in occasione del suo matrimonio con l'ultimo re d'Italia Umberto II. La stilista ha raccontato che è stato necessario essere implacabili per riuscire a dissuaderla a vestirsi in modo frivolo, così come era suo istinto. La sera prima delle nozze la futura regnante era ancora incerta sulle sorti del vestito che Gattinoni le aveva disegnato, perché le sembrava troppo austero. Non le bastava il fiume di perle lucenti ricamato su tutto l'abito. Per soddisfare Maria Josè all'abito vennero levate le maniche e sostituite con un paio di lucentissimi guanti lunghi di raso bianco.

La stessa maison si è occupata di confezionare anche il vestito nuziale della contessa Silvia Paternò dei Marchesi di Regiovanni , seconda moglie del duca Amedeo di Aosta, cugino di Vittorio Emanuele.

Ma la fedeltà del casato Savoia alla moda italiana è confermato ancora oggi con l'impegno della principessa Maria Gabriella - figlia di Umberto II - presidente in pectore di una delle Fondazioni sorelle Fontana, autrici dell'abito nuziale della sorella Maria Pia.

I designer italiani hanno stilato anche una sorta di vademecum reale con qualche regola per l'abbigliamento dei coronati. Ad esempio, per le occasioni semiufficiali, è consigliato un tailleur di cashmere grigio con giacca a blazer dal collo di velluto corredato da uno scarpone dello stesso tessuto. I guanti e le scarpe devono essere grigi come la borsa di nappa.

Per gli importanti funerali, invece, anche all'estero è d'obbligo il tailleur nero con soprabito, scarpe e guanti dello stesso colore. Il cappello, sempre nero, deve essere a cupoletta di feltro nero. Anche per le udienze papali è richiesto il nero, sebbene ci si possa concedere un abito, purché sia lungo fino alla caviglia, ed un velo di pizzo Chantilly nero su cappelli raccolti. Il vestito deve avere le maniche lunghe, oppure è necessario indossare i guanti. La borsa deve essere piccola e nera come tutti gli altri accessori.

Se l'altezza serenissima deve partecipare ad un servizio fotografico in giardino, allora è preferibile che indossi jeans Denim, camicia bianca di popeline, mocassini e cintura di coccodrillo. Attenzione, però, a non eccedere con la pelle: vietate le pellicce o i completi in pelle. Non si rischiano polemiche con gli ecologisti, invece, se si scelgono cappotti con solamente le guarnizioni di pelliccia.


Laura Coricelli/Grandinotizie.it/23 febbraio 2001 ore 13:50

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