Indice Dossier - Il fatto - Protagonisti - Glossario - Cerca nel sito - Sondaggi
   
  La Cassazione spiega le motivazioni di annullamento
Sentenza depositata
Ridimensionate le aspettative degli "innocentisti"
 
  Marta Russo, dossier Marta Russo
 

E' stata depositata con il numero 2743 la sentenza con la quale la Cassazione, lo scorso 6 dicembre, ha ordinato alla Corte di Assise d' Appello di Roma di rifare il processo agli imputati (Giovanni Scattone, Salvatore Ferraro e Francesco Liparota) per l' omicidio della studentessa romana Marta Russo.

Le motivazioni della suprema corte - stilate dal relatore Giorgio Santacroce, sotto la presidenza di Renato Teresi - non sono ancora disponibili ufficialmente, perché il presidente Teresi, dopo aver disposto il 25 gennaio la pubblicazione della sentenza, ne ha, subito dopo, richiesto la custodia nella cassaforte della cancelleria della prima sezione penale.

Intanto, però, sono filtrate alcune indiscrezioni in base alle quali uscirebbero notevolmente ridimensionate le aspettative del fronte innocentista e di chi pensava che la requisitoria del procuratore generale Vincenzo Geraci - che aveva demolito con un lungo intervento la sentenza di condanna - avesse fatto breccia tra i cinque supremi giudici del collegio della prima sezione penale.

Invece, la suprema corte - ben lungi dal prendere in considerazione pretese lesioni del diritto alla difesa come il video-shock della superteste Gabriella Alletto (che costò agli inquirenti l'avvio di un procedimento disciplinare da parte del guardasigilli per i metodi poco ortodossi usati nell' interrogatorio) - avrebbe individuato alcuni aspetti strettamente tecnici e procedurali che hanno condotto alla decisione di annullare con rinvio la sentenza di secondo grado. Sotto la lente dei magistrati di legittimità sarebbe finita la perizia balistica, fatta ripetere per la seconda volta nel dibattimento d'appello, e le dichiarazioni di Alletto e Liparota. Specialmente per quanto riguarda quest'ultimo - Alletto infatti è definitivamente uscita assolta dal processo - sarebbe prevalso l'orientamento per cui dato che l' usciere di filosofia del diritto era stato interrogato in aula come imputato in procedimento connesso, le sue dichiarazioni (in seguito ritrattate) non potevano essere tenute per buone se non suffragate da un riscontro esterno. Ma la legge - e sentenze della stessa Cassazione emesse a sezioni unite - prevede che il riscontro esterno sia fornito da un testimone e non da una perizia: questo uno degli errori di diritto commessi dalla sentenza di secondo grado.

Pertanto la Cassazione, con lo stile asciutto e attento ai richiami giurisprudenziali del consigliere Santacroce - al quale il presidente Teresi ha affidato la redazione di molte sentenze su casi delicati e controversi, come il verdetto che ha reso definitiva la condanna per Adriano Sofri - ha fissato i cardini entro i quali dovrà svolgersi il nuovo processo. Cardini che sono a maglie molto strette e che non rimettono in gioco il lavoro fatto da chi ha indagato sull' omicidio di Marta Russo. La sentenza 2743 dedica solo poco più di 10 pagine alle motivazioni in diritto (le altre sono dedicate alla ricostruzione delle fasi processuali e ai motivi di ricorso proposti dai difensori degli imputati) che indicano ai giudici del rinvio, designati nella corte d'assise e appello di Roma, quale preciso sentiero dovranno seguire per scrivere una sentenza in grado di superare il controllo di Piazza Cavour. (Fonte Ansa)

 
 Indice dossier
 Tutti gli articoli
 
 Il processo
 Parte seconda
 
 La sentenza
 La motivazione
 
 Dove e quando
 9 maggio 1997: ore 11
 
 Protagonisti
 Scattone e Ferraro
 
 Indagini
 Sospetti e sospettati
 
 I numeri
 Il proceso in cifre
 
 Online
 Il sito degli imputati
 
 Quella mattina
 Cronistoria
 
 Processo in gradi
 Come funziona la giustizia
 

 
  Grandinotizie.it/ 26/gennaio/2002
  Indice "Archivio Punto"


  Indice Dossier - Il fatto - Protagonisti - Glossario - Cerca nel sito - Sondaggi