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Le arringhe degli avvocati difensori Cosa ha detto la Cassazione Le reazioni dei genitori di Marta Russo La soddisfazione di Scattone e Ferraro
Il colpo di scena era avvenuto già il 5 dicembre quando il Procuratore Generale della Cassazione Vincenzo Geraci nella sua requisitoria aveva affermato: "La sentenza di secondo grado è stata illogica con contraddizioni che sono risultate implacabili e irriducibili. La sentenza così come congegnata non può giustificare una condanna e per questo chiedo un riesame del fatto così da arrivare ad un giudizio che non presenti tutte queste illogicità.
Quasi scontata dunque la sentenza della Cassazione. La suprema Corte nella tarda serata del 6 decide che Scattone, Ferraro e Liparota saranno rinviati di nuovo a giudizio. Una decisione che cancella il processo d'appello
Il Presidente, Renato Teresi ha dato la parola prima ai difensori di Salvatore Ferraro. Vincenzo Siniscalchi definisce subito la requisitoria del Procuratore generale Gerci "ferrata e onorevole", e chiede l'annullamento della sentenza con rinvio per "l'incertezza degli elementi accusatori". Parla poi l'altro legale della difesa, Delfino Siracusano che ribadisce le idee già espresse dal collega.
In difesa di Giovanni Scattone, prendono la parola gli avvocati Manfredo Rossi e Francesco Petrelli. Rossi argomenta sulle perizie e sulla compatibilità delle particelle trovate sul davanzale di Filosofia del diritto de La Sapienza e nella borsa dell'ex assistente. Petrelli fa, invece, riferimento alla cosiddetta "prova specifica" e al video-choc di Gabriella Alletto.
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