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Piccolo colpo di scena in Cassazione per il caso Marta Russo.
L'alta corte deve sentenziare se vi sono stati vizi di forma nel processo di corte d'Assise che riconosceva colpevoli Giovanni Scattone, Salvatore Ferraro e Francesco Liparota.
Il Procuratrore Generale della Cassazione Vincenzo Geraci nella sua requisotoria afferma: "La sentenza di secondo grado è stata illogica con contraddizioni che sono risultate implacabili e irriducibili". Afferma ancora che il proceddimento di secondo grado è stato sì suffragato da "perizie importanti, circostanziate, sofisticatissime" ma non risolve appieno molti dubbi. Continua Gerace: "La sentenza così come congegnata non può giustificare una condanna e per questo chiedo un riesame del fatto così da arrivare ad un giudizio che non presenti tutte queste illogicità.
Un unico precedente ad un fatto così inusuale come quello di di un Procuratore Generale di Cassazione che smentisce le richieste che gli sono pervenute con il ricorso della Procura d'appello, quello nel processo ad Adriano Sofri.
Intanto oggi (6 dicembre) alle 11 è iniziata la seconda giornata di udienze. Per primi sono stati ascoltati i difensori di Salvatore Ferraro. L'avvocato Vincenzo Siniscalchi e l'avvocato Delfino Siracusano. Quindi i legali di Giovanni Scattone, Manfredo Rossi e Francesco Petrelli.
Alle 14 la Corte presieduta da Renato Teresi si riunisce in Camera di Consiglio.
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