Dossier Marta Russo
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Non c'è bisogno di aggiungere altro. L'omicidio di Marta Russo ha già tutte le caratteristiche del grande giallo, il luogo, le modalità e i tanti punti oscuri (la mancanza di un movente e dell'arma del delitto) ne fanno una storia che sembra scritta da Agatha Christie. Anche i personaggi sembrano uscire da un romanzo: Gabriella Alletto che l'accusa definisce "una borghese, piccola, piccola"; Giovanni Scattone e Salvatore Ferraro che la stampa e la tv descrivono come arroganti e distaccati; Francesco Liparota, che i suoi legali dicono "psicologicamente fragile".

Invece, questa vicenda è vera. Ma a questa verità mancano ancora molti tasselli che Giovanni Valentini, editorialista della Repubblica, cerca di ricostruire. Il suo libro Il mistero della Sapienza edito da Baldini e Castoldi (1999) ripercorre, secondo la tecnica dell'inchiesta giornalistica, tutta la storia del delitto della "Sapienza" alla luce della sentenza di primo grado che ha condannato Scattone per omicidio colposo e Ferraro per favoreggiamento. Il libro parte proprio dalla decisione dei giudici e a ritroso ripercorre le indagini preliminari, le testimonianze, le perizie e le intercettazioni telefoniche. In particolare Valentini si sofferma sulle deposizione della Lipari, dell'Alletto e sulla ritrattazione di Liparota. Tutto il libro, insomma, ruota intorno ad una domanda: la verità è realmente quella che è emersa alla fine del processo nell'aula bunker del Foro italico? O c'è un'altra verità al di là del verdetto emesso dalla Corte d'Assise?

Secondo Valentini il caso Marta Russo svela "l'intreccio tra l'apparato giudiziario e il sistema informativo nella costruzione del castello accusatorio". Il tutto dimostra il potere di condizionamento che ha il Pm nel nostro processo penale, considerato il deus ex machina di tutta l'inchiesta.

E dell'omicidio di Marta Russo parla anche Malaroma (guida al lato oscuro della città), edito da Castelvecchi, di Aldo Musci. Una sorta di vademecum della caputale attraverso i luoghi dei delitti più famosi da quello di via Poma all'assassinio di Pier Paolo Pasolini, dal giallo della "Sapienza", appunto, ai sospetti mai fugati sulla morte di Giovanni Paolo I. Un ritratto diverso della capitale incentrato più sulle ombre che sui fasti della città eterna, adatto per il viaggio di un ipotetico pellegrino che vuole esplorare i fatti neri di cronaca rimasti nell'immaginario romano.

Dai libri al teatro.Anatomia del Processo Marta Russo, è l'opera teatrale, diretta da Guido D'Avino, dedicata ai segreti di uno dei più grandi processi italiani che ha appassionato e diviso l'opinione pubblica.

Elisabetta Tanini/Grandinotizie.it/22 febbraio 2001 ore 18:10


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