Dossier Marta Russo
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Il luogo del delitto
 
 Indice dossier
 Tutti gli articoli
 Il processo
 Parte seconda
 La sentenza
 La motivazione
 1997-2001
 Quattro anni di misteri
 Reazioni
 Una vittoria triste
 Indagini
 Sospetti e sospettati
 Protagonisti
 Scattone e Ferraro
9 maggio 1997: ore 11
Dove e quando…
I luoghi e i momenti del delitto Marta Russo

La Sapienza
E' l'università più grande d'Europa. Fondata nel 1303 per volontà di Bonifacio VIII, conta oggi circa 150,000 studenti e 4,900 docenti di vario livello. Sedici le facoltà, distribuite su 439,000 metri quadrati. La Sapienza è sicuramente uno degli atenei italiani più prestigiosi, ma tra gli anni Ottanta e i Novanta ha vissuto una grave crisi di sovraffollamento. Aule insufficienti per numero e grandezza, appelli di esame infiniti, ritardi e disfunzioni dell'amministrazione. Per uscirne, è stato deciso il "decongestionamento". La Sapienza sarà suddivisa in diversi atenei federati ed autonomi sotto il profilo amministrativo ed organizzativo, dotati di organi propri (Presidente, Consiglio Accademico ed un organo tecnico-amministrativo). Gli organi centrali della Sapienza rimangono competenti in materia di programmazione, di indirizzo e di attribuzione delle risorse.

Facoltà di Giurisprudenza
Con ventisettemila iscritti è la facoltà più grande dell'ateneo. Vi insegnano alcuni tra i giuristi più autorevoli. Tra gli studenti, moltissimi i "fuori sede", provenienti soprattutto dal sud.

Il vialetto
Marta Russo viene colpita mentre cammina nel vialetto situato tra le facoltà di Giurisprudenza, Scienze Politiche e Scienze Statistiche. E' uno spazio piuttosto angusto, con poca luce, percorso ogni giorno da centinaia di persone.

Il giorno dell'omicidio
E' il 9 maggio 1997, un venerdì di una primavera calda e afosa. E' tempo di esami per moltissimi studenti. Si è da poco votato per il rinnovo degli organi rappresentativi studenteschi, con una netta affermazione della lista di destra. Al governo del Paese c'è da un anno Romano Prodi. In aprile si è sfiorata la crisi perché Rifondazione Comunista ha votato contro l'invio di un contingente militare italiano per la missione di pace in Albania. Soltanto il voto favorevole dell'opposizione ha reso possibile il varo dell'operazione.

L'ora dello sparo
Secondo gli inquirenti, lo sparo è avvenuto alle 11,42, ora ufficiale italiana. Si arriva a stabilirlo partendo dal tabulato Tim della prima telefonata di richiesta di soccorso da parte del teste Andrea Ditta. Le richieste pervenute a 113, 115, 118 non sono attendibili. I responsabili hanno infatti testimoniato di non essere sincronizzati con l'ora ufficiale. Alcune testimonianze tendono ad anticipare di qualche minuto il momento dello sparo. Da un telefono pubblico vicino al luogo del delitto, Iolanda Ricci, l'amica di Marta con lei al momento del delitto, fa una breve telefonata alle 11,39. In contrasto con l'ipotesi delle 11,42, c'è la dichiarazione della teste d'accusa Chiara Lipari. Avrebbe udito un tonfo pochi secondi prima di entrare nell'aula VI per telefonare. La chiamata è registrata alle 11,44.

Aula VI
E' al primo piano della facoltà di Giurisprudenza. Riservata agli assistenti dell'Istituto di Filosofia del Diritto. Rimane quasi sempre aperta ma è frequentata da un numero ristretto di persone: docenti, ricercatori, dottorandi, impiegati e qualche studente che collabora con l'Istituto. Il davanzale della finestra è largo sessanta centimetri. Sopra c'è un condizionatore piuttosto ingombrante che limita molto la visuale. Pochi giorni dopo l'omicidio, gli inquirenti affermano che il colpo mortale è partito da qui. Sul davanzale della finestra viene trovata una particella "binaria" composta da bario e antimonio. Per il pubblico ministero è la prova inequivocabile dello sparo. In seguito la particella è definita più semplicemente "compatibile" con la polvere da sparo. Le perizie balistiche più recenti sembrano mettere in dubbio l'ipotesi alla base di tutta la tesi accusatoria.

Bagno disabili
E' al piano rialzato. Può entravi chiunque. Si può chiudere dall'interno, annodando il tubo flessibile della doccia alla maniglia della porta. Alla finestra ci sono delle sbarre verticali. Senza sporgersi troppo è possibile avere una visuale di almeno due metri.


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