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La Sapienza
E' l'università più grande d'Europa. Fondata nel 1303 per volontà
di Bonifacio VIII, conta oggi circa 150,000 studenti e
4,900 docenti di vario livello. Sedici le facoltà, distribuite
su 439,000 metri quadrati. La Sapienza è sicuramente uno degli
atenei italiani più prestigiosi, ma tra gli anni Ottanta e i Novanta
ha vissuto una grave crisi di sovraffollamento. Aule insufficienti
per numero e grandezza, appelli di esame infiniti, ritardi e disfunzioni
dell'amministrazione. Per uscirne, è stato deciso il "decongestionamento".
La Sapienza sarà suddivisa in diversi atenei federati ed autonomi
sotto il profilo amministrativo ed organizzativo, dotati di organi
propri (Presidente, Consiglio Accademico ed un organo tecnico-amministrativo).
Gli organi centrali della Sapienza rimangono competenti in materia
di programmazione, di indirizzo e di attribuzione delle risorse.
Facoltà di Giurisprudenza
Con ventisettemila iscritti è la facoltà più grande dell'ateneo.
Vi insegnano alcuni tra i giuristi più autorevoli. Tra gli studenti,
moltissimi i "fuori sede", provenienti soprattutto dal sud.
Il vialetto
Marta Russo viene colpita mentre cammina nel vialetto situato
tra le facoltà di Giurisprudenza, Scienze Politiche e Scienze
Statistiche. E' uno spazio piuttosto angusto, con poca luce, percorso
ogni giorno da centinaia di persone.
Il giorno dell'omicidio
E' il 9 maggio 1997, un venerdì di una primavera calda e afosa.
E' tempo di esami per moltissimi studenti. Si è da poco votato
per il rinnovo degli organi rappresentativi studenteschi, con
una netta affermazione della lista di destra. Al governo del Paese
c'è da un anno Romano Prodi. In aprile si è sfiorata la crisi
perché Rifondazione Comunista ha votato contro l'invio di un contingente
militare italiano per la missione di pace in Albania. Soltanto
il voto favorevole dell'opposizione ha reso possibile il varo
dell'operazione.
L'ora dello sparo
Secondo gli inquirenti, lo sparo è avvenuto alle 11,42, ora ufficiale
italiana. Si arriva a stabilirlo partendo dal tabulato Tim della
prima telefonata di richiesta di soccorso da parte del teste Andrea
Ditta. Le richieste pervenute a 113, 115, 118 non sono attendibili.
I responsabili hanno infatti testimoniato di non essere sincronizzati
con l'ora ufficiale. Alcune testimonianze tendono ad anticipare
di qualche minuto il momento dello sparo. Da un telefono pubblico
vicino al luogo del delitto, Iolanda Ricci, l'amica di
Marta con lei al momento del delitto, fa una breve telefonata
alle 11,39. In contrasto con l'ipotesi delle 11,42, c'è la dichiarazione
della teste d'accusa Chiara Lipari. Avrebbe udito un tonfo
pochi secondi prima di entrare nell'aula VI per telefonare. La
chiamata è registrata alle 11,44.
Aula VI
E' al primo piano della facoltà di Giurisprudenza. Riservata agli
assistenti dell'Istituto di Filosofia del Diritto. Rimane quasi
sempre aperta ma è frequentata da un numero ristretto di persone:
docenti, ricercatori, dottorandi, impiegati e qualche studente
che collabora con l'Istituto. Il davanzale della finestra è largo
sessanta centimetri. Sopra c'è un condizionatore piuttosto ingombrante
che limita molto la visuale. Pochi giorni dopo l'omicidio, gli
inquirenti affermano che il colpo mortale è partito da qui. Sul
davanzale della finestra viene trovata una particella "binaria"
composta da bario e antimonio. Per il pubblico ministero è la
prova inequivocabile dello sparo. In seguito la particella è definita
più semplicemente "compatibile" con la polvere da sparo. Le perizie
balistiche più recenti sembrano mettere in dubbio l'ipotesi alla
base di tutta la tesi accusatoria.
Bagno disabili
E' al piano rialzato. Può entravi chiunque. Si può chiudere dall'interno,
annodando il tubo flessibile della doccia alla maniglia della
porta. Alla finestra ci sono delle sbarre verticali. Senza sporgersi
troppo è possibile avere una visuale di almeno due metri.
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