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"Ora sappiamo con certezza che sono stati loro gli assassini"

"Aureliana Russo, la mamma di Marta, è scoppiata a piangere quando il suo avvocato Luca Petrucci le ha comunicato per telefono la sentenza". I genitori di Marta Russo hanno appreso la notizia in casa di amici e alle 21:30 sono usciti, incontrando i giornalisti. Avevano chiesto solo giustizia, solo verità. E la verità, processuale, è che Scattone ha sparato, uccidendo, e Ferraro è stato suo complice. La sentenza è di omicidio colposo aggravato. La mamma di Marta commenta con soddisfazione il riconoscimento dell'aggravante: "Io dico che questa sentenza costituisce un punto fermo. Ora sappiamo con certezza che sono stati loro gli assassini. Scattone e Ferraro. Anche se la galera, purtroppo, continuiamo a farla noi, col nostro dolore che non passerà. Nemmeno l'ergastolo ci avrebbe ridato la serenità. Ma l'importante è che sono stati condannati". E' una vittoria dolorosa; nessuna sentenza può riportare indietro il tempo e modificare il corso degli eventi.

In merito alla condanna di Liparota, i Russo hanno semplicemente ribadito che l'usciere andava condannato anche in primo grado: "Ma va bene così. Noi non siamo forcaioli, quand'è iniziato il processo volevamo capire almeno perché era stata ammazzata nostra figlia". Ma il perché è cosa difficile da appurare, difficile da ritrovare; in un processo in cui il capo di imputazione non è sostenuto da un movente, la verità non è mai una sola. E allora se i coniugi Russo attendevano un segno dai due imputati per capire o carpire, dalle loro espressioni, come in realtà si erano svolti i fatti e soprattutto il perché, sono rimasti ancora una volta delusi. "Perché Scattone e Ferraro hanno sempre mostrato arroganza, egoismo, attaccamento alle loro carriere. E non ci hanno voluto spiegare. Non sono mai stati colti da rimorso" dicono.

La sentenza ha dato, a questa coppia, almeno una consolazione: la serenità di aver raggiunto un punto fermo: "È stata fatta giustizia. Sembrava che fossimo rimasti soli, invece la corte ha riconosciuto le nostre ragioni". Papà Russo commenta anche le polemiche, che in passato, hanno investito il processo, qualificandolo come "politiche": "Beh , sull'argomento hanno via via messo bocca Prodi, Violante, Flick. Il presidente del tribunale Scotti una settimana prima della sentenza di primo grado disse addirittura che il processo era sfuggito di mano a tutti. Il presidente del Consiglio si sbilanciò in giudizi sul famoso video-choc dell'Alletto. Giudizi pesanti su 10 secondi di filmato. Ma quell'interrogatorio durò quattro ore. E poi tutti quei dubbi sulle perizie. Bastava leggersi gli atti con attenzione".

La condanna poteva essere più pesante ma i coniugi Russo non sembrano voler fare di questo aspetto, quello fondamentale: "Questa sentenza ha fatto giustizia anche a mia figlia, che si era iscritta a Giurisprudenza perché credeva nelle leggi terrene".

Valeria De Rosa/Grandinotizie.it/8 Febbraio 2001/ ore 18.00


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