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La tragica vicenda
di Marta Russo è stata seguita con grande emozione in tutta Italia,
coinvolgendo un po' tutti: le persone che le erano più vicine
ma anche chi di lei non aveva mai sentito parlare.
Il vialetto della Sapienza che ha "raccolto" la caduta di Marta
è diventato per tanti giovani un luogo di pellegrinaggio. In molti
hanno voluto testimoniare il proprio coinvolgimento in questa
triste storia lasciando sul luogo della tragedia fiori, bigliettini,
poesie.
Anche su internet il nome di Marta Russo corre frequentemente.
Impostando una ricerca sul motore Altavista.it, il nome della
studentessa romana viene rilevato su ben 800 pagine web.
Navigando in uno dei siti individuati dal motore di ricerca, si
scopre che Macedonia, il piccolo comune di Avellino che ha dato
i natali al padre di Marta le ha dedicato un festival per le arti
coreografiche che dal 1998 si svolge tutte le estati alla presenza
di personalità e di personaggi dello spettacolo (www.aracne.it).
Un sito istituito per promuovere la donazione di organi vanta
l'esempio dato da Marta, ricordando che grazie all'espianto cinque
persone hanno ritrovato la speranza di vivere (www.trapianti.org).
Su un altro (space.tin.it),
infine, abbiamo trovato il testo di una canzone che un giovane,
Fabio Zimbelli, ha dedicato alla giovane studentessa romana. Ne
riportiamo l'intera versione.
Canzone per Marta Russo
Camminavi lungo il viale alberato
in compagnia della tua più cara amica
e parlavi dello studio nella vita
e cantavi nella quiete di una mattina
Nella pausa gli studenti si siedono stanchi
ricercando l'ebbrezza di una calda primavera
chiuso il libro che si riaprirà stasera
ci si ritrova coi propri amori tra i banchi
Quel giorno percorrevi il viale del sogno
discorrendo dei tanti volti del bisogno
anelando un'esistere sereno
un lavoro che ti soddisfi appieno
E le risa giungevano lontano
come i sogni stretti a pugno nella tua mano
e gioivi del tuo andar sicuro
e decantavi un esame meno duro
Ma d'un tratto udisti quel rumore sordo
inconsapevole d'aver perduto il mondo
la tua luce si spense in un momento
raggelato dalle grida di spavento
Lei illesa e tu distesa a terra
nelle dolci linee di una gioventù eterna
il tuo riso non aveva più eco nel vento
ma si udiva incredulità ed annientamento
Poi il silenzio riprese piano il suo spazio
sorretto dal sonno di un cortile poco prima pazzo
e riprese nel tempo ancora lo studio
e continua l'indagine per quel misfatto
Quanti anni sono trascorsi dal delitto?
quanti appelli e ricorsi sono stati presentati
dai periti, la testimone e gli imputati
ora muti, dietro a diritti barricati
E io chiedo di qual diritto ti vuoi avvalere
assassino volontario senza premeditazione
e quale grazia speri di ottenere
cecchino assente da qualsiasi motivazione
Chissà un giorno, prima o poi ti prenderanno
nonostante l'Italia sia una giustizia in affanno
e chissà forse un giorno ti useremo
come bersaglio, un caro bersaglio umano
Ma se ripenso a quella gioventù bruciata
al corpo disteso a terra, sotto il sole della giornata
mi domando quanto tempo ci voglia ancora
prima che la follia superi la noia
Oggi ti canto in questa assurda mia canzone
con la speranza che resti vivo il ricordo del tuo nome
ché la vita non ha prezzo ne valore
e che l'Italia lotta in questa direzione
Lotti contro il delitto alla vita
una vita spezzata prima del suo momento
ché l'esistenza è un diritto concreto
non il comma in cui si maschera l'imputato...
Oggi ti canto in questa assurda mia canzone
con la speranza che resti vivo il ricordo del tuo nome
il ricordo che la vita non ha prezzo
nel ricordo che la vita non ha valore...
Lia Romagno/Grandinotizie.it/ 22 febbraio ore
17:30
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