|
La difesa in aula
non è stata sufficiente a contrastare la tesi accusatoria che
ha condannato Giovanni Scattone e Salvatore Ferraro
per la morte di Marta Russo, in primo come in secondo grado.
Ma i più tenaci sostenitori dell'innocenza dei due assistenti
della Sapienza, non hanno accettato la sconfitta, ed hanno deciso
di spostare la battaglia su un campo ben più ampio. Internet ha
fornito loro un'aula virtuale infinita dalla quale l'eco delle
arringhe difensive, e l'intero corredo della tesi innocentista,
arriva ad un numero di "giurati" ben maggiore di quelli presenti
in Tribunale. www.scattoneferraro.org
è il sito creato dal "Comitato per la difesa di Giovanni Scattone
e Salvatore Ferraro", presieduto dal prof. Alberto Beretta
Anguissola, noto studioso famose le sue opere su Marcel
Proust.
"L'iniziativa è nata immediatamente dopo la prima sentenza di
condanna pronunciata dalla Corte d'Assise il 30 maggio 1999 -
racconta Anguissola - e la creazione di un sito di sostegno è
stata una conseguenza naturale: le potenzialità mediatica di internet
non ha uguali". L'indirizzo web conduce ad un'enorme mole di materiale
messo insieme dai membri del Comitato per avvalorare la tesi dell'innocenza.
Contiene una nutritissima "rassegna stampa" che raccoglie gli
articoli e le opinioni comparse dal maggio del '97 su tutte le
testate italiane; un "notiziario" in cui sono evidenziati i più
importanti avvenimenti di attualità riguardanti il processo, mentre
la sezione "controcronaca" si prefigge "lo scopo di controbattere
la stampa che riporta notizie false, tendenziose e irriguardose
nei confronti dei diritti di Giovanni e Salvatore".
"Le perle del nostro sito - sottolinea Anguissola - sono gli atti
dei processi e la trascrizione integrale della videocassetta contenente
la deposizione di Gabriella Alletto in Procura".
Come si regge questo impianto? I centocinquanta soci che compongono
il comitato e lo finanziano con un obolo di 25mila lire versato
una tantum nella cassa. Ma tanto il sito quanto il Comitato sopravvivono
grazie alle donazioni fatte da alcuni soci o da persone che, convinti
dell'innocenza di Scattone e Ferraro, hanno deciso di partecipare
alla copertura delle spese legali sostenute dalle loro famiglie.
"Tramite il sito - dice ancora il presidente - raccogliamo molte
testimonianze di solidarietà, ma registriamo anche i tanti segnali
di sfiducia che i cittadini manifestano nei confronti dell'attuale
sistema giudiziario".
Lia Romagno/Grandinotizie.it/ 22 febbraio ore
17:30
|