Dossier Marta Russo
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Cosa prevede il nostro ordinamento
Condanne a termine
Quanto si sta in carcere veramente?

La pena secondo il nostro sistema giudiziario diventa applicabile solo quando la sentenza di condanna è definitiva e cioè quando sono stati esauriti i tre gradi di giudizio (primo grado, appello e Cassazione).

Poniamo il caso che una persona sia condannata a 10 anni di reclusione, in realtà quanto tempo effettivo passerà in prigione? Dai 10 anni si sottrae il tempo già scontato per le misure cautelari, ad esempio se l'imputato è stato in carcere 3 anni prima che iniziasse il processo, per paura di fuga o di inquinamento delle prove, questo periodo viene dedotto. Dunque rimangono 7 anni, che però possono subire un ulteriore riduzione. Il nostro ordinamento giudiziario, infatti, prevede la liberazione anticipata, cioè lo sconto di 45 giorni ogni 6 mesi di detenzione, se il condannato ha tenuto un buon comportamento.

Così il condannato può beneficiare per ogni anno di 3 mesi di riduzione. Ai 7 anni, dunque, vanno tolti un anno e nove mesi e si ottiene la pena effettiva da scontare in carcere: 5 anni e tre mesi.

Inoltre, una volta trascorsa la metà della pena si può in genere accedere alla semilibertà, cioè la possibilità di andare a lavorare fuori dal carcere durante il giorno con l'obbligo di ritornarvi la sera.


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