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La pena secondo
il nostro sistema giudiziario diventa applicabile solo quando
la sentenza di condanna è definitiva e cioè quando sono stati
esauriti i tre gradi di giudizio (primo grado, appello e Cassazione).
Poniamo il caso che una persona sia condannata a 10 anni di reclusione,
in realtà quanto tempo effettivo passerà in prigione? Dai 10 anni
si sottrae il tempo già scontato per le misure cautelari, ad esempio
se l'imputato è stato in carcere 3 anni prima che iniziasse il
processo, per paura di fuga o di inquinamento delle prove, questo
periodo viene dedotto. Dunque rimangono 7 anni, che però possono
subire un ulteriore riduzione. Il nostro ordinamento giudiziario,
infatti, prevede la liberazione anticipata, cioè lo sconto di
45 giorni ogni 6 mesi di detenzione, se il condannato ha tenuto
un buon comportamento.
Così il condannato può beneficiare per ogni anno di 3 mesi di
riduzione. Ai 7 anni, dunque, vanno tolti un anno e nove mesi
e si ottiene la pena effettiva da scontare in carcere: 5 anni
e tre mesi.
Inoltre, una volta trascorsa la metà della pena si può in genere
accedere alla semilibertà, cioè la possibilità di andare a lavorare
fuori dal carcere durante il giorno con l'obbligo di ritornarvi
la sera.
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