A
Aula 6 La stanza si trova al primo piano dell'Istituto di Filosofia del
diritto; è da qui, secondo gli inquirenti, che sarebbe partito il colpo che ha
ucciso Marta Russo. La tesi sarebbe provata dalla particella rinvenuta su una
delle finestre dell'aula, ma le perizie chimiche non hanno confermato che si tratti
di un residuo di polvere da sparo.
B Balistiche perizie Sono
tra le prove fondamentali di tutto il procedimento. L'accertamento è stato fatto
nel processo di primo grado e ripetuto in appello, ma i risultati hanno lasciato
ancora molti dubbi. Stando infatti a quanto sostenuto dai periti sulla traiettoria
del proiettile, non c'è nulla di certo: il colpo potrebbe essere partito sia dall'aula
6, sia dal bagno disabili. Le probabilità sono le stesse. La certa provenienza
del colpo avrebbe un ruolo fondamentale nell'accertamento della verità.
C Corte d'Assise
e Corte d'Assise d'Appello Entrambe hanno giudicato Scattone e Ferraro
colpevoli, anche se non hanno agito dolosamente (cioè non avevano l'intenzione
di uccidere Marta Russo) come sostiene l'accusa.
C Cassazione:
Il 6 dicembre 2001 la prima sezione di Cassazione annulla con rinvio la sentenza di secondo grado che condannava Giovanni Scattone, Salvatore Ferraro e Francesco Liparota. Lo aveva chiesto il procuratore generale Vincenzo Geraci, sostenendo che la sentenza di secondo grado era "stata illogica con contraddizioni che sono risultate implacabili e irriducibili". E lo avevano chiesto anche gli avvocati difensori. Il processo di secondo grado riparte dall'inizio, probabilmente tra non meno di un anno, e i tre imputati non dovranno tornare in carcere per scontare la pena. Scattone era stato condannato per omicidio colposo a otto anni, Ferraro per favoreggiamento e detenzione illegale di arma a sei anni, Liparota per favoreggiamento a tre anni e sei mesi.
D Delitto perfetto Uno
dei punti rimasti irrisolti di questa vicenda è la mancanza del movente. Una delle
ipotesi formulate dall'accusa è quella che i due assistenti avrebbero ucciso Marta
Russo nella convinzione di dimostrare che esiste il "delitto perfetto", in cui
è impossibile risalire ai colpevoli. Ma a questa tesi è stata poi preferita quella
dello "sbaglio".
E Espianto Sei organi di Marta Russo sono stati
donati dai genitori a persone che ne avevano bisogno.
F Ferraro Salvatore
L'assistente è uno dei principali accusati. Per i Pm era accanto a Scattone
al momento dell'omicidio e avrebbe nascosto l'arma del delitto, che non è stata
mai ritrovata. In primo grado è stato condannato a quattro anni e in appello a
sei per favoreggiamento. Si è sempre dichiarato innocente.
G Gabriella
Alletto E' la teste chiave dell'accusa. Ha dichiarato di aver visto la
mattina del 9 maggio 1997 Giovanni Scattone sparare dall'aula 6 dell'Istituto
di filosofia del diritto, mentre Salvatore Ferraro avrebbe assistito mettendosi,
poi, le mani nei capelli come gesto di disperazione. Vicino a loro Francesco Liparota.
La segretaria inizialmente aveva negato di essere stata nell'aula 6 la mattina
dell'omicidio.
H Heidegger I testi del filosofo sono fra le
letture preferite di Scattone.
I Indizi Parte dell'impianto
accusatorio si basa su queste prove indirette: i residui di polvere da sparo trovati
sulla finestra dell'aula 6 e la particella rinvenuta nella borsa di Ferraro.
L
Liparota Francesco L'usciere dell'Istituto di Filosofia del diritto avrebbe,
secondo l'accusa cercato di sviare i sospetti da Scattone e Ferraro. Sulla sua
testimonianza ci sono molti dubbi e contraddizioni. In un primo momento l'uomo
dichiara di non essere mai stato nell'aula 6, poi ritratta accusando i due assistenti.
Ma al processo di primo grado cambia nuovamente versione. Viene assolto in primo
grado e condannato in appello a quattro anni per favoreggiamento.
M
Marta Russo E' la vittima. Aveva 22 anni e frequentava la facoltà di Giurisprudenza
dell'Università "La Sapienza". Le è stata conferita una laurea ad honorem.
O
Omicidio La mattina del 9 maggio 1997 Marta Russo, viene colpita alla
testa da un proiettile, mentre camminava con l'amica, Iolanda Ricci, lungo un
vialetto dell'Università "La Sapienza" di Roma. Cinque giorni dopo la ragazza
muore.
Proiettile Marta Russo viene uccisa da un proiettile
calibro 22, mai ritrovato.
Q Quattordici giugno 1997 In questo
giorno Scattone e Ferraro vengono arrestati perché ritenuti gli autori dell'omicidio.
R Romano Bruno E' il direttore dell'Istituto di Filosofia.
All'inizio dell'inchiesta viene messo agli arresti domiciliari per favoreggiamento.
Ma sia nel processo di primo grado, sia nell'appello viene assolto dall'accusa.
S
Scattone Giovanni Per i Pm è stato lui ad aver sparato dall'aula 6 la mattina
del 9 maggio 1997. Lui si è sempre detto innocente. In primo grado è stato condannato
a 7 anni e in appello a 8 per omicidio colposo.
T Tecce Giorgio
Era il rettore della "Sapienza" durante il periodo in cui avvenne il delitto.
Ha sempre sostenuto di non credere alla colpevolezza di Scattone e Ferraro.
U
Università "La Sapienza" Il delitto Marta Russo suscita molto clamore
anche per il luogo dove è avvenuto, all'interno cioè di una delle università più
grandi e famose d'Europa.
V Video choc Durante il processo di
primo grado la televisione e i giornali diffondono un filmato in cui si vede Gabriella
Alletto che riceve pressioni dagli inquirenti per indurla a confessare di aver
visto Scattone e Ferraro nell'aula 6. Per il video il Consiglio Superiore della
Magistratura apre un'inchiesta disciplinare nei confronti del capo della Procura
di Roma Italo Ormanni e il Pm Carlo La Speranza. Ma le indagini si concludono
con l'archiviazione. Anche la Procura di Perugia indaga sull'operato dei magistrati
romani, i reati ipotizzati sono abuso d'ufficio e violenza privata; di nuovo,
però, i due vengono prosciolti in udienza preliminare.
Zero
Il 6 dicembre la Cassazione azzera tutto. Si riparte dal primo grado. A quattro anni dalla morte di Marta la verità sembra ancora lontana.
Grandinotizie.it/7 dicembre 2001 |