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Mentre le Mucche
pazze salgono a quota tredici - l'ultima è identificata il 7 maggio
a Belluno - scatta l'allarme uomo. Tuttavia viste le imminenti
elezioni, la notizia passa in secondo piano ed è riportata solo
da alcuni quotidiani.
Uno di questi è La Stampa, proprio perché il sospetto caso
umano è stato individuato nel torinese. Si tratta di un giovane
uomo trentacinquenne ricoverato all'ospedale Mauriziano. "Non
ci sono dubbi - scrive il quotidiano - si tratta di Creutzfeldt-Jakob,
ma la domanda chiave, ciò che più preoccupa, resta per il momento
un senza risposta: qual è stata, in questo insolito caso, l'origine
della malattia? Non è stata stabilita ancora la minima connessione
con la variante umana della Mucca pazza. Impossibile dire se si
tratti o meno del primo caso italiano di contagio da Bse, l'encefalopatia
spongiforme bovina. Ma la giovane età del malato è certamente
un elemento inquietante." (10 maggio 2001).
L'11 maggio arriva la smentita. "Non è infettato dalla carne"
titola La Stampa. E ancora "non sarebbe la carne infettata
dalla Bse ad aver trasmesso il prione killer del morbo di Creutzfeldt
Jakob all'uomo di 35 anni ricoverato al Mauriziano. Non sarebbe,
come si temeva, il primo caso italiano di variante umana della
Mucca pazza". (11 maggio).
Ma sulla causa della malattia vige ancora un'inquietante incertezza.
Grandinotizie.it/13 maggio 2001
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