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Forse sono 11 le mucche pazze

Lunedì 19 marzo scatta l'allarme per il settimo caso sospetto di Mucca pazza. Si tratta di una bestia marchigiana, la prima della regione. Il Presidente della Cooperativa Zootecnica a cui apparteneva la mucca giura di non avere mai usato farine animali.

La distribuzione geografica del morbo della Mucca pazza permette di trarre delle conclusioni. Cesare Bonacina, capo dei servizi veterinari della Lombardia dove sono stati identificati i quattro casi di Bse precedenti dice "questa distribuzione sul territorio nazionale significa che tutte le regioni italiane, senza eccezioni, sono rimaste esposte ai fattori di rischio costituiti dall'uso di farine animali di origine animale. Quei mangimi hanno circolato anche dopo il bando del '94" (Corriere della Sera - 19 marzo 2001).

La Stampa sottolinea il collasso, quasi totale, di un intero settore dell'economia italiana, che in alcuni casi raggiunge un picco di 80 per cento.

Intanto il pericolo afta si espande sino a raggiungere la Cisgiordania, dove una dozzina di capi sono stati contagiati. Su La Repubblica (19 marzo) si legge che lo stato ebraico avrebbe offerto gratuitamente ai palestinesi 220 mila dosi di vaccino. Il popolo di Arafat avrebbe comunque rifiutato l'offerta giudicandola "un aiuto ipocrita".

Il 20 marzo si scopre che le mucche dell'allevamento di Pontevico, "colleghe" della famigerata mucca 103 (la prima mucca pazza italiana) erano tutte sane. "Sono morte innocenti" scrive La Repubblica (20 marzo).

Intanto a Bruxelles si discute sul bando definitivo delle farine animali. Dal consiglio dei Ministri emerge che la grande maggioranza vorrebbe estendere il divieto delle farine animali (valido fino al 30 giugno prossimo) a tempo indeterminato (Corriere della Sera - 20 marzo).

Alle 9,30 di mercoledì mattina 21 marzo parte la manifestazione dei produttori agricoli indetta dalla Confederazione italiana agricoltori giunti a Roma . "A Roma sfila la protesta dei centocinquantamila" scrive la Repubblica .

La conferma del settimo caso di Mucca pazza arriva venerdì 23 marzo.

Ma anche l'afta non lascia la presa: a Pisa viene sequestrato un intero gregge. Il ministro della Sanità Umberto Veronesi, tranquillizza "Non c'è motivo di preoccupazione, non si può parlare di focolaio" (Corriere della Sera - 23 marzo). Poche ore dopo il pericolo afta verrà scongiurato: si trattava di un falso allarme.

Ma il ritorno della Bse rompe la quiete: questa volta sarebbero quattro i casi sospetti.


Marianna Balfour/Grandinotizie.it/aggiornato al 26 marzo 10:20


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