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La settimana si
apre con la minaccia dell'afta. Sembra proprio che alla fine il
temuto virus che sta portando all'abbattimento di migliaia di
bestie nella Gran Bretagna sia riuscita a varcare le Alpi italiane.
IL 13 marzo scatta l'allarme: l'epidemia viene individuata in
un allevamento di Pescara, Collecchio a Pianella. Sarebbero in
tutto nove le pecore infette.
La stampa sembra dimenticare per qualche giorno la ben più grave
malattia della Mucca pazza. "Un flagello regalatoci dall'Inghilterra"
titola La Stampa. Il quotidiano torinese punta subito alla
questione comunitaria e scrive: "L'epidemia ha ridato vigore a
un 'euroscetticismo' già molto diffuso" e ancora "Il virus è anticomunitario.
Fa chiudere le frontiere e riapre vecchie polemiche" (14 marzo
2001).
Nonostante i risultati effettuati dall'Istituto zooprofilattico
di Brescia - che confermeranno o meno la presenza dell'afta nella
penisola - non siano ancora stati resi noti, La Repubblica
non perde tempo. "L'afta arriva in Italia" si legge sulla seconda
pagina del quotidiano di Scalfari.
Anche il Capo dello stato Carlo Azeglio Ciampi impegnato
nella visita in Sud America per incontrare i connazionali italiani,
lancia un appello"Quando si superano i limiti la natura ci richiama
all'ordine". (La Repubblica - 14 marzo 2001).
La smentita arriva presto. L'afta non esiste in Italia, ancora.
Quei sintomi che le pecore di Pescara presentavano erano dovuti
all'ectima contagioso, una malattia che non ha nulla a che vedere
con l'afta epizootica.
Interviene Mario Valpreda, responsabile dei servizi veterinari
del Piemonte. "L'errore diagnostico, potrebbe essere stato generato
dalla tensione" (Il Sole 24 ore - 15 marzo 2001)
Cominciano a farsi sentire le reazioni alla notizia dell'embargo
di carni provenienti dalla Ue, disposto prima dagli Stati Uniti,
e dopo dall'Australia e dal Giappone. La Repubblica cita
il commissario David Byrne: "Non è giustificato, l'embargo
americano su tutte le carni europee non è proporzionato alla reale
situazione" (15 marzo 2001).
Secondo il Corriere della Sera "I turisti americani potrebbero
disertare l'Europa" (16 marzo 2001)
Ma nel frattempo arriva la notizia di un caso di sospetta Bse
nel bergamasco.
Buone notizie, invece, arrivano per gli allevatori e i macellai
sul fronte fiscale. ""Allevatori, grossisti e macellai possono
tirare un sospiro di sollievo: Il pagamento delle tasse è sospeso
per sei mesi, col benestare della Ue" (La Repubblica - 16
marzo 2001).
Marianna Balfour/Grandintoizie.it/16 marzo 2001
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