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Con il secondo
caso di mucca pazza in Italia la tensione aumenta. La mucca 285
è risultata positiva alla Bse. Lo ha verificato l'istituto zooprofilattico
di Torino che ha sottoposto ai tre test l'animale morto di polmonite
dopo essersi rotto una zampa. Il bovino proveniva da una cascina
mantovana gestita dai cugini Gabriele e Orlando
Mantovani, di Marmirolo.
Il ministro della Sanità Umberto Veronesi tenta di rassicurare
i consumatori: "L'incidenza permette di affermare che la malattia
dei bovini, nel nostro Paese, deve essere considerata sporadica,
né endemica e né epidermica" (La Repubblica, 16 febbraio
2001). Queste affermazioni non tranquillizzano gli allevatori:
lo sconcerto è generale. Parla lo zio dei due allevatori, Mario
Poletti: "Siamo tutti allevatori, da generazioni, abbiamo
sempre rispettato le leggi. A cominciare dalla scelta dei mangimi.
Quando si avvicina qualche venditore, e ce ne sono, che ci propone
prodotti fuori legge sottocosto, lo cacciamo. Io, come i miei
nipoti, mi rifornisco sempre dai consorzi" (Corriere della
Sera - 15 febbraio 2001).
Dopo la scoperta del morbo, è inevitabile l'abbattimento dei bovini
allevati nelle cascine sequestrate: l'Asl è per questa soluzione,
ma le proteste non mancano. Roberto Cavaliere, leader dei
Cobas bresciani ribadisce che "prima o poi doveva succedere: anzi,
sono convinto che presto saranno scoperti altri casi" e chiede
"provvedimenti che prevedano norme uguali per tutti, e soprattutto,
che non contemplino l'abbattimento di tutti i capi dell'allevamento
dove viene scoperta una vacca positiva ai test Bse" (Corriere
della Sera - 15 febbraio 2001). Franco Cauzzi presidente
del Cospa si è spinto oltre affermando che "se sarà necessario,
scenderemo in campo come guerrieri. Abbiamo combattuto in tutta
Europa. Non lasceremo certo distruggere un nostro allevamento"
(La Repubblica - 17 febbraio 2001).
Riguardo questo problema, Mario Valpreda responsabile per
la sanità pubblica in Piemonte ha rivelato: "I vigili sanitari
della Asl di Mantova hanno notificato l'ordinanza di sequestro
e di distruzione di tutta la mandria (167 capi) nell'allevamento
di Marmirolo, dopo l'esito positivo delle analisi Bse sull'animale
morto pochi giorni fa. I capi della mandria della prima mucca
pazza sono ancora tutti in vita" (Il Manifesto - 17 febbraio
2001).
Il ministro per le Politiche agricole Alfonso Pecoraro Scanio
annuncia che ci sarà "tolleranza zero sui mangimi a rischio Bse"
e pone l'attenzione su un nuovo problema. "Se c'è una cosa ormai
certa è che i mangimi con farine animali sono il primo pericolo.
Su questo, in passato, c'è stata sottovalutazione" (La Repubblica
- 17 febbraio 2001).
Un mese fa Emma Bonino ha sottolineato una grave mancanza
del governo italiano che "dovrebbe ammettere le inadempienze e
impegnarsi a porvi rimedio. Lo scaribarile, il traccheggiare non
serve. Qualcuno a Roma farebbe bene a ricordarsi del pollo alla
diossina, nel Belgio del '99: il centrosinistra del premier Deanne,
che contava di tener a bada il dossier fino a dopo le elezioni,
si vide esplodere lo scandalo a sette giorni dal voto, troppo
tardi per reagire e subì una sconfitta cocente.
Valentina Venturi/Grandinotizie.it/20 febbraio
2001 ore 16:30
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