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Dal 12 al 18 febbraio 2001
Mucca pazza, è bis
Come i giornali raccontano la scoperta di un nuovo caso

Con il secondo caso di mucca pazza in Italia la tensione aumenta. La mucca 285 è risultata positiva alla Bse. Lo ha verificato l'istituto zooprofilattico di Torino che ha sottoposto ai tre test l'animale morto di polmonite dopo essersi rotto una zampa. Il bovino proveniva da una cascina mantovana gestita dai cugini Gabriele e Orlando Mantovani, di Marmirolo.

Il ministro della Sanità Umberto Veronesi tenta di rassicurare i consumatori: "L'incidenza permette di affermare che la malattia dei bovini, nel nostro Paese, deve essere considerata sporadica, né endemica e né epidermica" (La Repubblica, 16 febbraio 2001). Queste affermazioni non tranquillizzano gli allevatori: lo sconcerto è generale. Parla lo zio dei due allevatori, Mario Poletti: "Siamo tutti allevatori, da generazioni, abbiamo sempre rispettato le leggi. A cominciare dalla scelta dei mangimi. Quando si avvicina qualche venditore, e ce ne sono, che ci propone prodotti fuori legge sottocosto, lo cacciamo. Io, come i miei nipoti, mi rifornisco sempre dai consorzi" (Corriere della Sera - 15 febbraio 2001).

Dopo la scoperta del morbo, è inevitabile l'abbattimento dei bovini allevati nelle cascine sequestrate: l'Asl è per questa soluzione, ma le proteste non mancano. Roberto Cavaliere, leader dei Cobas bresciani ribadisce che "prima o poi doveva succedere: anzi, sono convinto che presto saranno scoperti altri casi" e chiede "provvedimenti che prevedano norme uguali per tutti, e soprattutto, che non contemplino l'abbattimento di tutti i capi dell'allevamento dove viene scoperta una vacca positiva ai test Bse" (Corriere della Sera - 15 febbraio 2001). Franco Cauzzi presidente del Cospa si è spinto oltre affermando che "se sarà necessario, scenderemo in campo come guerrieri. Abbiamo combattuto in tutta Europa. Non lasceremo certo distruggere un nostro allevamento" (La Repubblica - 17 febbraio 2001).

Riguardo questo problema, Mario Valpreda responsabile per la sanità pubblica in Piemonte ha rivelato: "I vigili sanitari della Asl di Mantova hanno notificato l'ordinanza di sequestro e di distruzione di tutta la mandria (167 capi) nell'allevamento di Marmirolo, dopo l'esito positivo delle analisi Bse sull'animale morto pochi giorni fa. I capi della mandria della prima mucca pazza sono ancora tutti in vita" (Il Manifesto - 17 febbraio 2001).

Il ministro per le Politiche agricole Alfonso Pecoraro Scanio annuncia che ci sarà "tolleranza zero sui mangimi a rischio Bse" e pone l'attenzione su un nuovo problema. "Se c'è una cosa ormai certa è che i mangimi con farine animali sono il primo pericolo. Su questo, in passato, c'è stata sottovalutazione" (La Repubblica - 17 febbraio 2001).

Un mese fa Emma Bonino ha sottolineato una grave mancanza del governo italiano che "dovrebbe ammettere le inadempienze e impegnarsi a porvi rimedio. Lo scaribarile, il traccheggiare non serve. Qualcuno a Roma farebbe bene a ricordarsi del pollo alla diossina, nel Belgio del '99: il centrosinistra del premier Deanne, che contava di tener a bada il dossier fino a dopo le elezioni, si vide esplodere lo scandalo a sette giorni dal voto, troppo tardi per reagire e subì una sconfitta cocente.


Valentina Venturi/Grandinotizie.it/20 febbraio 2001 ore 16:30


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