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Un piano in cinque punti per uscire dall'emergenza "mucca pazza". E' quello che propone il ministro per le Politiche agricole e forestali, Giovanni Alemanno, dopo aver incontrato le associazioni dei consumatori e le organizzazioni di settore.
Spesa Per risanare il mercato c'è bisogno di una spesa di 300 miliardi di lire (poco più di 154 milioni di euro, ndr). Facendo due conti e considerando che lo scorso anno sono stati necessari già 300 miliardi di lire - ha detto il ministro - credo che anche quest'anno, dal momento che fino adesso sono stati racimolati 51 milioni di euro, ne servano circa altri 102 milioni".
Stanziamenti statali Per la sicurezza saranno chiesti stanziamenti statali per lo smaltimento di materiale a rischio per tutto il 2002 e "un prelievo di natura parafiscale, e non un ticket, potrebbe partire dal 2003". L'emergenza Bse è stato il problema da affrontare nel 2001. "Il prossimo passo – ha spiegato Alemanno -, per compiere un ulteriore salto di qualità, è l'adozione di un regime permanente che possa assicurare stabilità alle misure di controllo e garanzia".
Carne sicura Il ministro ha tenuto a precisare che "oggi la carne è sicura e che i soldi che noi richiediamo non sono per garantire più o meno la sicurezza, ma per mantenere nel tempo la carne più sicura". Con lo scopo di esaminare e seguire la situazione, è stato quindi costituito un Tavolo della filiera e dei consumatori "i cui risultati - ha detto il ministro - saranno portati al Consiglio dei ministri per ottenere interventi immediati".
Anagrafe bovina Riferendosi all'Anagrafe bovina, ha assicurato "il completamento e l'entrata a regime entro il primo giugno 2002". Alemanno ha anche ricordato che per i costi delle attività di raccolta, deposito e smaltimento "è necessario approfondire, come già fatto in Francia a partire dal 1996, le modalità per ripartire correttamente, su tutta la filiera i maggiori costi, derivanti dal rispetto delle norme sanitarie in materia di Bse, attraverso un prelievo parafiscale da applicare nei vari passaggi della catena produttiva e distributiva senza un aggravio dei costi nei confronti dei consumatori". Di conseguenza occorrono anche "interventi strutturali per la raccolta sistematica e la valorizzazione energetica dei materiali a rischio", così "si consentirebbe una riduzione degli attuali costi di smaltimento e stoccaggio, concorrendo a creare un mercato di sbocco dei materiali a rischio".
Uscire dall'emergenza Per Alemanno è obbligatorio un potenziamento del sistema dei controlli che deve passare attraverso "il rafforzamento del sistema sanzionatorio per i reati alimentari, l'avvio di un monitoraggio su tutti i procedimenti giudiziari, pendenti o definiti negli ultimi dieci anni, concernenti la macellazione clandestina e l'uso illegale delle farine nel settore, l'attuazione di un programma di formazione permanente e l'attivazione di un osservatorio dei prezzi lungo l'intera filiera per individuare eventuali fenomeni speculativi o distorsivi".
Sondaggio sul ticket Gli italiani dicono sì al ticket sulla carne. Lo rivela una indagine dell'Istituto di ricerche Swg. Emerge che il 58 per cento degli italiani è pronto a versare un contributo straordinario per rendere più sicura la carne, come proposto dal ministro delle Politiche Agricole e Forestali, Giovanni Alemanno. Sei italiani su 10 si dichiarano perciò disposti a sborsare un contributo straordinario e a termine di 5 centesimi di euro per ogni chilo di carne acquistata.
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