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Il gruppo dell'istituto di Neuropatologia dell'università di Zurigo, guidato dall'italiano Adriano Aguzzi e dal collaboratore Frank Heppner ha scoperto un anticorpo che protegge dall'infezione gli animali vivi. Si chiama 6h4. La scoperta è pubblicata sulla rivista Science.
Il gruppo di Aguzzi ha scoperto l'antidoto Bse sperimentandolo sui topi. Sono stati geneticamente modificati, per produrre in modo autonomo l'anticorpo anti-prione. Nel loro Dna è stato cioè introdotto il frammento di un gene che controlla la produzione di un anticorpo che si lega ai prioni sani, le proteine normalmente presenti nell'organismo e indispensabili al prione alterato (quello responsabile di Bse e Creutzfeldt-Jakob) per moltiplicarsi.
"Non è ancora chiaro - dice Aguzzi - il meccanismo con cui l'anticorpo protegge dalle malattie da prioni. I primi esperimenti sembrano indicare che, legandosi ai prioni normali, gli anticorpi li nascondano a quelli patologici". Le proteine killer si ritrovano così prive della possibilità di replicarsi e di conseguenza l'infezione non avviene.
"I nostri risultati - continua il ricercatore - dimostrano che in linea di principio il sistema immunitario ha la capacità di combattere contro i prioni. Disponiamo così di una base importante per future ricerche volte a sviluppare vaccini contro le malattie da prioni negli animali e nell'uomo".
"Stiamo lavorando per sperimentarlo sull'uomo. L'idea è quella di "riprogrammare" i linfociti B umani, inserendo nel loro patrimonio genetico il gene che produce l'anticorpo anti-prione".
Michele Fianco
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