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Il 31 luglio l'Istituto zooprofilattico sperimentale di Torino ha confermato la positività al test per la Bse del ventunesimo bovino. L'animale dell'età di sei anni, proveniva dalla provincia di Cremona. In Italia fino ad oggi sono stati eseguite 185.000 analisi, per verificare la presenza del morbo della Mucca pazza.
Aumentano i problemi sul versante economico. La ripresa dei consumi di carne non c'è stata. I motivi sono il crollo delle vendite della fettina italiana sia all'interno nell'Ue sia in Italia. Il ministro delle politiche agricole Giovanni Alemanno ha assicurato che "la piena ripresa dovrebbe esserci entro i prossimi tre anni".
Le uniche certezze provengono dai dati elaborati dalla Commissione europea. A metà luglio i consumi di carne bovina erano in calo in media tra il 9,8 e il 10,8 per cento rispetto all'8,8 per cento del mese precedente. In Italia la riduzione si è mantenuta allo stesso livello di metà giugno, ossia al 12 per cento. Le speranze di ripresa possono venire dai provvedimenti che stanno per entrare in vigore.
Devono arrivare 250 miliardi di lire destinati sia agli allevatori, sia allo smaltimento delle farine animali e dei materiali dei bovini considerati a rischio mucca pazza. Inoltre in autunno il ministro Alemanno spera che Bruxelles riconosca che in Italia la situazione Bse è sotto controllo. E prevede per il prossimo 18 settembre anche l'introduzione, da parte dell'Istituto superiore della sanità, di un regolamento complessivo sull'abbattimento selettivo dei bovini negli allevamenti in cui sono stati accertati casi di Bse.
Dal primo gennaio al 30 giugno 2001, i quindici Paesi dell'Ue hanno effettuato 3,2 milioni di test anti-Bse su bovini di età superiore ai 30 mesi. Inoltre su oltre 2,9 milioni di capi esaminati, in apparenza sani, sono stati individuati 102 casi positivi di Bse. Sono animali che fino al 31 dicembre 2000 entravano nella catena alimentare e ora sono stati soppressi. Il commissario alla sanità David Byrne sottolinea la validità dell'età su cui vengono effettuati i test: il bovino più giovane in cui è stato individuato il morbo aveva 42 mesi".
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