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Due dei quattro casi sospetti di Mucca pazza sono stati confermati. Lo ha annunciato questo pomeriggio, 27 marzo, l'Istituto zooprofilattico di Torino. I bovini malati provenivano rispettivamente da un allevamento nel cremonese e nel bresciano.
I casi di mucca pazza accertati in Italia salgono dunque a nove.
Mercoledì prossimo verranno resi noti i risultati delle controanalisi effettuate sulla mucca emiliana, trovata positiva al test rapido. Si tratta di una vacca di cinque anni proveniente dall'allevamento S. Ilario.
Intanto è partita la conta alla rovescia per il bando della fiorentina. Il 31 marzo prossimo bisognerà dire definitivamente addio alla bistecca con l'osso. Il ministro per le Politiche agricole Pecoraro Scanio chiede al più presto l'emanazione dell'ordinanza su come eliminare la colonna vertebrale dai bovini.
"Per tutti gli animali con più di trenta mesi - ha spiegato il ministro - l'operazione di estirpazione dell'osso deve avvenire esclusivamente nei grandi macelli; per quelli sotto i trenta mesi si possono autorizzare anche le macellerie, ma unicamente sotto stretto controllo sanitario da parte delle Asl, per evitare che frammenti di osso possano finire nella carne destinata la consumo alimentare".
L'afta arriva dalla Cina. Non ha dubbi l'autorevole quotidiano britannico The Times. Una partita di carne guasta importata illegalmente dalla Cina e poi servita in un ristorante in Inghilterra, sarebbe la causa dell'epidemia. I resti degli alimenti sarebbero poi stati mischiati con il mangime di maiali della fattoria di Heddon on the Rall, l'epicentro del virus. Intanto il numero dei focolai nella Gran Bretagna è salito a 634.
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