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Il Comitato veterinario riunito a Bruxelles aveva detto no alla proposta italiana di chiudere le frontiere del Paese per quindici giorni per bloccare l'entrata dell'afta epizootica. Ma il ministro della Sanità Umberto Veronesi ha deciso di andare avanti comunque. Questo pomeriggio, 7 marzo 2001, ha firmato un'ordinanza che vieta l'ingresso in Italia di tutti gli animali che possono trasmettere l'epidemia di afta epizootica.
Nella riunione di ieri sono state messe a punto invece altre misure per tenere testa al rischio dell'epidemia che si è diffusa a macchia d'olio in tutta la Gran Bretagna nelle scorse settimane. In sostanza si prevede il blocco di due settimane, con deroghe, delle esportazioni di animali vivi nei 14 Paesi dell'Unione europea; l'estensione fino al 27 marzo (anziché fino al 9 come precedentemente deciso) dell'embargo di prodotti a rischio - carne, formaggi, latte oltre agli animali - imposto al Regno Unito. Tra gli altri provvedimenti il divieto di fiere di animali e la disinfestazione delle ruote dei veicoli provenienti dalla Gran Bretagna. Tali misure sono state prese con l'approvazione degli Stati membri fatta eccezione dell'Italia che proponeva un blocco totale del movimento di bestiame senza deroghe, come aveva annunciato ieri, 6 marzo 2001, il ministro per le Politiche agricole Alfonso Pecoraro Scanio. "Grazie all'azione italiana, la Ue ha adottato una misura comunitaria, restringendo la libera circolazione degli animali a rischio afta. Non è tuttavia quel blocco richiesto ed infatti il rappresentante italiano s'è astenuto", è stato il commento del ministro sulla decisione presa a Bruxelles e che faceva già presagire la scelta autonoma del nostro Paese.Dal ministero delle Politiche agricole e da quello della Sanità sono stati presi altri provvedimenti. Negli aeroporti sono stati affissi manifesti che illustrano le necessarie precauzioni da adottare per evitare la diffusione dell'epidemia. Chi torna in Italia dopo aver visitato una fattoria con bovini, ovini, caprini o suini deve evitare di visitare un'altra fattoria per almeno 5 giorni. I prodotti d'origine animale vanno tassativamente gettati nei contenitori.Intanto continuano le proteste degli allevatori che ieri per tutta la giornata hanno presidiato il Traforo del Frejus alla frontiera tra L'Italia e la Francia. Il presidente delle Coldiretti Paolo Bedoni annuncia: "Continueremo a presidiare le frontiere fino a quando i provvedimenti cautelativi per il blocco delle importazioni di animali dai Paesi colpiti da afta non saranno completamente operativi".
Michele Fianco
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