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Nell'incertezza
e nel panico generale, si moltiplicano i suggerimenti sui piatti
da mangiare in alternativa a quelli a base di bovini. Ma bisogna
fare attenzione a nutrirsi anche di altri carni. Lo dice Carlo
Fallace, presidente dell'organizzazione Protezione cavallo, Proequo.
Perché è pericoloso cibarsi di carne di cavallo così come
lei ha più volte detto?
"Perché in Italia si consuma molta carne di cavallo importata
dai Paesi dell'Est dove sono stati riscontrati diversi casi di
animali infettati".
Da quale malattia?
"Si tratta della Trichinosi, ovvero di quella malattia causata
dalla presenza di una larva - la Trichinella - nella muscolatura
dei cavalli. In Romania, ad esempio, l'11% della popolazione equina
ne è affetta".
Qual è la gravità di questa malattia?
"Se la carne di cavallo viene consumata dopo un'adeguata cottura
non si corrono rischi. Ma se si mangia cruda o al sangue, allora
può essere trasmessa all'uomo. La Trichinosi è meno pericolosa
del morbo della mucca pazza perché è curabile, ma è una malattia
molto subdola, dato che i primi sintomi appaiono identici a quelli
di una banale influenza - febbre, nausea, gonfiore agli occhi
- e, perciò, può non essere capita. In questo caso, se la malattia
avanza, si rischia il coma e poi la morte".
Ci sono dati sul numero dei casi di uomini ammalati?
"Sì. Il primo caso è stato documentato nel 1975 nel Nord Europa.
Dal '75 al '93 sono stati registrati 8 focolai epidemici sempre
in Europa e dal '93 al 98 ci sono stati altri 2600 casi conclamati.
Ma gli Istituti di sanità avvertono che questa è una sottostima".
Come avviene il contagio?
"Nei Paesi dell'Est l'allevamento di cavalli è praticato dai nomadi
che usano carcasse di animali uccisi durante la caccia, o avanzi
della macellazione, o pelli e pellicce di altri animali per farne
mangimi. La larva può essere nel cibo dato ai cavalli, oppure
può essere trasmessa agli animali dai topi con cui vengono a contatto
o, addirittura, la Trichinella potrebbe annidarsi nel fieno. Prove
sperimentali hanno dimostrato che gli equini si infettano facilmente
e diventano portatori sani per quegli umani che si nutrono di
carne cruda. La larva si annida nel muscolo del cavallo".
Non ci sono regole di import-export che impediscano l'arrivo
in Italia delle carni infette?
"La legge rumena può essere aggirata con estrema facilità. Infatti
l'esame Elisa, che accerta la presenza o meno delle larve, è prescritto
solamente a quei capi che lasciano il Paese per essere macellati.
Gli importatori, allora, dichiarano alla frontiera che gli equini
acquistati verranno destinati all'allevamento, superando così
indisturbati la dogana. In più, l'Italia è notoria in tutta l'Europa
per i controlli insufficienti ed i trasporti al di fuori delle
norme vigenti. Il costo di mercato dei cavalli vecchi nei Paesi
dell'Est è di circa 100mila lire mentre nelle macellerie del Belpaese
la loro carne è venduta a cifre ben più altre. Perciò c'è un importante
giro d'affari alle spalle del problema Trichinosi ".
Laura Coricelli/Grandinotizie.it/ 26 gennaio
2001 ore 18:45
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