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Parla Agostino Macrì, dell'istituto superiore di Sanità

Per cercare di capire come agisce il morbo della Mucca pazza e come arginare un fenomeno che sta avendo effetti devastanti anche sull'uomo abbiamo intervistato Agostino Macrì, direttore del Laboratorio di medicina veterinaria dell'Istituto superiore di Sanità.

Perché i bovini si stanno ammalando del cosiddetto morbo della Mucca pazza?
"Si ritiene che la causa del morbo risieda nelle farine animali infette con cui sono stati nutriti alcuni capi di bestiame bovino. Ci potrebbero essere altri possibili fattori, ma sono ancora sconosciuti".

Questa storia è simile a quella dell'uovo e della gallina: da cosa sono stati infettati i capi ridotti, poi, in mangime?
"Fino a non molto tempo fa si pensava che i primi portatori della malattia fossero delle pecore malate di scrapie macellate per farne dei mangimi. Studi più recenti effettuati in Gran Bretagna, hanno però ipotizzato che uno o due capi di manzo si siano ammalati spontaneamente, finendo poi tritati nei mangimi".

Perché i bovini italiani sono stati a lungo definiti sicuri?
"Perché i controlli veterinari effettuati non avevano segnalato nessun capo ammalato. Oggi, si debbono ancora studiare i nuovi risultati".

Le mucche ammalate trasmettono il morbo anche ai loro vitelli?
"Sembra di no, come sembra che il latte di un bovino infetto non trasmetta la malattia a chi ne fa uso".

Qual è il cibo più a rischio trasmissione?
"Gli organi a rischio sono i tessuti nervosi, le retine, le tonsille ed alcuni tratti dell'intestino, perciò, la bistecca di bovino è pericolosa solo se presenta del tessuto nervoso".

Come proteggersi dal contagio?
"Evitando tutti i piatti a base di quegli organi considerati pericolosi. Non conosciamo la percentuale di rischio per chi se ne nutre, ma è meglio non consumarli. Infatti può colpire chiunque, senza differenze di età o sesso".

Quanto dura l'incubazione?
"Questo è un altro punto oscuro, ma si suppone che possa essere molto lunga, anche sei anni".

Quali i sintomi?
"Il morbo agisce causando una degenerazione del tessuto nervoso, dovuta alla forma diversa che assume la proteina ammalata. Quindi si hanno delle lesioni al sistema nervoso, con tutto ciò che comportano: vuoti di memoria, problemi motori, svenimenti ed altro. Fino alla morte".

Si può curare?
"Attualmente non si conoscono cure".

Laura Coricelli/Grandinotizie.it/20 gennaio 2001 ore 12:20


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