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La storia di mucca pazza
La Bse in Italia
Caso per caso, nel nostro Paese

Tutto inizia alle 16.15 di sabato 13 gennaio all'Istituto zootecnico di Torino. Arriva la notizia del primo caso di Bse scoperto nel nostro Paese. Ad aver contratto il morbo è una vacca dell'allevamento "Casciana Malpensata" di Pontevico (Brescia). L'animale, numero d'identificazione 103, aveva 6 anni ed era nato in Italia, il che vuol dire che presumibilmente era stato nutrito con mangimi di origine animale anche se questi sono banditi dal '94. La conferma della Bse arriva due giorni dopo: il capo risulta positivo ad un secondo test.

La procura di Brescia, apre un'inchiesta, e da quel momento mette sotto sequestro tutti i 190 capi dell'allevamento. I Greci, la famiglia proprietaria della cascina, ha affermato di non aver mai usato farine animali e ha chiesto l'analisi del Dna della mucca per essere sicuri che l'animale, nel quale è stata riscontrata l'encefalopatia spongiforme, appartenga realmente al loro allevamento. Gli allevatori fin dall'inizio hanno espresso il loro sostegno ai Greci, opponendosi all'abbattimento degli altri capi dell'allevamento. Ma stando ai primi risultati delle indagini dei Nas dietro il primo caso di Bse potrebbe esserci una truffa internazionale che porta in Italia bovini stranieri, meno costosi e più facili da vendere.

Nel '97 viene portata in un macello di Modena una mucca dei Greci, l'animale che ha numero di matricola di sei cifre viene macellato, ma due anni dopo ad un controllo risulta ancora vivo. Ad un'altra mucca, infatti, è stato dato il numero di matricola dell'animale morto. Secondo la Procura di Brescia la stessa cosa potrebbe essere successa con la mucca 103, per questo Mario Greci è ora accusato di falso, ricettazione e riciclaggio. S'ipotizza, infatti, che qualcuno sostituisca attraverso uno scambio delle targhette d'immatricolazione i capi vecchi e malati, alimentando una sorta di "mercato nero" dei bovini. Oggi con l'anagrafe europea ogni mucca viene identificata con un numero di 14 cifre, difficile da contraffare, ma fino al '99 questo registro non esisteva ed era facile falsificare le etichette.

Il 25 gennaio scatta l'allarme per il secondo caso sospetto di Mucca pazza. La vacca incriminata si chiama Sissi ed appartiene all'allevamento di Albaredo, nel veronese. Ma è un falso allarme. Il 26 gennaio il Centro di referenza nazionale per la Bse di Torino comunica che si tratta di un errore: Sissi era sana.

Il secondo caso di Mucca pazza viene ufficialmente annunciato il 16 febbraio 2001 dal ministro della Sanità Umberto Veronesi, il quale però tranquillizza i cittadini: "Questo secondo episodio non fa aumentare la possibilità di trovare casi di variante umana di Cjd, per i quali il rischio rimane quasi nullo". Si tratta di una mucca nata e allevata in una cascina nel mantovano.

Il 22 febbraio il numero delle mucche malate sale a tre. Ma è giallo sulla provenienza della bestia. La testa, dalla quale è stato prelevato il tessuto cerebrale per effettuare il test anti-prione, infatti non corrisponde alla carcassa di animale al quale era stato associato. Vengono messe sotto sequestro due cascine entrambe nel bresciano. Alla fine il mistero svanisce: la vacca incriminata proviene dall'allevamento di Verolanuova. Comincia ad affacciarsi il timore di altri mezzi di trasmissione del morbo, visto che i proprietari della cascina giurano di non avere mai nutrito le bestie con mangimi animali.

Nel giro di poche ore scatta l'allarme per il quarto e il quinto caso, rispettivamente nel Friuli e nel Tarantino. Quest'ultima è la prima bestia infetta identificata nel Sud Italia. E la Mucca pazza raggiunge quota cinque.

Dopo una pausa di tre settimane viene annunciato il sesto caso nel bergamasco. Si tratta di una vacca di cinque anni, importata dalla Germania nell'estate del '99 appartenente all'allevamento di Endine Gaiano, in provincia di Bergamo. Sabato 17 marzo le controanalisi effettuate confermano il morbo.

Poche ore dopo arriva la notizia di un settimo caso, questa volta nelle Marche. Venerdì 23 marzo l'esito delle controanalisi conferma il morbo Bse. Lo stesso giorno arriva la notizia di altri quattro casi sospetti. La Mucca pazza si diffonde come un effetto domino. Negli ultimi casi le vacche sospette provengono da allevamenti nel Nord Italia. Due nel cremonese, uno nel bergamasco e uno in Emilia, il primo caso della regione.

Il 27 marzo 2001 alle ore 14 vengono confermati due casi. Uno riguarda la vacca proveniente dall'allevamento in provincia di Cremona e l'altro quello dell'allevamento Bergamasco. Il 28 marzo viene confermato anche il secondo caso nel cremonese, mentre il 29 marzo è la volta della mucca emiliana: anche lei era pazza. E il numero totale sale a undici.

Passano due settimane all'insegna della tranquillità e il 12 aprile viene confermato il dodicesimo caso. Si tratta di una vacca proveniente da un allevamento nel Veronese. Il primo caso della regione. Mentre il 7 maggio viene confermato il tredicesimo caso di Bse per una mucca in una cascina di Belluno e il 14 maggio, una settimana dopo, la quattordicesima vacca malata viene scoperta a Verbano, in Piemonte. Il quindicesimo caso viene reso noto martedì 22 maggio dall'Istituto zooprofilattico di Torino. Si tratta di un bovino di sei anni proveniente da un allevamento nel mantovano. Il 4 luglio è stato confermato un sedicesimo caso di Bse, a Lecco. Era una mucca di cinque anni, destinata alla rottamazione.

Dopo una settimana il ministero della Sanità ha confermato il diciassettesimo caso di Bse. Era un bovino di 14 anni della Valle d'Aosta, macellato d'urgenza nei giorni scorsi e risultato non negativo al test rapido anti-prione. In tutto le analisi effettuate nel nostro Paese sono 160 mila. Passa un giorno è viene comunicato il caso Bse numero diciotto. L'animale - proviene dalla provincia di Brescia - aveva cinque anni.

Il 20 luglio il ministero della Sanità ha confermato la positività ai test per la Bse, di un bovino di cinque anni. L'animale proveniva dalla provincia di Reggio Emilia. Dopo solo quattro giorni, il 24 luglio il ministero dichiara infetto il ventesimo animale. Il bovino risultato negativo al test anti-prione, aveva sei anni e proveniva dalla provincia di Milano.

Il 31 luglio è risultato positivo ai test per la Bse, un bovino dell'età di sei anni. L'animale proveniva dalla provincia di Cremona. Finora sono oltre 185.000, le analisi effettuate per verificare la presenza del cosiddetto morbo della mucca pazza.

Subito dopo l'inizio di agosto viene comunicato il 22° caso di mucca pazza. Il 4 agosto l'Istituto zooprofilattico sperimentale di Torino conferma la positività ai test anti-Bse di un bovino di quattro anni, proveniente dalla provincia di Pavia. Passano venti giorni è viene riscontrato un nuovo caso. Il 24 agosto gli esami effettuati dall'Istituto zooprofilattico di Torino, hanno confermato il 23° caso di mucca pazza in Italia. L'animale, risultato positivo ai test anti Bse, proveniva da un allevamento in provincia di Brescia. Secondo quanto riferito dal ministero della Salute, sono oltre 206 mila le analisi effettuate.

Il 4 settembre viene confermato il ventiquattresimo caso di Encefalopatia spongiforme bovina. E' il primo caso in provincia di Modena. Lo ha confermato il centro di referenza nazionale contro la Bse di Torino. L'animale di cinque anni, proveniva da un allevamento di 30 capi di Torre Maina, nel comune di Maranello. Passano poche ore e il Ministero della Salute conferma il caso numero venticinque. L'animale di cinque anni, proveniva dalla provincia di Belluno. Fino ad ora sono state fatte oltre 230 mila analisi per verificare la presenza del cosiddetto morbo della mucca pazza.

Il giorno dopo - 5 settembre - il Ministero della sanità rende noto il caso numero ventisei di Bse in Italia. Il bovino proviene dalla provincia di Brescia. Aveva cinque anni ed era di razza frisona. Sono oltre 232 mila le analisi effettuate fino ad ora.

L'11 settembre il Ministero della Sanità conferma due casi di mucca pazza. Sono risultati positivi ai test anti Bse un bovino femmina nato nel dicembre 1995, di razza bruno-alpina proveniente da un allevamento in provincia di Bolzano. L'altro animale, il caso numero vent'otto proveniva da un allevamento in provincia di Campobasso. Aveva cinque anni ed era di razza frisona. Il 13 settembre i casi di Mucca pazza salgono a ventinove. E' confermato positivo ai test anti Bse un bovino femmina di cinque anni, di razza frisona e proveniente da un allevamento in provincia di Cremona. In tutto sono 242.000 le analisi realizzate per verificare la presenza del morbo fra i bovini italiani.

Il 25 settembre i casi accertati di Mucca pazza salgono a trenta. L'Istituto zooprofilattico di Torino conferma la positività ai test anti Bse del bovino femmina di cinque anni, di razza frisona. L'animale proveniva da un allevamento in provincia di Parma. Il 28 settembre i casi di mucca pazza in Italia diventano trentuno. Lo ha confermato l'istituto zooprofilattico sperimentale di Torino. L'animale - un bovino femmina di quattro anni - era di razza frisona e proveniva da un allevamento in provincia di Parma. In tutto, fino ad oggi, sono state realizzate 268.000 analisi anti Bse sui bovini italiani.

I casi di mucca pazza in Italia raggiungono numero trentadue. E' il due ottobre e il Ministero della Salute conferma il nuovo caso di Bse. L'animale, un bovino di cinque anni di razza frisona, proveniva da un allevamento in provincia di Cremona. In tutto i test anti-Bse realizzati in Italia sono stati 284.000.

Il 16 ottobre i casi di mucca pazza in Italia diventano trentatré. Lo conferma l'Istituto sperimentale di Torino, che ha reso nota la positività ai test di un bovino femmina di cinque anni di razza frisona. L'animale proviene da un allevamento in provincia di Vicenza. In tutto in Italia sono state realizzate 305.000 analisi. Il 19 ottobre L'Istituto zooprofilattico sperimentale di Torino conferma la positività ai test per la Bse di un bovino femmina di cinque anni di razza frisona. L'animale proveniva da un allevamento in provincia di Lodi. Era risultato non negativo ai test rapidi anti-prione. Salgono così a 34 i casi di encefalopatia spongiforme bovina in Italia. Le analisi effettuate fino ad oggi sono oltre 310.000.

Il 25 ottobre l'Istituto Zooprofilattico sperimentale di Torino conferma la positività ai test per la Bse di un bovino femmina di razza bruna alpina di quattro anni. E' il caso numero 35, proveniente da un allevamento della provincia di Reggio Emilia. Il 31 ottobre confermati altri due casi di Bse. Si tratta di un bovino femmina di sei anni proveniente da un allevamento in provincia di Udine e di un bovino femmina di quattro anni allevato nella provincia di Oristano. Salgono così a trentasette i casi di mucca pazza in Italia.

Il 22 novembre i casi di mucca pazza salgono a trentanove; sono un bovino femmina proveniente dalla provincia di Torino e di un animale di cinque anni proveniente da Fossano (Cuneo).

28 novembre: due nuovi casi di Bse in Italia. Riguardano un bovino femmina di razza pezzata nera di sette anni proveniente da un allevamento della provincia di Pescara e di un bovino femmina di razza pezzata rossa di cinque anni, proveniente da un allevamento della provincia di Vicenza.
I casi di Mucca pazza salgono così a quarantuno dall'inizio dell'anno.

Il 4 dicembre l'Istituto Zooprofilattico sperimentale di Torino conferma il quarantaduesimo caso di Mucca pazza. Riguarda un bovino femmina di cinque anni proveniente da un allevamento della provincia di Reggio Emilia. Salgono così a 403.000 i test anti-Bse effettuati finora in Italia.

17 dicembre: Mucca pazza numero quarantatre. Lo conferma l'Istituto Zooprofilattico sperimentale di Torino. Si tratta di un bovino femmina di cinque anni proveniente da un allevamento in provincia di Trento. E il 18 dicembre viene confermato il quarantaquattresimo caso di Bse in Italia. Si tratta di un bovino di razza frisona di sei anni, proveniente da un allevamento della provincia di Brescia.

19 dicembre: sale a quarantacinque il numero dei casi di Bse. In provincia di Lucca viene accertata la positività di un bovino di razza frisona di sette anni. Il 24 dicembre l'Istituto Zooprofilattico sperimentale di Torino conferma la positività ai test per la Bse di un bovino di cinque anni di razza frisona proveniente da un allevamento della provincia di Ragusa. E' il primo caso riscontrato in Sicilia. Salgono a 46 i casi di Mucca pazza in Italia.

28 dicembre: l'Istituto Zooprofilattico sperimentale di Torino ha confermato due nuovi casi di Bse in Italia. Si tratta di una bovina di cinque anni di razza frisona italiana proveniente da un allevamento della provincia di Gorizia e di un bovino di sei anni, proveniente da un allevamento della provincia di Bari. Sono finora oltre 450.000 le analisi effettuate sinora in Italia.

3 gennaio 2002: i casi di Bse in Italia salgono a quarantanove; è risultato positivo ai test effettuati dall'Istituto Zooprofilattico sperimentale di Torino un bovino femmina di cinque anni di razza frisona italiana, proveniente da un allevamento della provincia di Parma. L'8 gennaio 2002 i casi di mucca pazza salgono a cinquanta: un bovino femmina di sette anni di razza frisona italiana di un allevamento in provincia di Treviso è risultato positivo ai test anti-Bse effettuati dall'Istituto Zooprofilattico sperimentale di Torino. In tutto sono stati sottoposti ai test oltre 460.000 bovini.

8 gennaio 2002: un bovino femmina di razza frisona proveniente da un allevamento della provincia di Torino è risultato positivo ai test anti-Bse effettuati dall'Istituto Zooprofilattico sperimentale; caso numero 51.
L'11 gennaio 2002, viene confermato il caso numero 52 relativo ad un bovino femmina di razza frisona di sette anni, nella provincia di Torino.

25 gennaio 2002: l'Istituto zooprofilattico di Torino conferma la positività ai test per la Bse di una femmina di sette anni, di razza frisona italiana. Il bovino proviene da un allevamento della provincia di Mantova. Sono 53 i casi accertati fino ad ora.

5 febbraio 2002: primo caso di infezione contratta dall'uomo. E' una donna siciliana di 25 anni. Il ministero della Salute presume che la malattia - la variante umana della Bse - sia stata contratta per via alimentare attraverso carne infetta. La certezza può essere data solo dall'esame autoptico.

7 febbraio 2002: confermato il cinquantaquattresimo caso di Bse. Si tratta di un bovino femmina di sette anni di razza frisona italiana, proveniente da un allevamento della provincia di Cremona.

8 febbraio 2002: scoperti altri due casi di Mucca Pazza. La postività ai testi di Bse riguarda un bovino femmina di sette anni di razza pezzata rossa proveniente da un allevamento della provincia di Udine e di un bovino femmina di sei anni proveniente da un allevamento della provincia di Teramo. Salgono così a cinquantasei i casi di Encefalopatia spungiforme bovina in Italia.

Il 15 febbraio 2002 viene confermato il cinquantasettesimo caso di Mucca Pazza. Si tratta di un bovino femmina di cinque anni proveniente da un allevamento della provincia di Ragusa.
Fino ad ora sono oltre 540.000 i test anti-Bse effettuati in Italia.

Grandinotizie.it/15 febbraio 2002



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