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Cos'è
L'encefalopatia spongiforme bovina (Bse) è una malattia neurologica
degenerativa che colpisce i bovini. Si tratta di una malattia
relativamente "nuova": il primo caso, infatti, è stato identificato
in Gran Bretagna solo nel 1986.
La Bse appartiene ad un gruppo di malattie denominate Encefalopatie
spongiformi trasmissibili (Est). Essa è provocata dal prione
una particella proteica, che ad un certo punto "impazzisce", cioè
si altera e si accumula nel cervello provocando dei danni alle
funzioni cerebrali.
La Bse si trasmette all'uomo nella nuova variante Creutzfeldt-Jakob
(nvCJ), da non confondersi con la malattia tradizionale Creutzfeldt
Jakob, identificata negli anni Venti dagli scienziati Creutzfeldt
e Jakob,un malattia neurodegenerativa che non ha nulla a che fare
con i bovini. Mentre la forma tradizionale colpisce persone di
età avanzata, tra i 60 e i 70 anni, la nuova variante in genere
colpisce persone sotto i 50 anni. In un solo caso la soglia di
età è stata superata: si tratta di una donna inglese di 74 anni.
La vittima più giovane è una ragazza, sempre in Gran Bretagna,
di quattordici anni. Il tempo di incubazione può variare dai cinque
ai trenta anni. Il legame tra Bse e nvCJD sembra certo, almeno secondo la scienza ufficiale: il ceppo
del prione della Bse è identico a quello umano; inoltre le lesioni
provocate al cervello dalla proteina sono identiche. Tuttavia le nuove ricerche del lo scienziato scozzese George Venters sembrano confutare questa ipotesi.
Causa
Sebbene l'origine e la trasmissione della malattia siano ancora
in parte misteriose, la spiegazione scientifica che ad oggi gode
di maggior credito ipotizza che la fonte dell'epidemia del Regno
Unito risieda nell'ingestione di farine di carne ed ossa
contaminate, utilizzate come ingrediente di alimenti concentrati.
La trasmissione, pare dunque abbia luogo tramite il riciclaggio
di materia prima bovina ed ovina infetta, dalla quale si producono
appunto le farine di carni e ossa utilizzate nell'alimentazione
dei bovini.
Come si trasmette agli uomini?
Per quanto riguarda il passaggio dalla specie animale a quella
umana si ritiene che il consumo di carne infetta sia la causa.
Infatti l'agente infettante che provoca la comparsa dei sintomi
della nuova variante Creutzfeldt-Jakob è lo stesso che da oltre
dieci anni provoca la Bse tra i bovini.
Una domanda che ad oggi non ha ancora risposte chiare riguarda
la quantità di carne infetta necessaria a causare la malattia
negli uomini. Infatti, mentre per gli animali si sa che basta
un grammo di carne infetta per l'insorgere della malattia, all'Istituto
di sanità superiore spiegano che per gli uomini la quantità dovrebbe
essere maggiore, in quanto protetti dalla barriere della specie.
E' in corso uno studio europeo che dovrebbe concludersi tra quattro
anni. Ad ogni modo la scienza non può escludere altri rischi di
contagio: gli interventi chirurgici potrebbero presto essere portati
sul banco degli imputati
Sintomi
Negli animali si riscontrano inquietudine, esagerata reattività,
aumento aggressività, dimagrimento, barcollamento con anomalie
della deambulazione, tendenza a puntare e sfregare le corna.
Negli uomini si riscontrano inizialmente problemi cognitivi -
perdita di memoria, problemi alla vista e al sistema motorio -
e problemi psichici - depressione, ansietà, insonnia, cambiamenti
di personalità, psicosi. A questi si aggiunge poi una progressiva
anomalia nel coordinamento dei movimenti, disturbo noto come atassia
e, inoltre, si manifestano i primi sintomi di una malattia chiamata
mioclone, che consiste nell'improvviso verificarsi di movimenti
irregolari e involontari. La progressione è costante e col tempo
i sintomi si aggravano; nella fase finale della malattia la vittima
perde tutte le capacità mentali e fisiche. In genere il paziente
entra in coma e muore di polmonite o di altre infezioni.
Ad oggi non esistono terapie.
I Test
L'Unione europea ha reso obbligatorio l'uso di test per rilevare
la presenza, o meno, della Bse in tutti i vitelli di età superiore
ai 30 mesi (in Germania la soglia d'età si è abbassata ai 24 mesi).
I test vengono svolti dopo la morte dell'animale; non è ancora
stato messo a punto un esame in grado di rilevare la presenza
del prione alterato ante-mortem. Gli scienziati stanno mettendo
a punto un test umano genetico che permetterà di individuare delle
predisposizioni.
Marianna Balfour/Grandinotizie.it/ 29 gennaio
2001 ore 12.00
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