|
La rivoluzione è in atto. Pollame, selvaggina e salumi la fanno da padrone. Gli aumenti sono nell'ordine del 9 per cento nei primi otto mesi dell'anno per polli e consimili secondo quanto rileva l'Osservatorio Ismea-Nielsen. Mentre sono 45 gli italiani su cento "convertiti" agli insaccati, rispetto ai 33 di tre anni fa appena (dati Eurisko).
La psicosi "mucca pazza" dunque si è fatta sentire e ha fornito l'occasione per riconsiderare la nostra alimentazione "da capo a piedi".
Infatti oltre i due terzi degli italiani hanno mostrato un certo disagio di fronte ai rischi alimentari in genere. E così sono arrivati a voltare le spalle non solo alla carne bovina, ma anche ai piatti pronti surgelati e alla pasta ripiena.
Da un punto di vista naturalistico si potrebbe parlare di adattamento della specie di fronte ad una mancanza o una nuova necessità.
Da un punto di vista storico invece si sa che dalla paura alla rivoluzione il passo è breve.
L'italiano esce rivoluzionato dunque. Ai "piaceri della carne" non rinuncia e resta carnivoro. Carnivoro bianco però.
Grandinotizie.it/21 novembre
2001
|