Dossier Mucca Pazza
Il punto
News
Scenario
I fatti, i perché
Protagonisti dossier
Hanno detto
Dall'A alla Z
Curiosità e numeri
Libri e film
Glossario dossier
Rassegna stampa
Link
 
Home
 Ultim'ora - Dossier - Dall'A alla Z - Protagonisti - Hanno detto - Sondaggi   <<back
 
  
 
 Intervista
 Manfredi: Male incurabile
 Cibo sicuro
 Ecco la lista della spesa
 Unione europea
 L'accusa: Tutti colpevoli
 Prione Killer
 Così agisce la proteina
 Cronologia
 Le date del dramma
 Afta
 Tutto sull'epidemia
Gli allarmi alimentari del passato
Veleni in tavola
Dai controlli emerge un quadro di illegalità

Un'infrazione ogni tre ispezioni, circa 50.000 ispezioni l'anno, più di duemila infrazioni al mese, poco più di cento al giorno. Questo il drammatico dato che risulta dagli accertamenti che gli 007 antisofisticazioni fanno periodicamente. Sul podio delle regioni "truffatrici" il Piemonte seguito dalla Liguria e poi al terzo posto la Campania. Nella top five delle infrazioni compare al primo posto il settore delle carni, seguito dai farinacei, dal latte, dai vini e gli alcolici e per finire il settore degli zuccheri e delle acque presunte minerali.

Se la Mucca pazza ha generato una profonda ansia riguardo alla carne che da anni mettiamo sulla nostra tavola - ed ha sconvolto antiche abitudini alimentari - ciò che gli ispettori e i Nas (nucleo antisofisticazioni) dei carabinieri stanno scoprendo dovrebbe indurci tutti ad uno sciopero della fame.

Olio alterato, pollo alla diossina, vino al metanolo sono soltanto alcuni degli scandali alimentari venuti a galla negli ultimi anni.

Le truffe al commercio dell'olio d'oliva sono le più comuni. Nocciole al posto delle olive, olio di semi o di olio di sansa venduto come extravergine sono alcuni dei pericoli che minacciano i consumatori. L'Ispettorato frodi del ministero delle Politiche agricole ha scoperto un traffico di olio di oliva, in genere proveniente dalla Spagna, che, con l'aggiunta di deodoranti attraverso sistemi sofisticati, viene poi rivenduto come extravergine a prezzi bassi. Una di queste truffe si rivelò un vero e proprio attentato alla salute: nel 1981 olio denaturato e raffinato venne venduto come olio commestibile. Ben 586 persone morirono in Spagna.

In due casi è stata addirittura scoperta un'attività di rigenerazione e rivendita di oli già usati per fritture in ristoranti e rosticcerie. A volte può anche essere l'etichetta a trarre in inganno il consumatore. Invece di acquistare olio importato dalla Grecia, si scopre che si tratta di olio proveniente dalla Turchia e dalla Tunisia dove costa meno della metà.

Tra gli scandali italiani quello del vino al metanolo fu sicuramente uno dei più gravi. Nel 1986 si scoprì che alcol metilico (metanolo) veniva aggiunto al vino per aumentarne la gradazione alcolica. La vicenda provocò la morte di oltre 25 persone e il mercato enologico italiano subì un crollo notevole. Poi - sotto la spinta dei controlli - si determinò un notevole miglioramento qualitativo nella produzione italiana del vino.

L'allarme potrebbe invece scattare di nuovo per i polli. Quelli allevati in batteria infatti sono molto suscettibili a influenze e per questo la legge consente che vengano curati con antibiotici. Dopo il trattamento è previsto un periodo di disintossicazione prima del loro commercio. Potrebbe accadere che, per le pressanti esigenze di mercato dopo la crisi di mucca pazza, tale lasso di tempo non sia pienamente rispettato. Così sulle nostre tavole potrebbe spuntare un nuovo pericolo: "il pollo impasticcato". Sui polli poi i precedenti non sono proprio tranquillizzanti. Nel 1999 si scoprì che quelli provenienti dal Belgio erano stati allevati con mangimi alla diossina, una sostanza altamente tossica e cancerogena.

Secondo il ministero della Sanità anche i latticini sono a forte rischio di alterazione. In Italia, infatti, nonostante l'uso del latte in polvere per i formaggi sia vietato, i Nas hanno più volte smascherato etichette poco "veritiere". Basti pensare che la comune caciotta che acquistiamo dal salumiere sotto casa, come "caciotta del pastore", potrebbe essere in realtà una miscela di acqua, latte in polvere, acido citrico, caglio artificiale e fermenti lattici che imitano il sapore della caciotta. Un'operazione che può quindi essere fatta in Germania o in Francia dove l'aggiunta di latte in polvere è ammessa. Secondo la Corte di giustizia europea, inoltre, non si possono ostacolare gli scambi di prodotti fatti secondo le norme del Paese di provenienza e quindi non ha importanza il fatto che il latte di polvere sia proibito in Italia.

Nel '99 il botulino - un'altra sostanza tossica - presente nel mascarpone causò la morte di un ragazzo e dodici intossicazioni.

Un allarme più recente è stato lanciato per la presenza di mercurio nei nostri mari che potrebbe intossicare i pesci. Il ministero per le Politiche agricole ha però rassicurato i consumatori spiegando che la quantità di pesce consumato in occidente non può essere sufficiente per far insorgere pericoli effettivi. Ma certo bene, il mercurio non può fare.

Se l'allarme Mucca pazza ha un qualche risvolto positivo è sicuramente quello di aver "portato a galla" un vero e proprio business di frodi alimentari che ha allertato gli organi incaricati di effettuare i controlli che in Italia sono affidati al ministero della Sanità, al ministero delle Politiche agricole, al ministero delle Finanze, al Servizio sanitario nazionale alle regioni e alle Asl. A livello europeo vi sono le commissioni Ue e da poco è stato istituita l'Agenzia europea per la sicurezza alimentare.

Marianna Balfour/Grandinotizie.it/29 gennaio 2001 ore 19:00


inizio pagina
Ultim'ora - Dossier - Dall'A alla Z - Protagonisti - Hanno detto - Sondaggi   <<back