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Un'infrazione ogni
tre ispezioni, circa 50.000 ispezioni l'anno, più di duemila infrazioni
al mese, poco più di cento al giorno. Questo il drammatico dato
che risulta dagli accertamenti che gli 007 antisofisticazioni
fanno periodicamente. Sul podio delle regioni "truffatrici" il
Piemonte seguito dalla Liguria e poi al terzo posto la Campania.
Nella top five delle infrazioni compare al primo posto il settore
delle carni, seguito dai farinacei, dal latte, dai vini e gli
alcolici e per finire il settore degli zuccheri e delle acque
presunte minerali.
Se la Mucca pazza ha generato una profonda ansia riguardo alla
carne che da anni mettiamo sulla nostra tavola - ed ha sconvolto
antiche abitudini alimentari - ciò che gli ispettori e i Nas (nucleo
antisofisticazioni) dei carabinieri stanno scoprendo dovrebbe
indurci tutti ad uno sciopero della fame.
Olio alterato, pollo alla diossina, vino al metanolo sono soltanto
alcuni degli scandali alimentari venuti a galla negli ultimi anni.
Le truffe al commercio dell'olio d'oliva sono le più comuni.
Nocciole al posto delle olive, olio di semi o di olio di sansa
venduto come extravergine sono alcuni dei pericoli che minacciano
i consumatori. L'Ispettorato frodi del ministero delle Politiche
agricole ha scoperto un traffico di olio di oliva, in genere proveniente
dalla Spagna, che, con l'aggiunta di deodoranti attraverso sistemi
sofisticati, viene poi rivenduto come extravergine a prezzi bassi.
Una di queste truffe si rivelò un vero e proprio attentato alla
salute: nel 1981 olio denaturato e raffinato venne venduto come
olio commestibile. Ben 586 persone morirono in Spagna.
In due casi è stata addirittura scoperta un'attività di rigenerazione
e rivendita di oli già usati per fritture in ristoranti e rosticcerie.
A volte può anche essere l'etichetta a trarre in inganno il consumatore.
Invece di acquistare olio importato dalla Grecia, si scopre che
si tratta di olio proveniente dalla Turchia e dalla Tunisia dove
costa meno della metà.
Tra gli scandali italiani quello del vino al metanolo fu
sicuramente uno dei più gravi. Nel 1986 si scoprì che alcol metilico
(metanolo) veniva aggiunto al vino per aumentarne la gradazione
alcolica. La vicenda provocò la morte di oltre 25 persone e il
mercato enologico italiano subì un crollo notevole. Poi - sotto
la spinta dei controlli - si determinò un notevole miglioramento
qualitativo nella produzione italiana del vino.
L'allarme potrebbe invece scattare di nuovo per i polli.
Quelli allevati in batteria infatti sono molto suscettibili a
influenze e per questo la legge consente che vengano curati con
antibiotici. Dopo il trattamento è previsto un periodo di disintossicazione
prima del loro commercio. Potrebbe accadere che, per le pressanti
esigenze di mercato dopo la crisi di mucca pazza, tale lasso di
tempo non sia pienamente rispettato. Così sulle nostre tavole
potrebbe spuntare un nuovo pericolo: "il pollo impasticcato".
Sui polli poi i precedenti non sono proprio tranquillizzanti.
Nel 1999 si scoprì che quelli provenienti dal Belgio erano stati
allevati con mangimi alla diossina, una sostanza altamente
tossica e cancerogena.
Secondo il ministero della Sanità anche i latticini sono
a forte rischio di alterazione. In Italia, infatti, nonostante
l'uso del latte in polvere per i formaggi sia vietato, i Nas hanno
più volte smascherato etichette poco "veritiere". Basti pensare
che la comune caciotta che acquistiamo dal salumiere sotto casa,
come "caciotta del pastore", potrebbe essere in realtà una miscela
di acqua, latte in polvere, acido citrico, caglio artificiale
e fermenti lattici che imitano il sapore della caciotta. Un'operazione
che può quindi essere fatta in Germania o in Francia dove l'aggiunta
di latte in polvere è ammessa. Secondo la Corte di giustizia europea,
inoltre, non si possono ostacolare gli scambi di prodotti fatti
secondo le norme del Paese di provenienza e quindi non ha importanza
il fatto che il latte di polvere sia proibito in Italia.
Nel '99 il botulino - un'altra sostanza tossica - presente nel
mascarpone causò la morte di un ragazzo e dodici intossicazioni.
Un allarme più recente è stato lanciato per la presenza di mercurio
nei nostri mari che potrebbe intossicare i pesci. Il ministero
per le Politiche agricole ha però rassicurato i consumatori spiegando
che la quantità di pesce consumato in occidente non può essere
sufficiente per far insorgere pericoli effettivi. Ma certo bene,
il mercurio non può fare.
Se l'allarme Mucca pazza ha un qualche risvolto positivo è sicuramente
quello di aver "portato a galla" un vero e proprio business di
frodi alimentari che ha allertato gli organi incaricati di effettuare
i controlli che in Italia sono affidati al ministero della Sanità,
al ministero delle Politiche agricole, al ministero delle Finanze,
al Servizio sanitario nazionale alle regioni e alle Asl. A livello
europeo vi sono le commissioni Ue e da poco è stato istituita
l'Agenzia europea per la sicurezza alimentare.
Marianna Balfour/Grandinotizie.it/29 gennaio
2001 ore 19:00
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