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La mucca 103 -
il primo caso italiano di bovino ammalato del morbo della mucca
pazza - aveva la sua storia. Nata il 5 settembre 1994, era stata
allevata da Mario Greci e viveva in una delle sue stalle
nella cascina Malpensata nel bresciano. Insieme a lei l'ultima
figlia, una nipote ed altre 180 compagne. Data l'età, sei anni,
era una mucca da latte con una carriera ancora florida davanti.
Se fosse stata una donna, sarebbe stata una dignitosa signora
di cinquant'anni in piena attività. Ma la povera 103 aveva avuto
grossi problemi di salute durante il suo ultimo parto, il 3 gennaio
scorso, e, visto che non migliorava, l'allevatore aveva deciso
di avviarla al macello. "Era la vacca più bella che avevo nella
stalla - ha detto Greci - non avrei voluto sacrificarla". L'animale
zoppicava, il che ha fatto nascere il sospetto che fosse ammalata
di Bse. Per Greci, invece, dipendeva dall'errore del figlio che
le aveva tagliato troppo le unghie, costringendola ad una fasciatura
alle zampe. "E' salita da sola sul camion che la portava al mattatoio",
ha concluso tristemente l'allevatore.
I capi da abbattere vengono caricati su camion a due piani con
rimorchio dalla portata di 35 mucche. Per evitare che gli animali
si spaventino e si agitino, viene dato loro un sedativo. Giunti
al macello, vengono spinti, attraverso un corridoio, nel recinto
dove attenderanno la morte.
Gli animali d'allevamento soffrono di diverse malattie, anche
psicosomatiche. I maiali, ad esempio, sono stressati. Gli vengono
tolti i denti in modo che non si feriscano e soffrono di diarrea,
mangiando soprattutto cereali, perciò vengono sottoposti a forti
dosi di antibiotici.
Mucche e vitelli vengono separati dalla nascita ed allevati artificialmente
in spazi chiusi. Come i salmoni che vivono in 250mila dentro vasche
lunge 100 metri e profonde tre. Sembra che il superaffollamento
li faccia impazzire e che, per questo, nuotino continuamente in
cerchio.
Ma si ritiene che gli animali più maltrattati siano le galline,
perché vivono in piccoli loculi dentro gabbie ad altissima densità.
Subiscono così danni ossei ed al sistema respiratorio. In più,
il 25 per cento di loro, passa un quarto della vita nel panico
più totale.
Grandinotizie.it/ 24 gennaio 2001
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