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Il premier italiano parla al Senato di un piano Marshall per il miglioramento della situazione in Medio Oriente. Israele e stati Uniti ritrovano la sintonia perduta. Ariel Sharon allenta l'assedio nei Territori e la stampa nazionale segue l'evolversi di una tregua preannunciata.

Sulla Stampa di lunedì 8 "George W. Bush ha avvertito Ariel Sharon dell'attacco con un'ora di anticipo. La ruggine degli ultimi due giorni, dopo la critica del premier israeliano al presidente Bush, è ormai seppellita. A questo punto, sono ovvi gli intimi rapporti di intelligence e di reciproco supporto fra il Grande Satana e il Piccolo Satana Shimon Peres che, con il volto paterno e sereno delle occasioni in cui la nazione deve essere rassicurata e mantenuta in una situazione psicologica di allarme, ha sottolineato, per essere ancora una volta chiaro, la solidità dell'unità del governo nei momenti difficili. Peres ha raccontato che il Premier lo ha avvertito subito della telefonata del presidente americano e si è detto sicuro della vittoria degli americani non solo per la loro forza ma anche per la preminenza morale della loro posizione e per la loro volontà di disegnare un futuro di pace in Medio Oriente. Pace, di cui il terrorismo è la tabe. Il ministro degli Esteri dello Stato ebraico ha anche detto che anche se Israele non combatte in prima fila non è certo neutrale. L'ha detto con volto intenso, subito prima di affermare con voce piana che per ora non c'è motivo di preoccuparsi, che non ci sono rischi imminenti in vista, che la gente può andare a dormire tranquilla".

Sul Messaggero del 10, Silvio Berlusconi parla al Senato di piano Marshall: "Prenderemo un'iniziativa per dare vita a una lunga, ma sicura, azione di risanamento delle condizioni di vita della Cisgiordania e di tutti i territori che fanno riferimento all'Autorità nazionale palestinese. Porteremo in Palestina investimenti, fabbriche, lavoro, strade, scuole, sulla scala e sul modello del Piano Marshall". Oltre si legge ancora "Quasi a voler fugare gli ultimi dubbi sull'infortunio di Berlino, il presidente del Consiglio ha messo agli atti: Vogliamo creare un ponte di amicizia tra Islam e Occidente e sappiamo bene che nessuna forza religiosa o culturale dell'Islam punta sul terrorismo".

SullaStampa del 10 "Lunedì gruppi di manifestanti hanno dato l'assalto agli uffici delle linee aeree palestinesi, a caserme di polizia, ad uffici privati e pubblici. Dopo un anno di intifada le nostre istituzioni si stanno sgretolando, ha commentato amaramente il ministro per le questioni di Gerusalemme, Ziad Abu Ziad. Dietro l'angolo, avverte Voce della Palestina, c'è addirittura il rischio di una guerra civile. Nelle trasmissioni di ieri la emittente di Arafat ha molto insistito sulla necessità di tenere in disparte quanti vorrebbero creare spaccature nella società palestinese. Nella sua ricostruzione, ha affermato che gli incidenti sono iniziati quando persone sospette dal volto coperto, mischiate agli studenti, hanno sparato contro gli agenti. Ma gli islamici hanno un'altra versione, contrastante. Raggiunto per telefono a Gaza, Mahmud a-Zahar - uno dei dirigenti politici di Hamas - ha stabilito che i dimostranti sono stati senz'altro attaccati dalla polizia mentre la dimostrazione era ancora sotto controllo. Non facevamo che esercitare il nostro diritto alla libertà di espressione, ha affermato. Un diritto che da alcuni giorni è stato ridimensionato da Arafat che - in seguito agli attentati dell'11 settembre in Usa - non vuol assolutamente vedere nei Territori palestinesi manifestazioni di sostegno a Bin Laden. Ma il problema - ha incalzato a-Zahar - non è Osama. Il problema è che gli Stati Uniti stanno inviando massicci rinforzi in Medio Oriente per annientare il popolo afghano e per consentire a Israele di compiere nuovi crimini. Gli Stati Uniti vogliono addomesticare e ristrutturare il Medio Oriente. Noi non possiamo tacere".

Sul Mattino del 13 si legge "Sharon, il falco, utilizza il pugno di ferro non solo nei confronti del palestinesi. Hanno visto di nuovo naufragare le loro speranze di ritorno a casa gli abitanti di Ikrit e Biram, arabi di fede cristiana e con cittadinanza israeliana, che da ormai 53 anni attendono di rientrare nei due villaggi a nord di Nazareth (Galilea), da cui vennero evacuati nel 1948 per ordine dell'esercito israeliano. Presieduto dal premier Ariel Sharon, il gabinetto ristretto del governo israeliano ha deciso - ragioni di sicurezzal fine di non creare un precedente a favore del diritto al ritorno degli sfollati - di opporsi alla richiesta degli abitanti di Ikrit e Biram e dei loro discendenti. Duramente contestata dai centri per i diritti umani e dalla sinistra israeliana, questa decisione verrà adesso comunicata all'Alta Corte di giustizia chiamata, nelle prossime settimane, a prendere in esame l'ultima delle 7 petizioni finora presentate dagli avvocati che tutelano gli abitanti dei due villaggi cristiani".

Su Repubblica di domenica si legge "Israele allenta l'assedio militare dei Territori Occupati, Arafat va a Londra per incontrare Tony Blair, e il quotidiano arabo di Gerusalemme pubblica un appello del premier britannico ai palestinesi, affinché respingano il tentativo di Osama bin Laden di appropriarsi della loro lotta. Sono tutti segnali di distensione, che spingono verso la ripresa del dialogo tra israeliani e palestinesi. La tregua proclamata dalle due parti a fine settembre comincia a dare risultati, ora si tratta di far ripartire il negoziato di pace. Stamani il governo Sharon annuncerà l'alleggerimento del blocco militare di Cisgiordania e Gaza. La notizia, anticipata dalla radio, è confermata da Ranaan Gissin, il portavoce del primo ministro: E' un primo passo, ma manteniamo il diritto all'autodifesa, se saremo ancora attaccati reagiremo immediatamente. Secondo le indiscrezioni, nei giorni scorsi Sharon aveva messo il veto a un nuovo incontro tra il ministro degli Esteri Peres e Arafat. Ma la decisione di allentare l'assedio esaudisce una richiesta di Peres, il quale prosegue comunque i contatti con la leadership palestinese".


Cinzia Bianchino / Grandinotizie.it 14 ottobre 2001


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