Dossier Palestina
Il punto
News
Scenario
I fatti, i perché
Protagonisti dossier
Hanno detto
Dall'A alla Z
Curiosità e numeri
Libri e film
Glossario dossier
Rassegna stampa
Link
 
 
Home
  Ultim'ora - Dossier - Dall'A alla Z - Protagonisti - Hanno detto - Sondaggi   <<back
 
   
 
 Indice dossier
 Tutti gli articoli
 Acqua Santa
 Le risorse idriche
 Scenario
 Pace impossibile
 Intervista
 Silvestri: la forza di David
 La storia
 Un conflitto infinito
 I trattati
 I tentativi di un accordo
 War games
 Le guerre dal '48
Territori
Gerusalemme
La settimana dal 23 al 29 luglio 2001
Strage infinita
Continuano gli scontri nei Territori. Ahmed Maher in Italia

Nei Territori continuano gli attentati e aumentano le vittime. Un lancio dell'Ansa del 23 luglio così informa "Due palestinesi, un ragazzo di 15 anni Rafat Al-Namla e un militante della Jihad Islamica, sono stati uccisi oggi nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania, mentre due tentativi di esecuzioni mirate di attivisti integralisti sono falliti e a Gerusalemme e nel nord d'Israele è scattato lo stato di massima allerta nel timore di attentati alla chiusura delle Maccabiadi, le Olimpiadi ebraiche".

Il 25 luglio l'Ansa riferisce che "Paesi arabi e asiatici si sono coalizzati all'Onu per ottenere la condanna del sionismo come crimine contro l'umanità e l'iniziativa potrebbe, secondo fonti diplomatiche americane, far deragliare il mese prossimo la conferenza mondiale sul razzismo prevista in Sudafrica".

Su il Corriere della Sera del 27 luglio Lorenzo Cremonesi riporta le dichiarazioni di Shimon Peres, ministro degli Esteri israeliano, rilasciate durante un'intervista "Gli osservatori in Medio Oriente? Vengano pure, ma non accetteremo l'internazionalizzazione del conflitto. L'Europa non capisce proprio la nostra agonia. Occorre che gli europei si mettano nei nostri panni, cerchino di comprendere la necessità di porre fine al terrorismo palestinese, perché solo in un clima di fiducia reciproca diretta tra noi israeliani e il regime di Yasser Arafat sarà possibile riprendere i negoziati".
"Il ministro degli Esteri - si legge successivamente - che per tradizione e cultura più di ogni altro politico israeliano tratta con maggior riguardo Parigi e Bruxelles piuttosto che Washington, lascia capire di sentirsi deluso, tradito dagli amici europei. I motivi? Stanno crescendo nelle ultime settimane, sino a creare uno stato di crisi tra Gerusalemme e la sponda opposta del Mediterraneo. Per esempio, la decisione del governo danese di non ricevere il nuovo ambasciatore israeliano, l'ex capo dei servizi di sicurezza interni (Shin Bet) Carmi Ghilon, poiché in un'intervista a un giornale di Copenaghen di recente ha giustificato l'uso moderato della tortura per fermare il terrorismo. I giornali israeliani scrivevano ieri del pericolo che ormai ogni ufficiale corre visitando l'Europa".

Su La Stampa di venerdì 27 Luglio 2001, viene riportato il commento di Ahmed Maher, ministro degli esteri egiziano durante il colloquio svoltosi a Roma con Renato Ruggiero, collega italiano "La politica di Sharon non consente di sperare in un accordo. Il premier israeliano sta realizzando una politica di violenza contro il popolo palestinese attraverso la distruzione di case, l'assassinio, il blocco delle città palestinesi. Fino a quando questa politica continuerà e la comunità internazionale non interverrà per fermarla, saremo in un caos che mette a repentaglio gli interessi dei palestinesi, degli israeliani e dell'intera regione". Poi continua riferendosi alla nostra nazione. "L'Italia è sempre stata molto vicina al Medio Oriente, come Paese e come membro dell'Unione europea. Credo che entrambe, Italia e Ue, abbiamo un ruolo importante: consigliare il governo israeliano a mettere fine alla politica di aggressione contro i palestinesi per consentire di attuare le raccomandazioni del rapporto Mitchell e riaprire, quindi, il negoziato sulla base delle risoluzioni dell'Onu. La recentissima visita a Roma del presidente Mubarak è una chiara indicazione di quanto consideriamo l'Italia".

Il 29 luglio sull'Ansa si legge "Gli scontri tra dimostranti palestinesi e poliziotti israeliani sulla spianata delle moschee a Gerusalemme est sono ripresi questo pomeriggio. Lo hanno riferito fonti palestinesi sul posto. Per disperdere i dimostranti, con i quali si erano già scontrati in mattinata, i poliziotti hanno sparato candelotti lacrimogeni e proiettili rivestiti di gomma. Un ultimo bilancio di fonte palestinese riferisce di almeno 47 feriti (32 dimostranti e 15 poliziotti). Gruppi di ebrei ultraortodossi hanno intanto preannunciato per questo pomeriggio una dimostrazione all'interno della Città Vecchia di Gerusalemme che avrà inizio alla Porta di Sion".

"Un disastro dalle grandi proporzioni è stato sfiorato ieri - come si legge su La Stampa del 30 luglio - quando un'autobomba palestinese è esplosa nel parcheggio sotterraneo di un condominio ebraico di cinque piani nella periferia settentrionale di Gerusalemme. L'attentato - fallito per un guasto al meccanismo di detonazione - è avvenuto dopo una giornata di duri scontri nella Spianata delle Moschee di Gerusalemme fra reparti della polizia israeliana e migliaia di attivisti islamici. La scintilla che ha innescato gli incidenti è stata la simbolica deposizione, da parte di un gruppo nazionalista ebraico, della "prima pietra del Tempio di Gerusalemme", in prossimità della Spianata delle Moschee, terzo luogo sacro per l'Islam. Ieri, secondo il calendario ebraico, ricorreva l'anniversario della distruzione del Tempio ad opera dell'imperatore romano Tito nel 70 d.C. Per gli ebrei religiosi è un giorno di lutto e di preghiera davanti al Muro del Pianto, con un rituale per ricordare il sogno mai abbandonato della ricostruzione del Tempio di Salomone".

Grandinotizie.it/ 29 luglio 2001


  Indice "Rassegna stampa"
inizio pagina
Ultim'ora - Dossier - Dall'A alla Z - Protagonisti - Hanno detto - Sondaggi   <<back