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Il governo israeliano vuole creare una "zona cuscinetto" tra Israele e territori sotto amministrazione dell'Autorità palestinese. Lo ha annunciato il primo ministro Ariel Sharon in una conferenza stampa trasmessa in diretta televisiva la sera di giovedì 21 febbraio 2002. Sharon non ha indicato quale sarà l'estensione della zona cuscinetto; ha detto soltanto che "sarà grande quanto basta per garantire la sicurezza dei cittadini israeliani".
Il progetto di pace dovrebbe avvenire in due fasi: "Prima una tregua e la non belligeranza, che è condizione essenziale, poi il disegno dei confini tra noi e i palestinesi". "Puntiamo alla pace con i nostri vicini" ha continuato Sharon, ma "non ci fermeremo fino quando i terroristi non saranno stati distrutti". Il primo ministro israeliano ha assicurato che il suo governo intende "fare ogni sforzo per arrivare a un cessate il fuoco, oltre che per prevenire qualunque escalation verso il conflitto totale". Sharon ha concluso avvertendo che "non ci sono soluzioni miracolose".
Dopo la mossa a sorpresa di Arafat ecco dunque una prima risposta del premier israeliano. Basterà e soprattutto è quello che ci si apettava?
Pochi minuti prima dell'inizio del discorso di Sharon l'esercito israeliano ha attaccato obiettivi palestinesi a Rafah e Gaza, in rappresaglia per gli attentati delle ultime ore. Sette i civili palestinesi rimasti feriti. I razzi sparati dagl elicotteri israeliani hanno colpito a Gaza il complesso della sicurezza palestinese Ansar-2, sito accanto agli uffici di Yasser Arafat, che era a Ramallah nel momento dell'attacco.
Il ministro dell'Anp per la Pianificazione Nabil Sha'ath boccia senza appello il piano di Sharon: "Un discorso confuso e che non porta da nessuna parte. La proposta di una zona cuscinetto è futile, viviamo praticamente nella pelle ciascuno dell'altro. Non è la risposta, la risposta è una pace che porti alla giustizia per entrambi".
Nella mattinata di venerdì 22 febbraio è fallito per poco un nuovo attentato suicida. Ad Efrat, un insediamento israeliano non lontano da Gerusalemme, un uomo imbottito di esplosivo si è fatto saltare in aria in un supermercato. Un difetto del congegno ha però ridotto enormemente l'effetto della deflagrazione, che ha ferito una sola cliente. Un altro cliente, a quel punto, ha estratto un'arma da fuoco uccidendo il terrorista
Intanto il premier del Libano Hariri, in visita a Roma, ha chiesto all'Italia e all'Unione Europea di impegnarsi maggiormente per risolvere la crisi in Medio Oriente. Hariri si è detto favorevole all'idea di un piano Marshall per il Medio Oriente lanciata giorni fa dal premier italiano Silvio Berlusconi.
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