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  Il mondo è con gli Usa
Powell, sì alla Palestina
Il segretario di Stato frena Israele e media per la pace
 
  Palestina, dossier
 

C'era attesa per l'intervento di Colin Powell a Louisville. Nessuna novità rispetto al previsto tuttavia.

Rispettare tutti gli accordi già sottoscritti e un invito ad Israele: congelare gli insediamenti nei Territori autonomi per la nascita di un vero e proprio Stato palestinese.

A questo punto è ufficiale: gli Usa riconoscono la legittimità della Palestina. Anzi si adopereranno per favorirne la nascita.

In questo senso, già verso la fine di questa settimana, William Burns si recherà in Medioriente per cercare di rilanciare il processo di pace.

L'aspetto più importante di tutta la vicenda è comunque il commento generalmente positivo delle due parti interessate e dell'Europa in particolar modo. Israele e Palestina si muovono ancora con circospezione e senza nascondere le oggettive difficoltà per portare a compimento il progetto. In definitiva si plaude all'intervento ma con riserva.

Sul fronte israeliano il ministro degli Esteri Shimon Peres ha espresso il suo giudizio favorevole definendo il discorso di Powell "positivo e pieno di buona volontà". Tuttavia non si è sottratto ai propri impegni, al di là dei buoni uffici statunitensi.: "Il grosso del lavoro resta ancora di fronte a noi".
Sulla stessa lunghezza d'onda il primo ministro Ariel Sharon che si è dichiarato "soddisfatto del discorso". Lo ha riferito la Presidenza del Consiglio israliana aggiungendo che Sharon "si congratula con il presidente americano George W. Bush e con il segretario di Stato per la loro lotta senza concessioni contro il terrorismo internazionale a favore dei valori della libertà e della democrazia, che costituiscono la condizione di base per qualsiasi progresso politico".

Dal versante palestinese invece si parla di occasione da non perdere. "Il discorso include aspetti positivi e negativi - ha detto ai giornalisti il ministro per la cooperazione Nabil Shaath - ma aiuteremo in ogni modo l'iniziativa americana a favore della pace". Più cauto il commento del negoziatore Ahmed Qorei che ha notato la mancanza nel discorso di Powell di scadenze precise per la conclusione di una trattativa definitiva di pace.

L'Europa invece è senza condizioni con Powell. Commenti positivi sono venuti da Francia, Germania e Gran Bretagna che si dichiarano pronte a sostenere attivamente l'iniziativa.

Michele Fianco

 
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  Grandinotizie.it/ 20/novembre/2001
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