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Il giovane Bashar compie gli studi di oftalmologia in Inghilterra. Dopo la morte accidentale del fratello Bassel nel 1994 (inizialmente designato dal padre alla successione, quale erede in linea diretta), viene richiamato nel suo Paese e gli viene affidato il comando della divisione armata dell'esercito. Fin dal suo ritorno in Siria, il governo predispone una vasta campagna di stampa per far crescere la sua popolarità, preparando così, in un futuro più o meno lontano, la sua ascesa alla presidenza.
Il suo rientro mostra anche con chiarezza che, se si renderà necessario, il Parlamento modificherà la Costituzione là dove prevede l'età minima di quaranta anni per accedere alla presidenza.
Questo programma di successione, in accordo con il governo, viene interpretato come la migliore garanzia di continuità della politica presidenziale e il mantenimento della stabilità in Siria.
Nel 1999 Bashar viene nominato colonnello dell'esercito e, a partire da questo momento, viene sempre più coinvolto negli affari di Stato. In diverse occasioni è inviato come rappresentante personale del presidente: incontra capi di Stato tra i quali Emile Lahoud (Libano) e Jacques Chirac (Francia).
La successione subisce una brusca e drammatica accelerazione alla morte del padre il 6 giugno del 2000. Lo stesso giorno il parlamento modifica la Costituzione, portando a trentaquattro anni l'età minima per la presidenza. Bashar diventa capo del partito Baath. Il 25 giugno il parlamento propone la sua candidatura alla presidenza; la scelta viene confermata, scegliendo la formula di un mandato di sette anni.
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