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Forse si apre una possibilità per Arafat. Il governo israeliano ha infatti accettato la proposta del presidente Usa George W. Bush relativa alle condizioni di detenzione degli uccisori del ministro israeliano Rehavam Zeevi. I quattro sarebbero detenuti in una prigione palestinese ma sotto la sorveglianza di guardie americane e britanniche. Questa soluzione potrebbe portare presto alla libertà il leader dell'Anp. Ma oltre la libertà c'è da considerare un altro delicato aspetto della questione, e cioè la leadership del fronte palestinese. Da tempo circolano diversi nomi candidati alla successione di Yasser Arafat. Ecco chi potrebbe raccogliere la sua eredità.
Abu Mazen (Mahomoud Abbas)
Attualmente è il numero due dell'Olp. Ha 66 anni ed è considerato un moderato. Ha partecipato agli accordi di Oslo ed è fautore del dialogo con Israele. E' uno dei veterani di Fatah, di cui entrò a far parte nel 1965. Uomo della vecchia guardia, ha diviso con Arafat gli anni dell'esilio. Abu Mazen entrò a far parte del comitato esecutivo dell' Olp nel 1980 e dal 1984 fu alla guida del
dipartimento per gli affari internazionali e panarabi. Dopo il rifiuto del ministro degli esteri dell'Olp Kaddumi di sottoscrivere l'accordo israelo-palestinese, fu lui, nel settembre 1993, a firmare lo storico accordo di pace con Israele. Dal maggio maggio 1996 è stato eletto segretario
generale del Comitato esecutivo dell'Olp. Negli ultimi anni si è recato più volte a Washington per incontrare i vertici della Casa Bianca. Ha un rapporto di stima personale reciproca con il ministro degli Esteri israeliano Shimon Peres. Nel dicembre 2001 Hosni Mubarak in un'intervista al quotidiano Al Gumhurya dichiarava: "Non credo che Abu Mazen accetterà di rimpiazzare Arafat,
perché chi prenderà il suo posto deve essere popolare e nessuno può realizzare tale popolarita", se non compiendo atti di resistenza contro Israele come impone il sentire attuale del popolo palestinese
Faruk Kaddumi
Insieme ad Abu Mazen è l'unico superstite del gruppo storico dell'Olp. Kaddumi non ha mai accettato gli accordi di Oslo e non è tornato in Palestina, preferendo restare a Tunisi per guidare il fronte palestinese contrario ai compromessi con Israele. Il suo sponsor politico è la Siria. Una sua ascesa alla guida dell'Anp è poco probabile, ma non impossibile.
Abu Alaa (Ahmad Qorei)
63 anni. E' il capo del Parlamento. In precedenza Qorei era stato uno dei tesorieri dell'Olp che gestiva in particolare il Samed, un centro per l'industria e artiginiato, istituzione legata all'organizzazione palestinese. Nel 1968 aveva rinunciato alla sua carriera in banca per unirsi
a Fatah. Ha partecipato attivamente agli accordi di Oslo ed è considerato un sincero democratico. Più volte ha manifestato di essere contrario a ogni ingerenza dei militari nella vita politica della Palestina. Non è molto popolare tra i palestinesi che lo giudicano un aristocratico.
Mohammed Dahlan
Il giovane emergente dell'establishment palestinese. A quarantuno anni è il capo della sicurezza nella Striscia di Gaza. E' l'unico, oltre ad Arafat, ad aver avuto un incontro privato con l'ex presidente Usa Bill Clinton. Dahlan ha contatti frequenti con la Cia. Quando era studente fu uno dei leader nella prima Intifada. Come Rajub, fu deportato e diresse le proteste dall'esilio di Tunisi. Nel novembre 2001 fece
infuriare Arafat presentando le sue dimissioni, respinte comunque dal presidente dell'Anp, dopo aver denunciato l'assenza di una "strategia" nella rivolta popolare palestinese.
Jibril Rajoub
Ha 48 anni ed è il capo della sicurezza preventiva in Cisgiordania ed ha ai suoi ordini migliaia di uomini armati. ha sicuramente contatti fidati nella Cia. Rajub si è guadagnata la stima dei palestinesi lottando da giovane proprio per le strade della Cisgiordania e finendo per alcuni anni nelle carceri di Israele, dove ha imparato l'ebraico. Fu quindi deportato in Libano e coordinò da
Tunisi la rivolta delle pietre della prima Intifada nel 1987. Ha partecipato ai colloqui di pace con Israele e Stati Uniti. E' stato tra i più attivi nel contrastare le fazioni più estremiste.
Marwan Barghouti
42 anni, è il leader dei Tanzim, la milizia armata di Al Fatah. E' stato considerato a lungo dagli stessi israeliani uno dei leader palestinesi più autorevoli. Oggi è ritenuto il capo della Seconda Intifada.
Nabil Shaath
E' il ministro della Cooperazione dell'Anp. Abile diplomatico, gode della fiducia del Dipartimento di Stato Usa e dell'Unione Europea. Shaath è anche il politico palestinese più vicino al presidente egiziano Hosni Mubarak, personaggio sempre importante dello scacchiere mediorientale. Israele vedrebbe con favore per Shaath un ruolo di garante nel dopo Arafat.
Sari Nusseibeh
Ha grande seguito tra i giovani palestinesi. E' docente universitario e si occupa delle questioni riguardanti la città di Gerusalemme per conto dell'Anp.
Antonello Sacchetti/Grandinotizie.it
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