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Ariel Sharon è il nuovo primo ministro di Israele. Il leader della destra ha sbaragliato il premier uscente Ehud Barak, infliggendogli un distacco impressionante: 62,5 per cento contro il misero 37,4 per cento del suo avversario.

Tra le prime telefonate di congratulazioni, ieri sera (6 febbraio 2001) c'è stata quella del presidente degli Stati Uniti George Bush jr. L'atteggiamento dell'America "sarà diverso da quello dell'Amministrazione Clinton", come hanno tenuto a sottolineare fonti diplomatiche. Infatti, se nel 1996 il governo americano si espose troppo appoggiando Shimon Peres e rendendosi ostile il vincitore Netaniahu, oggi si cerca di mantenere una posizione di cautela.

Il segretario di Stato Colin Powell ha rivolto "un accorato appello" agli israeliani e ai palestinesi. "Occorre essere pazienti, dare al vincitore la possibilità di decidere che tipo di governo intende formare". Powell ha però delimitato due traguardi da rispettare: "Il controllo della violenza perché non devono essere perse altre vite, né di giovani palestinesi, né di israeliani" e il coinvolgimento politico anche di altri paesi. A questo scopo una delle prime mosse politiche di Bush jr., subito dopo la sua investitura del 13 dicembre 2000, è stata la creazione di stretti contatti telefonici con l'Arabia Saudita, l'Egitto, la Giordania, la Siria, il Libano: i patner più solidi nel Medio Oriente. Dice ancora Powel: "Mi auguro che l'attività economica in Cisgiordania e a Gaza riprenda. I Paesi della regione diano tempo a Israele di formare il nuovo governo e di riaprire il dialogo. Solo così le prospettive di pace miglioreranno". Shireen Hunter, esperta del Medio Oriente del Centro di studi strategici e internazionali di Washington, afferma: "Sharon non è più il guerriero della Guerra Fredda e la situazione non è più la stessa. Potrebbe sorprenderci. A differenza di Barak, che era debole, potrebbe prendere le decisioni più difficili". Per ora l'ambasciata americana non sarà spostata da Tel Aviv a Gerusalemme. Domenica in un'intervista alla Abc Colin Powell afferma: "E' un nostro obiettivo ma non una mossa imminente". E sarà il neo eletto primo ministro israeliano ad andare a Washington: il mese prossimo si svolgerà la riunione annuale della Commissione che si occupa dei rapporti politici tra Israele e Stati Uniti.

Valentina Venturi/Grandinotizie.it/ 7 febbraio 2001 ore 12:00


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