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Gli israeliani
hanno scelto Ariel Sharon. Il falco della destra israeliana
ha ottenuto il 62,5 per cento delle preferenze, contro il premier
uscente Ehud Barak che ha registrato solo il 37,4 per cento.
Un margine perfino maggiore di quello previsto dai sondaggi.
Ma stando ai dati forniti dalla tv israeliana, l'affluenza alle
urne è stata scarsa: hanno votato, infatti, solo il 62 per cento
degli aventi diritto, la percentuale più bassa nella storia di
Israele dalla sua fondazione nel 1948. Si sono recati ai seggi
circa due milioni e ottocentomila persone su un totale di circa
4,5 milioni elettori. Il dato va, poi, confrontato con l'elezioni
di due anni fa, quando votò quasi l'80 per cento della popolazione.
Ad influire è stato soprattutto il clima teso dopo gli scontri
degli ultimi mesi e l'ennesimo fallimento delle trattative con
i palestinesi. Nella primavera del 1999 Israele aveva dato il
mandato a Barak, affidandogli la guida del Paese e dei negoziati
di pace, dopo i due anni di stallo del governo Netanyahu. Ma l'ex
premier ha fallito e oggi l'elettorato è tornato ad affidarsi
alla destra, che in questi mesi ha aspramente criticato il modo
con cui Barak ha gestito gli attacchi dei palestinesi. Una situazione
che ha determinato anche l'atteggiamento di sfiducia assunto dalla
minoranza araba vicina ai laburisti: nei villaggi e nelle città
arabe hanno votato solo il 20 per dei cittadini con passaporto
israeliano.
(Grandinotizie.it/ 7 febbraio 2001 ore 11.30)
Il programma politico di Sharon
Una pace stabile
I dati
Sale l'astensionismo
Le reazioni al voto
Quale futuro
Usa for peace
Il vincitore e lo sconfitto
Il falco vola basso
Il signor zig zag
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