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Il 28 settembre
2000 scoppiava la "Seconda Intifada". Con il passare dei giorni
e man mano che si allungava la lista delle vittime della violenza,
il consenso popolare e l'appoggio politico dell'allora premier
israeliano Ehud Barak calava inesorabilmente.
Finché il primo ministro laburista, il 10 dicembre successivo,
decideva di presentare formalmente al capo dello Stato Moshe
Katzav le proprie dimissioni. Un gesto a sorpresa e forse
anche alquanto avventato. Barak, infatti, affrettando i tempi,
mirava a evitare lo scontro diretto con l'ex premier Benjamin
Netanyahu, che, avendo rinunciato al proprio seggio alla Knesset
all'indomani della sconfitta elettorale del maggio '99, non poteva
candidarsi per la premiership. Ma il leader laburista aveva sottovalutato
l'avversario designato dall'opposizione, il leader del Likud Ariel
Sharon.
Questo infatti, contrariamente alle previsioni di Barak, e nonostante
parecchie ombre pesassero sul suo passato di generale sanguinario,
raccoglieva immediatamente il consenso della popolazione israeliana.
Forte delle debolezze dimostrate dal suo avversario nei più recenti
negoziati con i palestinesi, ma forte soprattutto di un programma
politico che metteva al primo posto la sicurezza del popolo ebraico,
l'anziano leader del Likud superava nei sondaggi il suo giovane
avversario di circa 20 punti.
Dato che il 6 febbraio 2001, giorno delle elezioni, si rivelava
inesatto. Ma per difetto, ottenendo "il falco" il 62,5 per cento
dei voti, contro il 37,4 per cento ricevuto da Barak. Un risultato
per più aspetti storico, non essendosi mai registrati in Israele
né una così bassa affluenza alle urne (solo il 62 per cento degli
aventi diritto aveva votato), né un così ampio successo elettorale.
Inevitabili le dimissioni di Barak dalla leadership del partito
laburista. E inevitabili le preoccupazioni da parte del mondo
arabo per l'elezione a primo ministro di Israele dell'uomo chiamato
"il macellaio". Il cammino verso la pace - secondo molti commentatori
- si fa più difficile.
Grandinotizie.it/21 maggio 2001 ore 16:30
Il programma politico di Sharon
Una pace stabile
I dati
Sale l'astensionismo
Le reazioni al voto
Quale futuro
Usa for peace
Il vincitore e lo sconfitto
Il falco vola basso
Il signor zig zag
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