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1946
Il 22 luglio, la campagna condotta dalle organizzazioni terroriste
sioniste raggiunge un nuovo punto culminante con il bombardamento
del King David Hotel a Gerusalemme. L'esplosione distrugge un'ala
dell'hotel che ospita gli uffici del segretariato britannico di
governo, come pure parte dei quartieri militari, e provoca la
morte di ottantasei persone.
1947
La violenza continua a diffondersi in Palestina in quanto gruppi
sionisti armati, ora all'offensiva, aumentano i loro atti di sabotaggio.
Il governo britannico, sotto la pressione della violenza, chiede
una sessione speciale dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite.
Tre terroristi ebrei che appartengono al gruppo di Irgun vengono
giustiziati dalle autorità britanniche, malgrado gli avvertimenti
di Menachem Begin, guida dell'Irgun, che due sergenti britannici
rapiti verranno uccisi. L'esecuzione ha luogo e i due ufficiali
britannici vengono uccisi.
1948
Il massacro di Deir Yassin avviene il 9 aprile. Unità dei gruppi
Itzel e Stern sferrano un intenzionale e non provocato attacco
al villaggio palestinese di Deir Yassin, sul bordo occidentale
di Gerusalemme. Vengono massacrati 254 Palestinesi, compresi molte
donne e bambini.
1951
Il re Abdullah di Giordania viene assassinato a Gerusalemme,
il 20 luglio, da un diciannovenne Palestinese.
1953
Il 15 ottobre, un'unità dell'esercito israeliano attraversa la
linea di armistizio nella Cisgiordania ed attacca il villaggio
di Qibya, vicino Al-Khalil (Hebron), massacrando cinquantatre
civili palestinesi.
1956
Il 3 novembre, un giorno prima della conclusione della resistenza
nella striscia di Gaza, l'esercito israeliano commette un massacro
in Khan Yunis, uccidendo uomini, donne e bambini palestinesi.
Il massacro accade mentre l' accampamento è ancora sotto il coprifuoco.
1966
Le unità militari israeliane attaccano il villaggio di Al-Samuh,
a sud di Al-Khalil, causando vasti danni e tantissimi feriti.
1969
Il 21 agosto, incendiari israeliani appiccano il fuoco alla Moschea
di Al-Aqsa a Gerusalemme, causando vasti danni e la distruzione
del luogo santo. Il Concilio di sicurezza delle Nazioni Unite
risponde con la risoluzione 271 (1969) del 15 settembre, definendo
l'atto di distruzione un pericolo per la pace e la sicurezza ed
invitando Israele ad astenersi dall'ostacolare le funzioni del
Supremo consiglio musulmano di Gerusalemme e condannando l'omissione
all'adesione delle risoluzioni delle Nazioni Unite.
1972
Durante i Giochi Olimpici di Monaco di Baviera, il gruppo palestinese
"Settembre nero" uccide nove atleti israeliani. Israele reagisce
bombardando il Libano ed uccidendo quattrocento civili.
Il 16 ottobre, Wael Zaitar, un rappresentante palestinese,
viene ucciso a Roma. Si ritiene che gli assassini facciano parte
del servizio segreto israeliano Mossad. Questa uccisione è seguita,
nel corso degli anni, da una serie di assassini politici, da parte
di Israele, dei funzionari dell'Olp in parecchi capitali europee,
compresi Al Hamsharee e Atef Bseisso uccisi a Parigi.
1973
Il 10 aprile, tre leader dell'Olp, Kamal Adwan, Abu Mohammad
Yussef Al-Najjar e Kamal Nasser, vengono assassinati nelle
loro abitazioni a Beirut da un'unità militare speciale israeliana.
1976
In luglio, un gruppo separato del Pflp dirotta un aereo di linea
della Air France e lo costringe ad atterrare a Entebbe, Uganda.
Israele invia un reparto di truppe speciali a Entebbe che sferra
un attacco contro i dirottatori che stanno tenendo in ostaggio
dei passeggeri israeliani. Ci sono delle vittime, compresi i dirottatori,
ma il resto degli ostaggi viene salvato.
1981
Il 7 giugno, aerei militari israeliani distruggono la centrale
nucleare irachena.
Il 17 luglio, jet israeliani bombardano le strutture dell'Olp
a Beirut, uccidendo trecento persone.
Il 6 ottobre, il presidente dell'Egitto Anwar Sadat viene
assassinato da integralisti islamici durante una parata militare.
1982
Il 5 giugno, Israele sferra un attacco aereo sul Libano e il 6
giugno ha luogo un'invasione via terra e via mare. L'esercito
israeliano occupa l'intera area sud del Paese causando enormi
distruzioni e migliaia di ferimenti di civili (solo fino al 30
giugno, più di 15.000 civili vengono assassinati, il 50 per cento
dei quali sono bambini sotto i 13 anni).
Il 13 giugno l'esercito israeliano pone sotto assedio Beirut.
Navi da guerra e divisioni corazzate iniziano il bombardamento
di Beirut est, colpendo zone residenziali e campi di rifugiati
palestinesi che però resisteranno per ottantasette giorni.
Il presidente libanese Bashir Gemayel viene assassinato
il 14 settembre e, il giorno seguente, le forze israeliane entrano
in Beirut est, nonostante le assicurazioni date prima della partenza
dell'Olp, riguardanti la sicurezza dei civili palestinesi in Libano.
Il 15 settembre, forze israeliane circondano il campo dei rifugiati
palestinesi di Sabra e Shatila, e il 16 settembre, lasciano entrare
nei campi le unità libanesi falangiste (milizie libanesi cristiane
filoisraeliane). Sotto la sorveglianza israeliana, le unità falangiste
massacrano più di ottocento civili palestinesi, incluse donne
e bambini.
1985
L'aviazione israeliana bombarda il quartier generale dell'Olp
ad Hamam al-Shat, Tunisia, distruggendo la maggior parte della
zona e causando numerosi feriti tra i palestinesi e i tunisini.
Membri del gruppo palestinese Pflp prendono in ostaggio l'Achille
Lauro, una nave da crociera italiana, nella zona della costa mediterranea
dell'Egitto, e richiedono il rilascio dei prigionieri palestinesi
in Israele. Il presidente egiziano Mubarak convince i sequestratori
ad arrendersi, ma non prima che un passeggero ebreo americano
venga ucciso.
1988
Il 16 febbraio, due soldati israeliani vengono accusati di aver
bruciato vivi quattro palestinesi.
Il 16 aprile, Israele uccide il leader dell'Olp Khalil Al-Wazir
(Abu Jihad) nella sua casa a Tunisi.
In dicembre, 1° anniversario dell'Intifada. Alla fine del primo
anno, 318 palestinesi sono stati uccisi, ventimila feriti, quindicimila
fermati, dodicimila arrestati e trentaquattro deportati.
1990
Il 20 maggio, un israeliano apre il fuoco contro operai palestinesi
nella città israeliana di Herzelyia, vicino Tel Aviv, uccidendone
otto.
L'8 dicembre, l'esercito israeliano uccide otto palestinesi e
ne ferisce più di centocinquanta alla Moschea di Al-Aqsa a Gerusalemme.
1991
Il leader dell'Olp Abu Ivad (Salah Khalaf), così come pure
Hayil Abdul Hamid e Abu Mohammad, vengono uccisi
in Tunisia il 15 gennaio da un membro palestinese del gruppo terrorista
Abu Nidal.
Il 19 gennaio, un missile iracheno scud colpisce Israele, che,
secondo le richieste degli Stati Uniti, non reagisce.
1992
Il 17 dicembre, Israele deporta circa 415 civili palestinesi dai
territori occupati della Palestina, per la maggioranza militanti
islamici, nel sud del Libano.
1994
Un colono israeliano massacra circa trenta fedeli palestinesi
ad Al Haram al-Ibrahimi ad Hebron, il 25 febbraio, durante il
mese sacro di Ramadan.
1995
Il primo ministro israeliano Ytzhak Rabin viene assassinato
il 4 novembre a Tel Aviv da Yigal Amir, un estremista israeliano.
1996
Il 5 gennaio, Yahya Ayyash, uno dei capi dell'ala militare
di Hamas viene ucciso da un telefono portatile manomesso nella
Striscia di Gaza. Si pensa che dietro l'omicidio sia rinvenibile
l'opera del servizio di sicurezza israeliano Shin Bet.
Il 25 febbraio, due terroristi suicidi si fanno saltare in aria
uccidendo venticinque Israeliani e ferendone altri settantasette;
un'esplosione ha luogo in Gerusalemme Est e una nella città meridionale
di Ashkelon. Gli "Studenti di Ingegneria" ne rivendicano la responsabilità.
Altri due attentati suicidi portano il terrore dentro Israele:
uno su un autobus israeliano a Gerusalemme il 3 marzo, causa la
morte di diciannove persone e il ferimento di altre dieci; l'altro
il 4 marzo a Tel Aviv, uccide quattordici persone e ne ferisce
altre centotrenta. Un'ala armata di Hamas rivendica la responsabilità
degli attentati.
Il governo israeliano apre un tunnel vicino ad Al Haram Al-Sharif
nella Città Vecchia in Gerusalemme Est il 24 settembre. I palestinesi
reagiscono manifestando contro l'azione di Israele lungo tutti
i territori occupati. Scontri hanno luogo tra la polizia palestinese
e i soldati israeliani causando ferimenti in ambedue le parti.
L'esercito israeliano utilizza carri armati ed elicotteri da guerra
contro la polizia e i civili palestinesi. Gli scontri terminano
con l'uccisione di 69 palestinesi e di 15 soldati israeliani.
2000
Il 28 settembre, il leader del Likud, Ariel Sharon, si
reca in visita alla Spianata delle Moschee, a Gerusalemme. Un
gesto provocatorio che segna l'inizio di una lunga crisi che alla
metà del maggio 2001 fa registrare oltre 500 morti: 420 palestinesi,
79 israeliani e 13 arabi israeliani.
Grandinotizie.it/15 maggio 2001 ore 10:10
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