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Con l'arrivo del segretario di Stato americano Colin Powell in Medio Oriente si riapre la discussione su quanto è stato fatto e quanto la comunità internazionale poteva fare nel corso degli anni per evitare il conflitto ed arrivare ad una soluzione che fosse soddisfacente per entrambe le parti. Anche i piani di pace presentati nel corso dell'ultimo anno sembrano non aver sortito alcun effetto. Ecco allora una breve storia delle iniziative degli ultimi trent'anni.

1970 - Il piano Rogers
In giugno, il segretario di Stato degli Stati Uniti William Rogers propone un piano di pace, che essenzialmente richiede il cessate il fuoco e fornisce un meccanismo per l'adempimento della risoluzione 242 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. L'iniziativa coinvolge negoziati tra i rappresentanti delle parti in causa sotto gli auspici dell'ambasciatore Gunnar Jarring. L'Egitto, la Giordania e Israele accettano il piano.

1971 - Il promemoria Jarring
L'ambasciatore Jarring presenta un promemoria a Egitto e Israele nel quale si propone la conclusione di un accordo di pace tra i due Stati, così come il ritiro israeliano dal territorio egiziano. L'Egitto accetta, ma Israele informa Jarring che non si ritirerà alle linee d'armistizio anteriori al 1967, segnando la fine sia del Piano Rogers sia della Missione Jarring.

1975 - Accordo provvisorio Israele-Egitto
Viene siglato l'Accordo provvisorio tra Israele ed Egitto, secondo il quale Israele si impegna a ritirare le forze militari dal Canale di Suez e l'Egitto a riaprire tale canale al passaggio delle navi israeliane.

1977 - Dichiarazione comune sul Medio Oriente
Il 4 ottobre, gli Stati Uniti e l'Unione Sovietica pubblicano una Dichiarazione Comune sul Medio Oriente nella quale entrambe le parti affermano che "la sistemazione deve essere esauriente, incorporando tutte le parti coinvolte e tutte le questioni". Affermano anche che "tutte le questioni specifiche della sistemazione devono essere risolte, comprese questioni chiave come il ritiro delle forze armate israeliane dai territori occupati nel conflitto del 1967, la risoluzione della questione palestinese, compresa l'assicurazione dei legittimi diritti del popolo palestinese".

1978 - Camp David
In settembre, il presidente degli Stati Uniti Jimmy Carter ospita un summit tra Sadat e Begin a Camp David. Le due parti concludono gli Accordi di Camp David, che consistono nell'"Impalcatura per la Pace in Medio Oriente". Furono anche scambiate lettere su Gerusalemme, gli insediamenti nel Sinai e l'adempimento di una sistemazione generale. Il primo accordo (Framework per la Pace nel Medio Oriente) afferma che, con riguardo alla Cisgiordania e a Gaza, un'autorità di autogoverno palestinese deve essere eletta per un periodo di transizione non superiore ai cinque anni (rimpiazzando il governo militare israeliano). Afferma, inoltre, che Egitto e Giordania parteciperanno ai negoziati e che le loro delegazioni potranno includere palestinesi della Cisgiordania e di Gaza, o altri palestinesi secondo mutui accordi. Non oltre il terzo anno, i negoziati, che saranno basati sulla risoluzione 242 (1967) del Concilio di Sicurezza, avranno luogo per determinare lo status finale della Cisgiordania e di Gaza. Viene anche affermato nell'accordo, che "la soluzione deve riconoscere i diritti legittimi e i bisogni del popolo palestinese".

1979 - Il primo trattato di pace arabo-israeliano
Il 26 marzo, un trattato di pace viene siglato tra Egitto e Israele a Washington. L'accordo prevede la restituzione all'Egitto del Sinai e il ristabilimento dei rapporti diplomatici tra i due paesi. In seguito alla pace conclusa con Israele, l'Egitto viene espulso dalla Lega araba, che trasferisce la sede dal Cairo a Tunisi

1982 - L'iniziativa Reagan
Il 22 settembre il presidente degli Stati Uniti Ronald Reagan presenta quella che verrà conosciuta come l'Iniziativa Reagan. Essa propone, come delineato negli Accordi di Camp David, un periodo di transizione di cinque anni, cominciando con libere elezioni di un'Autorità palestinese di autogoverno e si pronuncia per un congelamento delle attività di insediamento. In essa, gli Stati Uniti non appoggiano la creazione di uno stato palestinese in Cisgiordania e nella striscia di Gaza, né l'annessione o il controllo permanente da parte di Israele di questi territori. Con riguardo allo status finale, l'iniziativa promuove l'idea di un autogoverno palestinese in associazione con la Giordania e afferma che la risoluzione 242 (1967) del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite si applichi a tutti i fronti, comprese la Cisgiordania e Gaza. Riguardo a Gerusalemme, essa propone che la città rimanga indivisa, ma che il suo status finale sia deciso attraverso negoziati. Israele rifiuta duramente l'iniziativa.

1988 - Conferenza di Ginevra
Ad una nuova conferenza tenuta a Ginevra il 14 dicembre, Yasser Arafat accetta la risoluzione 181 (II) (1947) dell'Assemblea Generale e la 242 (1967) del Consiglio di Sicurezza, riconosce il diritto di Israele ad esistere e rinuncia al terrorismo.

1991 - Conferenza di Madrid
Gli Stati Uniti e l'Unione Sovietica promuovono la Conferenza di Pace di Madrid con l'intento di raggiungere un giusto, duraturo e comprensivo accordo di pace attraverso dirette negoziazioni lungo due percorsi, tra Israele e gli Stati arabi e tra Israele e i palestinesi, basandosi sulle risoluzioni 242 e 338 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Tra i governi invitati vi sono Israele, Siria, Libano e Giordania. Palestinesi vengono invitati a partecipare come parte di una delegazione comune giordano-palestinese. L'Egitto e l'Unione Europea vengono invitati come partecipanti. Il Concilio di Cooperazione del Golfo viene invitato a mandare un osservatore così come le Nazioni Unite. La conferenza ha luogo a Madrid il 30 ottobre sotto la presidenza di Bush e Gorbaciov. L'Olp non partecipa. Membri della delegazione palestinese (scelti dall'Olp) rappresentano gli abitanti della Cisgiordania e di Gaza, senza la partecipazione dei palestinesi di Gerusalemme. Gli Stati arabi vengono rappresentati dai ministri degli Esteri. La delegazione di Israele è presieduta dal primo ministro Shamir e quella palestinese da Haidar Abdel Shafi.

1993 - Accordo di Oslo
Rappresentanti di Israele e dell'Olp danno avvio ad un accordo a Oslo, Norvegia, il 20 agosto, che viene pubblicamente annunciato dalle due parti il 29 dello stesso mese. È previsto il reciproco riconoscimento dell'Olp e del governo israeliano e la fissazione di un periodo transitorio che si dovrebbe concludere, entro il 4 maggio 1999, con il passaggio di tutto il territorio della Cisgiordania e della striscia di Gaza alle autorità palestinesi.

Rispettivamente il 9 e il 10 settembre, il leader dell'Olp Yasser Arafat e il primo ministro israeliano Yitzhak Rabin si scambiano lettere di mutuo riconoscimento. Nella sua lettera a Rabin, Arafat riconosce "il diritto dello Stato di Israele ad esistere in pace e sicurezza" e rinuncia "all'uso del terrorismo e di altri atti di violenza". Nella sua lettera, Rabin riconosce l'Olp come il rappresentante del popolo palestinese.

L'Olp e Israele siglano la Dichiarazione dei Principi sulla disposizione temporanea dell'autogoverno il 13 settembre a Washington, sotto gli auspici del presidente Bill Clinton. La famosa stretta di mano tra Yasser Arafat e Yitzhak Rabin ha luogo. La Dichiarazione prevede un periodo di transizione di cinque anni e l'elezione di un'Autorità palestinese. Le negoziazioni su Gerusalemme, i profughi e gli insediamenti dovranno iniziare non oltre il terzo anno. Lo scopo del processo è l'adempimento della risoluzione 242 (1967) del Consiglio di Sicurezza.

1994 - Protocollo di Parigi
Il 29 aprile, viene siglato a Parigi un Protocollo sulle relazioni economiche tra Israele e l'Olp. Il Protocollo assicura ai palestinesi una maggiore autonomia in materia doganale e monetaria e prevede la costruzione di passaggi protetti e l'apertura di un porto e di un aeroporto per i palestinesi. La sua applicazione riguarda tutti i territori occupati, ma dipende dall'applicazione dell'accordo politico siglato una settimana più tardi al Cairo.

L'Olp e Israele concludono l'accordo sulla striscia di Gaza e sull'area di Gerico il 4 maggio.

Il 29 agosto, l'Olp e Israele siglano l'accordo sul Preliminare Trasferimento di Poteri e Responsabilità.

Israele e Giordania siglano un Trattato di Pace il 26 ottobre.

1995 - Accordo Oslo II
L'Olp e Israele siglano l'accordo temporaneo (detto anche Oslo II) sulla Cisgiordania e la striscia di Gaza a Washington il 28 settembre. Tra le altre cose è prevista l'estensione del controllo palestinese e il ritiro parziale delle truppe israeliane dai Territori Occupati. L'articolo 40 dell'accordo, inoltre, prevede il riconoscimento da parte di Israele dei "diritti dei palestinesi sull'acqua in Cisgiordania".

1997 - Protocollo per Hebron
L'Autorità Palestinese e il governo d'Israele concludono il Protocollo concernente la ridistribuzione nella città di Hebron, il 17 gennaio. Accompagna il Protocollo una nota dal Segretariato di Stato degli Stati Uniti, che richiede il ritiro delle forze israeliane dall'ottanta per cento della città.

1998 - Accordo di Wye River
L'Accordo di Wye River viene siglato dal presidente Arafat e dal primo ministro Netanyahu durante la cerimonia alla Casa Bianca il 23 ottobre; il presidente Clinton e re Hussein fanno da testimoni. L'accordo, raggiunto dopo quasi dieci giorni di incontri al Wye Plantation Center nel Maryland, fornisce i presupposti necessari per giungere all'adempimento degli accordi temporanei siglati nel passato. Viene stipulato, tra l'altro, che l'Autorità palestinese deve recuperare in tre mesi il 13 per cento dei territori della Cisgiordania (di cui l'1 per cento in piena sovranità e il 12 per cento in sovranità divisa con Israele) in cambio di una maggior repressione da parte della polizia palestinese dei movimenti ostili alla pace. La Cia supervisiona il piano di "lotta contro il terrorismo".

1999 - Accordo di Sharm el-Sheikh
Il 4 settembre, Yasser Arafat e Ehoud Barak siglano l'accordo di Sharm el-Sheikh, il quale ridefinisce il calendario di applicazione degli accordi di Wye River per il ritiro delle armate israeliane, l'apertura di due "passaggi sicuri" tra la Striscia di Gaza e la Cisgiordania, la liberazione dei prigionieri e l'accordo definitivo sulle questioni rimaste in sospeso, che deve essere concluso entro il 13 settembre 2000. Il controllo esclusivo israeliano sulla Cisgiordania, inoltre, deve essere portato dal 72 per cento al 59 per cento, passando all'Autorità palestinese il controllo dell'11 per cento.

2000 - Camp David
Tra l'11 e il 24 luglio si è tenuto a Camp David un incontro tra il presidente americano Bill Clinton, il primo ministro israeliano Ehud Barak e il presidente dell'Autorità palestinese Yasser Arafat. L'obiettivo era di arrivare ad un accordo sullo status finale dei territori palestinesi occupati da Israele nel giugno 1967. Fra le questioni da risolvere vi erano lo status finale delle frontiere, Gerusalemme, il diritto al ritorno dei profughi palestinesi e le risorse idriche. Si sono verificate numerose divergenze nelle posizioni palestinese e israeliana, in special modo su Gerusalemme, che hanno impedito la conclusione di un accordo di pace.


Grandinotizie.it/12 aprile 2002

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