Dossier Palestina
Il punto
News
Scenario
I fatti, i perché
Protagonisti dossier
Hanno detto
Dall'A alla Z
Curiosità e numeri
Libri e film
Glossario dossier
Rassegna stampa
Link
 
 
Home
  Ultim'ora - Dossier - Dall'A alla Z - Protagonisti - Hanno detto - Sondaggi   <<back
 
   
 
 Indice dossier
 Tutti gli articoli
 Acqua Santa
 Le risorse idriche
 Scenario
 Pace impossibile
 Intervista
 Silvestri: la forza di David
 La storia
 Un conflitto infinito
 I trattati
 I tentativi di un accordo
 War games
 Le guerre dal '48
Territori
Gerusalemme
Retroscena e curiosità dai Territori
Accade in Oriente
Dal sito web ai fax alla kefia: i segreti della Palestina

02 5612222, 00972 per chi chiama da fuori Israele. Non è uno scherzo blasfemo, è un numero di fax messo a disposizione dalla compagnia telefonica nazionale israeliana per tutti i fedeli che vogliano far recapitare una preghiera al Muro del Pianto e che non possono consegnarla personalmente. Gli addetti al servizio promettono di infilare i foglietti nelle fessure del Muro, come prevede la tradizione e come ha fatto anche Giovanni Paolo II durante il suo viaggio in Terra Santa. Il servizio, attivo da sei anni, è gratuito. L'unico costo che deve sostenere chi chiama è quello della telefonata. I messaggi arrivano ormai da ogni parte del mondo e non soltanto da fedeli di religione ebraica; anzi, tra la sorpresa generale, sono arrivati anche messaggi in arabo che auspicano la pace. Negli ultimi tempi, con la nuova Intifada, la maggior parte delle lettere prega per la pace o per la sicurezza propria e dei propri familiari. Finora gli ultraortodossi non hanno protestato ufficialmente, bisogna vedere se taceranno anche di fronte all'ultima novità della tecnologia messa al servizio della fede: un sito web (www.kotelkam.com) che permette di visitare virtualmente il Muro del Pianto e di lasciare una preghiera via e-mail.


Un calcio alla guerra
Arafat e Peres per una volta nella stessa squadra

Il 25 maggio 2000 Yasser Arafat e l'ex primo ministro israeliano Shimon Peres hanno assistito insieme alla partita del cuore per la pace, allo stadio Olimpico di Roma. Non è mancato un attimo di tensione, quando nella curva sud dello stadio è apparso uno striscione inneggiante alla "resistenza araba". Per la cronaca, la selezione mista israelo-palestinese delle "Stelle per la pace" ha battuto per 6-5 la nazionale cantanti, anche grazie alla rivelazione Michael Schumacher, ottimo uomo-assist per le due stelle Toubi e Attar.


Così iniziò la rivolta
L'intifada: come scrollarsi di dosso l'occupazione israeliana

La scintilla che fece scoppiare la prima "Intifada" fu l'8 dicembre 1987, quando un camioncino con un gruppo di pendolari residenti nel campo profughi di Jabalia (uno dei più poveri nella striscia di Gaza) si scontrò con un gippone israeliano a sud della cittadina di Asquelon. Il giorno dopo i funerali delle vittime divennero un'adunata di folla inneggiante alla vendetta. Furono attaccati i piccoli distaccamenti di militari israeliani nella zona. Nasceva così il termine "Intifada", che in arabo significa "scrollarsi di dosso": ci si voleva liberare del peso dell'occupazione, ma il prezzo pagato fu altissimo. Il numero delle vittime di quel primo giorno di scontri resta un mistero. Il grande ospedale "Shifah" a Gaza ne segnalava una trentina. Le fonti militari israeliane si fermavano a sei. L'allora premier conservatore Ytzhak Shamir continuò a imputare ai giornali le responsabilità delle violenze. "Più se ne parla e più sono alimentate. Finiranno presto", ripeteva alle conferenze stampa.


Www.palestina.ps
Su Internet la Palestina è già uno stato indipendente

In coincidenza con la visita del Papa a Betlemme (22 marzo 2000), dagli Stati Uniti è arrivato il via libera alla creazione di un nuovo dominio internet, che va ad aggiungersi agli oltre duecento già esistenti, per lo più appartenenti a stati indipendenti. I siti internet palestinesi d'ora in poi potranno utilizzare il suffisso "ps". Molte le proteste del governo israeliano, che, ovviamente, vede con preoccupazione ogni gesto che significhi il riconoscimento dello Stato palestinese.


Arafat torna soldato
Quando il leader palestinese imbracciò di nuovo il mitra

Nel mese di dicembre un gruppo di coloni ebraici ha bloccato l'auto che trasportava Arafat da Gaza all'aeroporto. Per più di un'ora il leader palestinese si è visto circondato e temendo per la sua incolumità, si è fatto dare dagli uomini della scorta una rivoltella ed un mitra. Una volta riuscito a raggiungere la sua casa in riva al Mediterraneo, Arafat è sceso dalla sua auto e ha sfilato davanti al picchetto d'onore con ancora il mitra a tracolla: non accadeva da circa un decennio, dai tempi dell'esilio a Tunisi.


L'accusa di Amnesty
In Palestina violati i diritti umani

Nell'area dei Territori passati sotto la giurisdizione palestinese è in vigore la pena di morte. Le condanne devono essere ratificate dal presidente Arafat. Dal 1994 ne sono già state eseguite 23. Tutte impiccagioni, tranne due, nell'agosto 1998, che sono state eseguite tramite fucilazione ed un'altra nel febbraio 1999, quando un uomo accusato di aver stuprato un bambino di 6 anni è stato fucilato il giorno dopo essere stato arrestato.


Il crollo del turismo
L'economia nei Territori è sempre più in crisi

Tel Aviv, Haifa, Betlemme, Nazaret, perfino Gerusalemme, luoghi che solitamente sono affollati di turisti, in questi ultimi mesi sono deserti. Si incontrano raramente piccoli gruppi di visitatori, per lo più americani e giapponesi. Il turismo è una delle risorse principali del paese e questo crollo non giova certo all'economia, soprattutto a quella palestinese già molto penalizzata. L'80 per cento dei dipendenti degli alberghi, dei ristoranti, dei pub, dei negozi e dei mezzi di trasporto è palestinese, ma se non ci sono turisti, sono servizi che servono a ben poco.


David nell'Uefa
Nel calcio Israele entra in Europa

Per ragioni di sicurezza le squadre di calcio israeliane giocano nelle competizioni organizzate dalla Uefa (la federazione calcistica europea) evitando così pericolosi contatti con le squadre arabe della regione mediorientale. Ecco le dodici squadre d'Israele iscritte:
Beitar Jerusalem (Jerusalem), Bnei Yehuda Tel-Aviv (Tel-Aviv), Fc Ashdod (Ashdod), Hapoel Haifa (Haifa), Hapoel Ironi Rishon (Rishon Le-Zion), Hapoel Petach-Tikva (Petach-Tikva), Hapoel Tel-Aviv (Tel-Aviv), Hapoel Zafririm Holon (Holon), Maccabi Haifa (Haifa), Maccabi Netanya (Netanya), Maccabi Petach-Tikva (Petach-Tikva), Maccabi Tel-Aviv (Tel-Aviv).


La kefia di Arafat
Lo strano "cappello" del leader palestinese

Arafat porta sempre sul capo la kefiyyah (kefia), un panno di tela, di solito a disegni geometrici, che gli uomini delle diverse popolazioni arabe indossano in varia maniera, spesso trattenuto da un doppio cordone che chiudono a cerchio.


Grandinotizie.it/15 aprile 2001 ore 19

inizio pagina
Ultim'ora - Dossier - Dall'A alla Z - Protagonisti - Hanno detto - Sondaggi   <<back