|
02 5612222, 00972
per chi chiama da fuori Israele. Non è uno scherzo blasfemo, è
un numero di fax messo a disposizione dalla compagnia telefonica
nazionale israeliana per tutti i fedeli che vogliano far recapitare
una preghiera al Muro del Pianto e che non possono consegnarla
personalmente. Gli addetti al servizio promettono di infilare
i foglietti nelle fessure del Muro, come prevede la tradizione
e come ha fatto anche Giovanni Paolo II durante il suo viaggio
in Terra Santa. Il servizio, attivo da sei anni, è gratuito. L'unico
costo che deve sostenere chi chiama è quello della telefonata.
I messaggi arrivano ormai da ogni parte del mondo e non soltanto
da fedeli di religione ebraica; anzi, tra la sorpresa generale,
sono arrivati anche messaggi in arabo che auspicano la pace. Negli
ultimi tempi, con la nuova Intifada, la maggior parte delle lettere
prega per la pace o per la sicurezza propria e dei propri familiari.
Finora gli ultraortodossi non hanno protestato ufficialmente,
bisogna vedere se taceranno anche di fronte all'ultima novità
della tecnologia messa al servizio della fede: un sito web (www.kotelkam.com)
che permette di visitare virtualmente il Muro del Pianto e di
lasciare una preghiera via e-mail.
Un calcio alla guerra
Arafat e Peres per una volta nella stessa squadra
Il 25 maggio 2000 Yasser Arafat e l'ex primo ministro israeliano
Shimon Peres hanno assistito insieme alla partita del cuore per
la pace, allo stadio Olimpico di Roma. Non è mancato un attimo
di tensione, quando nella curva sud dello stadio è apparso uno
striscione inneggiante alla "resistenza araba". Per la cronaca,
la selezione mista israelo-palestinese delle "Stelle per la pace"
ha battuto per 6-5 la nazionale cantanti, anche grazie alla rivelazione
Michael Schumacher, ottimo uomo-assist per le due stelle Toubi
e Attar.
Così iniziò la rivolta
L'intifada: come scrollarsi di dosso l'occupazione israeliana
La scintilla che fece scoppiare la prima "Intifada" fu l'8 dicembre
1987, quando un camioncino con un gruppo di pendolari residenti
nel campo profughi di Jabalia (uno dei più poveri nella striscia
di Gaza) si scontrò con un gippone israeliano a sud della cittadina
di Asquelon. Il giorno dopo i funerali delle vittime divennero
un'adunata di folla inneggiante alla vendetta. Furono attaccati
i piccoli distaccamenti di militari israeliani nella zona. Nasceva
così il termine "Intifada", che in arabo significa "scrollarsi
di dosso": ci si voleva liberare del peso dell'occupazione, ma
il prezzo pagato fu altissimo. Il numero delle vittime di quel
primo giorno di scontri resta un mistero. Il grande ospedale "Shifah"
a Gaza ne segnalava una trentina. Le fonti militari israeliane
si fermavano a sei. L'allora premier conservatore Ytzhak Shamir
continuò a imputare ai giornali le responsabilità delle violenze.
"Più se ne parla e più sono alimentate. Finiranno presto", ripeteva
alle conferenze stampa.
Www.palestina.ps
Su Internet la Palestina è già uno stato indipendente
In coincidenza con la visita del Papa a Betlemme (22 marzo 2000),
dagli Stati Uniti è arrivato il via libera alla creazione di un
nuovo dominio internet, che va ad aggiungersi agli oltre duecento
già esistenti, per lo più appartenenti a stati indipendenti. I
siti internet palestinesi d'ora in poi potranno utilizzare il
suffisso "ps". Molte le proteste del governo israeliano, che,
ovviamente, vede con preoccupazione ogni gesto che significhi
il riconoscimento dello Stato palestinese.
Arafat torna soldato
Quando il leader palestinese imbracciò di nuovo il mitra
Nel mese di dicembre un gruppo di coloni ebraici ha bloccato l'auto
che trasportava Arafat da Gaza all'aeroporto. Per più di un'ora
il leader palestinese si è visto circondato e temendo per la sua
incolumità, si è fatto dare dagli uomini della scorta una rivoltella
ed un mitra. Una volta riuscito a raggiungere la sua casa in riva
al Mediterraneo, Arafat è sceso dalla sua auto e ha sfilato davanti
al picchetto d'onore con ancora il mitra a tracolla: non accadeva
da circa un decennio, dai tempi dell'esilio a Tunisi.
L'accusa di Amnesty
In Palestina violati i diritti umani
Nell'area dei Territori passati sotto la giurisdizione palestinese
è in vigore la pena di morte. Le condanne devono essere ratificate
dal presidente Arafat. Dal 1994 ne sono già state eseguite 23.
Tutte impiccagioni, tranne due, nell'agosto 1998, che sono state
eseguite tramite fucilazione ed un'altra nel febbraio 1999, quando
un uomo accusato di aver stuprato un bambino di 6 anni è stato
fucilato il giorno dopo essere stato arrestato.
Il crollo del turismo
L'economia nei Territori è sempre più in crisi
Tel Aviv, Haifa, Betlemme, Nazaret, perfino Gerusalemme, luoghi
che solitamente sono affollati di turisti, in questi ultimi mesi
sono deserti. Si incontrano raramente piccoli gruppi di visitatori,
per lo più americani e giapponesi. Il turismo è una delle risorse
principali del paese e questo crollo non giova certo all'economia,
soprattutto a quella palestinese già molto penalizzata. L'80 per
cento dei dipendenti degli alberghi, dei ristoranti, dei pub,
dei negozi e dei mezzi di trasporto è palestinese, ma se non ci
sono turisti, sono servizi che servono a ben poco.
David nell'Uefa
Nel calcio Israele entra in Europa
Per ragioni di sicurezza le squadre di calcio israeliane giocano
nelle competizioni organizzate dalla Uefa (la federazione calcistica
europea) evitando così pericolosi contatti con le squadre arabe
della regione mediorientale. Ecco le dodici squadre d'Israele
iscritte:
Beitar Jerusalem (Jerusalem), Bnei Yehuda Tel-Aviv (Tel-Aviv),
Fc Ashdod (Ashdod), Hapoel Haifa (Haifa), Hapoel Ironi Rishon
(Rishon Le-Zion), Hapoel Petach-Tikva (Petach-Tikva), Hapoel Tel-Aviv
(Tel-Aviv), Hapoel Zafririm Holon (Holon), Maccabi Haifa (Haifa),
Maccabi Netanya (Netanya), Maccabi Petach-Tikva (Petach-Tikva),
Maccabi Tel-Aviv (Tel-Aviv).
La kefia di Arafat
Lo strano "cappello" del leader palestinese
Arafat porta sempre sul capo la kefiyyah (kefia), un panno di
tela, di solito a disegni geometrici, che gli uomini delle diverse
popolazioni arabe indossano in varia maniera, spesso trattenuto
da un doppio cordone che chiudono a cerchio.
Grandinotizie.it/15 aprile 2001 ore 19
|