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Arafat: nel 1993 ha portato il popolo palestinese ad un passo dalla terra promessa. Per il mondo è stato un terrorista prima e un uomo di pace poi. Nel 1993 arriva all'accordo con Israele e si gudagna un Premio Nobel. I maligni sostengono che a questo punto il vecchio leone comincia ad apprezzare gli onori e le comodità della vita da capo di Stato e perde il contatto con la realtà del suo popolo. Sta di fatto che i palestinesi continuano a non avere uno Stato e quando nel 2000 esplode la Nuova Intifada, Arafat dimostra di non controllare quasi più nulla. Ma rimane l'unico vero leader politico palestinese. Dopo l'11 settembre 2001 Sharon lo paragona ad Osama Bin Laden e lo accusa di complicità con il terrorismo. Ma Yasser condanna immediatamente l'attacco agli Usa, evitando di ripetere l'errore commesso nel 1991, quando si schierò con Saddam Hussein. Con i missili israeliani sugli uffici dell'Autorità Nazionale Palestinese (3 dicembre 2001) si torna di fatto ad una situazione pre Oslo: Arafat braccato dagli israeliani costretto a rimanere lontano dalla Palestina. Ma se viene ucciso, chi rappresenterà i palestinesi?
B Barak: premier laburista israeliano dal 1999 al 2001,
ha incarnato le speranze delle "colombe" dopo i discussi anni
di Netanyahu. Rimane il leader israeliano che ha concesso di più
ai palestinesi.
B Bush: Appena insediatosi alla Casa Bianca dimostra disinteresse nei confronti del Medio Oriente. Dopo l'11 settembre è costretto a rivedere i suoi progetti di una politca estera soft. Si dichiara favorevole alla creazione di uno Stato palestinese suscitando le ire di Sharon. Le missioni diplomatiche che invia in Medio Oriente falliscono tutte. Quando Sharon attacca l'Anp, Bush dichiara che "Israele ha il diritto di difendersi dal terrorismo".
C Coloni: la spina nel fianco del processo di pace. Continuano a costruire case nei Territori Occupati e a rivendicare come loro quella terra. Non disdegnano il ricorso alla violenza per sostenere le loro ragioni.
D Diaspora: la Palestina appartiene esclusivamente agli
ebrei fino al 70 d.C., anno in cui i romani distruggono Gerusalemme
e li costringono a disperdersi nel mondo.
E Elezioni: il 6 febbraio 2001 Israele ha eletto premier
Ariel Sharon con il 62,5 per cento delle preferenze. Astensionismo
record: ha votato soltanto il 62 per cento degli aventi diritto.
F Falascia: si chiamano così gli ebrei dell'Etiopia, arrivati
a migliaia in Israele negli anni Ottanta. Spesso sono arroccati
su posizione intransigenti.
G Gerusalemme: città simbolo per le tre religioni monoteiste.
E' la questione intorno alla quale naufraga da sempre ogni tentativo
d'accordo e sembra impossibile arrivare ad un compromesso.
G Guerra: se non è guerra questa allora dovremmo capire cosa si intende per pace. Kamikaze a ripetizione nei centri abitati, rappresaglie con lanci di missili su edifici civili, Arafat costretto alla fuga. Uno scenario cupo, più simile a quello delle guerre tra Israele e Paesi arabi (l'ultima nel 1973) che all'Intifada degli anni Ottanta.
H Hamas: l'ala oltranzista del movimento di liberazione palestinese. Ha ormai conquistato l'egemonia tra i giovani, in aperta contrapposizione con l'Olp di Arafat, colpevole di scendere a patti con gli odiati israeliani. Nell'autunno 2001 scatena una campagna di terrore nelle principali città israeliane con azioni kamikaze. Arafat prova a fermare Hamas arrestandone uno dei leader più famosi, lo sceicco Ahmed Yassin. Tutto inutile: la rappresaglia di Sharon colpisce soprattutto l'Anp.
I Italia: a dispetto della collocazione "atlantica", ha
sempre sostenuto una politica filo-palestinese. Ufficialmente
equidistante, è sicuramente più amata da Arafat che da Israele.
Ora con Ruggiero tenta una mediazione difficilissima.
J Jahvé: il dio del popolo ebraico. Per gli ebrei ortodossi,
rinunciare anche solo ad una parte della terra assegnata, equivale
ad un peccato contro di lui.
K Kefiah: copricapo simbolo dei palestinesi. Feticcio della
sinistra antagonista di tutta Europa, recentemente in voga anche
presso la destra antisionista.
L Libano: la guerra civile tra musulmani e cristiani è
stata la palude in cui ha rischiato di incagliarsi tutto il processo
di pace mediorientale. Le truppe israeliane si sono ritirate dal
Libano nella primavera del 2000. Con lo scoppio della nuova Intifada,
qualche osservatore ha parlato di "libanizzazione" della Palestina.
M Mubarak: presidente dell'Egitto dal 1981. Filo occidentale,
mediatore nella questione mediorientale, odiato dagli integralisti
musulmani che hanno più volte tentato di ucciderlo. C'è chi sostiene
che l'attuale instabilità in Palestina giochi a suo favore perché
lo rende un alleato insostituibile per gli Usa.
N Nobel: quello per la pace venne assegnato nel 1993 ad
Arafat, Rabin e Peres per l'accordo di Oslo. Oggi quel premio
sembra un lontano ricordo.
O Olocausto: il genocidio di sei milioni di ebrei è la
più grande tragedia della storia dell'umanità. La costituzione
dello Stato d'Israele è il tentativo della comunità internazionale
di risarcire moralmente gli ebrei di tutto il mondo per quella
vergogna.
O Osama Bin Laden: non ha fatto un bel regalo ai palestinesi con il suo attacco agli Stati Uniti. Dopo l'11 settembre Sharon si è sentito "finalmente compreso" dall'alleato americano. Hamas e altre formazioni radicali guardano con simpatia allo sceicco saudita. Ma sarebbe sbagliato presentare Osama come un paladino della causa palestinese. Bin Laden è interessato alla lotta per il potere nella sua Arabia Saudita e, da buon wahabita, è molto sensibile alla causa cecena. Infatti la sua Al Qaeda non ha messo (finora) radici in Terra Santa. Certo, nei suoi proclami c'è sempre spazio per qualche accusa ad Israele. Ma i suoi obiettivi sono altri e molti palestinesi lo hanno capito benissimo. E poi c'è, di fondo, l'antica rivalità tra hashemiti e wahabiti...Osama sfrutta la sofferenza dei palestinesi, ma non sarà mai "uno di loro".
P Pietre: il simbolo dell'Intifada, vecchia e nuova. Quando
la tensione sale, in Palestina piovono pietre.
Q Quarantotto: il 14 maggio 1948 viene proclamato lo Stato
d'Israele. Subito dopo scoppia la prima guerra, proclamata dagli
stati arabi che non accettano "l'invasione".
R Russi: con la fine dell'Urss l'immigrazione massiccia
di ebrei russi sconvolge l'assetto socio-politico di Israele.
Tra i coloni sono uno dei gruppi più forti. Hanno anche un loro
partito, ostile al dialogo coi palestinesi.
S Sharon: il vecchietto terribile (72 anni) della destra israeliana ha stravinto le elezioni del febbraio 2001 proponendosi come "uomo di sicurezza". All'inizio ha governato con cautela, realizzando un governo di unità nazionale aperto ai laburisti. Poi, poco alla volta, ha recitato in pieno il ruolo del falco. Arrivando all'inimmaginabile: missili contro gli uffici di Arafat.
T Trattato di Oslo: nel 1993 è il momento di riconoscimento
reciproco tra Israeliani e Palestinesi. Da lì si riparte per ogni
trattativa.
U Uefa: Israele iscrive la propria nazionale e i propri
club nella confederazione calcistica europea per evitare trasferte
nei Paesi arabi, temendo per la sicurezza dei giocatori.
V Vaticano: con Wojtyla si è arrivato al riconoscimento
di Israele, ma il Vaticano è sempre stato molto vicino alla causa
palestinese. Ultimamente ha cercato di svolgere opera di mediazione.
W West bank: o Cisgiordania. Sotto giurisdizione israeliana,
a parte Gerico, amministrata dall'Autorità Palestinese. Il piano
di pace di Clinton l'assegna completamente alla Palestina.
Y Yehoshua: Abraham, forse il più grande scrittore israeliano.
Su posizioni di equidistanza e di ricerca del dialogo, è intervenuto
spesso anche sui quotidiani italiani per commentare la situazione
in Medio Oriente.
Z Zero: l'introduzione del concetto matematico dello zero
è il più noto contributo arabo alla cultura occidentale, ma anche
il punto a cui è arrivato il processo di pace.
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