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Wojtyla
prega per il genocidio del popolo armeno e conclude, in questa
settimana, un viaggio tra i dolori e le tragedie della storia.
La stampa interpreta le dichiarazioni del Vaticano sull'autodifesa
dal terrorismo come luce verde all'attacco armato degli
Usa. Arrivano i chiarimenti del portavoce Joaquin Navarro-Valls.
Si apre il decimo sinodo dei Vescovi.
Sul Mattino 25 Joaquin Navarro-Valls ha espresso la posizione
del Vaticano in merito ad una possibile risposta armata da parte
degli Stati Uniti e dei suoi alleati contro i presunti mandanti
degli attentati dell'11 settembre. "È certo che se qualcuno
ha fatto un grave danno alla società e vi è pericolo che se resta
libero possa colpire ancora - ha detto il portavoce vaticano
- si ha il diritto di organizzare l'autodifesa anche se si
scelgono mezzi che possono essere aggressivi". Parole, queste,
che generano uno stupore diffuso tra tutti i mezzi di informazione.
Intanto, continuano gli appelli alla pace.
Sul Messaggero del 26 in riferimento alla lotta al terrorismo,
il cardinale Walter Kasher, responsabile per l'ecumenismo,
"ha scongiurato che si compia un bagno di sangue nell'Afghanistan,
si è detto d'accordo che bisogna bloccare i terroristi perché
non proseguano con i loro crimini, aggiungendo che bisogna
intervenire altrimenti diventiamo tutti loro ostaggi". L'arcivescovo
Leonardo Sandri dice: "Il Papa rispetta l'Islam e si
pone sul piano della pace che è un bene supremo".
Su Repubblica del 27 il Papa implora: "Ascolta o Signore
l'invocazione dei morti dagli abissi, ascolta il grido del sangue
innocente. O Giudice dei vivi e dei morti abbi pietà di noi.
Davanti alla fiamma eterna del memoriale di Tzitzernagaberd il
vecchio pontefice di Roma prega per le vittime del genocidio armeno.
Ricorda le parole di Benedetto XV in difesa del popolo
armeno condotto alla soglia dell'annientamento. S'interroga
sul demone del male sempre pronto a risorgere: Profondamente
turbati dalla terribile violenza inflitta al popolo armeno
- esclama - ci chiediamo con sgomento come il mondo possa ancora
conoscere aberrazioni tanto disumane. Il patriarca Karekin
II domina a fatica la commozione, piangono i chierici, singhiozzano
molti dei presenti. Charles Aznavour, chiamato a cantare
l'Ave Maria di Gounod, regge il microfono con la mano scossa dall'emozione".
Sul Corriere della Sera di venerdì 27 il cardinale
ritorna a parlare di islam e guerra, dicendo:"Dobbiamo impedire
l'ipotesi drammatica di uno scontro di civiltà. Talvolta se ne
parla come fosse inevitabile, ma è evitabile e deve essere evitato".
Sulla Stampa del 28 il portavoce della Santa Sede "corregge
i toni dell'intervista di qualche giorno fa che provocò stupore
e reazioni; in particolare perché veniva subito dopo una dichiarazione,
di mano del Papa, molto meno interventista. Ieri a Etchmiadzin,
il Vaticano armeno, durante l'ultima messa di Giovanni Paolo
II in questa terra, Joaquin Navarro ha spiegato: Chi
vede il Papa pacifista a oltranza o interventista si sbaglia.
Il Papa ha voluto sottolineare che queste azioni che si stanno
preparando non devono essere un confronto con l'Islam. Non solo
non devono esserlo, ma non lo sono". Per quanto riguarda le
affermazioni sulla legittima difesa che la stampa ha interpretato
come un appoggio della Chiesa alla risposta armata, così replica
il portavoce del Vaticano "Questa è una semplificazione ingiustificata,
perché equivarrebbe a dire: fate quello che vi pare, ma non è
così. Perché i principi dell'etica della legittima difesa tengono
conto di vari elementi, fra cui quello della proporzionalità della
risposta, e della perdita di vite innocenti. La legittima difesa
in nessun modo giustifica i titoli fatti dalla televisione, dalle
radio e dai giornali come una luce verde per un attacco,
perché per altro non si tratta di un attacco ma di prevenzione
attiva contro una minaccia che già si è manifestata nell'orrore
di due settimane fa e che potrebbe ripetersi".
SuAvvenire del 29 spazio al decimo Sinodo dei Vescovi che
si apre il domenica 30 e terminerà il 27 ottobre. L'assemblea
ordinaria è "particolarmente importante non solo per il ruolo
che il vescovo ha nella Chiesa come pure nella società, ma anche
perché si svolge all'alba del nuovo millennio. Sarà inevitabile
infatti interrogarsi, tra l'altro, su quali sentieri stia camminando
l'umanità e verso quali traguardi sia diretta, al fine di contribuire
al farsi della storia con la forza del Vangelo. Punto di riferimento
principale dei lavori sinodali sarà - come ha già rilevato il
Santo Padre - il Concilio Vaticano II nei cui testi è ampiamente
illustrata la missione dei Vescovi".
Il tema, come si legge sul Corriere della Sera del 30 è
stato scelto dal Papa ed è "così formulato: Il vescovo servitore
del Vangelo di Gesù Cristo per la speranza del mondo. Dallo
strumento di lavoro - una specie di traccia per il dibattito,
messa insieme consultando gli episcopati nazionali - si intravede
un vescovo che sarà insieme più alla mano e più apostolo: più
accessibile e più capace di parlare ai lontani. Insomma, un vescovo
sul modello di Papa Wojtyla: va in montagna a sciare e
scherza con i giovani; ma è anche l'apostolo del mondo e visita
sinagoghe e moschee. Dunque, maggiore vicinanza dei vescovi alla
base e più slancio verso l'esterno".
Intanto, il Papa ha lasciato la residenza estiva di Castelgandolfo.
Sul Messaggero di domenica si legge "Il sindaco di Castelgandolfo,
Maurizio Colacchi, accompagnato dai dodici componenti del
Consiglio comunale, si è recato in mattinata nel palazzo pontificio
per porgere, come è consuetudine, a Giovanni Paolo II il saluto
di commiato dell'intera cittadina. In un breve discorso il sindaco
ha ricordato come la permanenza del Santo Padre a Castelgandolfo,
motivo di gioia per tutti i cittadini, sia stata turbata dalla
grande tragedia che ha colpito gli Stati Uniti d'America e che
rischia di innescare reazioni a catena di portata incalcolabile.
Maurizio Colacchi ha inoltre espresso al Pontefice, a nome del
popolo castellano, la profonda ammirazione, la sincera solidarietà
ed il grande affetto che ciascuno di noi nutre nei suoi confronti.
Cinzia Bianchino/grandinotizie.it/30 settembre
2001
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