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"Cosa significa
essere cristiani e seguaci di Cristo all'inizio del XXI secolo,
in un mondo profondamente cambiato dopo le grandi trasformazioni
tecnologiche e di costume, che hanno introdotto nelle persone
un modo nuovo di comportarsi e di relazionarsi? È questo - scrive
su il Nuovo (21 maggio) Alceste Santini - l'interrogativo
a cui gli oltre 160 cardinali dei cinque continenti, su 183, sono
chiamati a rispondere perché convocati dal Papa in un Concistoro
straordinario in Vaticano per confrontarsi sul tema: "Prospettive
della Chiesa per il terzo millennio".
"E' significativo - commenta Santini - che Papa Wojtyla abbia
richiamato all'Angelus di domenica "la spinta apostolica del Cenacolo
e del primo Concilio di Gerusalemme che aprì la Chiesa ai pagani
"per indicare che "così occorre fare anche in questo Concistoro".
"La prima sessione del Concistoro straordinario - registra il
22 maggio Marco Politi su La Repubblica - ha mostrato
la grande voglia di partecipazione da cui sono animati questi
senatori della Chiesa cattolica, che per la più parte dirigono
diocesi in ogni angolo del pianeta. Con una sua iniziativa Wojtyla
è riuscito a dare loro la carica".
Nelle sessioni successive emerge con chiarezza che uno dei temi
che stanno a cuore alla maggioranza dei cardinali è la collegialità.
"Il cardinale di Londra Murphy O'Connor - riporta Luigi
Accattoli sul Corriere della Sera (23 maggio) ha chiesto
"un riesame serio del metodo di lavoro dei Sinodi" perché l'attuale
"non è adeguato" alle esigenze della collegialità, che ha riassunto
con la formula: "Mai Pietro senza gli undici (gli altri
apostoli, ndr) mai gli undici senza Pietro". E in un intervista
sul quotidiano di via Solferino parla di collegialità anche Godfried
Dannels. Il cardinale belga esalta l'importanza del dialogo
e dello scambio di opinioni: "E stata una sorpresa che ci ha fatto
il Papa. essere convocati a dire la nostra su tante questioni.
Le opinioni sono state dette per quanto è possibile in tre giorni.
Ma è stato solo un piccolo passo verso l'impresa che ci è davanti
e che è quella di realizzare un'articolazione più efficace tra
quattro elementi: la Curia romana, le conferenze dei vescovi,
i Sinodi e il Concistoro dei cardinali".
Oltre alla importanza delle questioni che papa Wojtyla ha posto
dinnanzi ai sui "principi", la curiosità con cui il mondo ha guardato
a questo Concistoro si spiega con le attese circa i frutti che
l'autunno del pontificato wojtyliano può portare alla Chiesa cattolica
e lasciare in eredità al suo successore.
Alcuni intravedono nella sorprendente convocazione del Senato
ecclesiastico la volontà del Pontefice di osservare da vicino
i candidati alla sua successione
"Il futuro Papa è arrivato ieri a Roma mescolato agli altri cardinali
- scrive il 21 maggio Marco Politi su La Repubblica
-. Parla un paio di lingue, conosce bene i problemi del Terzo
mondo e la crisi della fede in Occidente, è favorevole a moderate
riforme senza rompere con i tradizionalisti. E' visibile ma non
porta sul bavero nessuna etichetta. Come un gioco di specchi può
essere tutti o nessuno.....E' un'idea geniale di Karol Wojtyla
- osserva - l'aver convocato una riunione straordinaria di coloro
che dovranno eleggere il suo successore. In altre epoche papi
regnanti hanno tentato di piazzare in pole position il proprio
favorito, ma nessuno aveva concepito l'idea di chiamare tutti
gli elettori ad una libera discussione. Invece Wojtyla ha guardato
più in là, ha voluto che elettori e candidati in incognito si
affrontino parlando liberamente della piattaforma del pontificato
successivo".
"Papa Wojtyla - scrive su Il Mattino Franco Cardini
- sa bene di essere alla fine del suo entrato nella fase conclusiva
del suo pontificato e della sua esistenza terrena. È una fase
che potrebbe ancora durare a lungo, ma è ovvio che il Pontefice
si stia preparando, e non da ieri, ad abbandonare il trono e la
vita. Vuol farlo nel migliore e nel più opportuno dei modi: per
se stesso e per la Chiesa.....A noi questo Concistoro suggerisce
quasi l'immagine di un Conclave celebrato in presenza di un pontefice".
Il Sole 24 Ore (25 maggio) titola addirittura "Il Concistoro
della "successione"". Scrive Giancarlo Zizola: "L'impressione
è che il Concistoro...è servito a mettere sui binari la preparazione
della successione, a far conoscere personalità nuove e a favorire
la formazione degli schieramenti. Per la prima volta un papa ha
potuto intervenire nel dibattito sulla propria successione".
"Era un suo desiderio", ricorda Zizola: ""Come sarebbe bello per
un papa poter assistere alla sua successione", aveva detto una
volta Wojtyla".
Sul Corsera del 25 maggio anche Luigi Accattoli lega
la questione della successione alla riforma della Chiesa Cattolica.
"Poco importa se la riforma la farà questo Papa o il suo successore.
Ora - a Concistoro concluso - sappiamo che si farà. Tra i cardinali
che l'hanno sollecitata, ve ne sono di tutti gli orientamenti.
Certo vi sono i Kasper, i Lorscheider, i Martini,
i Murphy-O'Connor e i Silvestrini, che sono - o
potrebbero essere - favorevoli addirittura alla convocazione di
un nuovo Concilio, ma vi sono anche i Danneels, i Law,
i Maradiaga e i Poupard che all'ipotesi di un nuovo
Concilio sono contrari. Forse questo Concistoro ha fornito un
elemento utile ad aggiornare la tipologia dei "papabili": andranno
cercati tra i cardinali che vogliono più collegialità, ma non
si avventurano a sognare un nuovo Concilio".
Grande esclusa dai lavori dell'assemblea cardinalizia è stata
la stampa.
Lo denuncia anche il cardinale Ersilio Tonini: "Come prima
cosa nel mio intervento dirò: Che peccato che i media non possano
seguire direttamente il nostro stare insieme, perché vedrebbero
quant'è bello questo ritrovarci". (La Stampa - 24 maggio)
"E' stato il Concistoro meglio riuscito all'interno e peggio comunicato
all'esterno, tra i sei tenuti fino a oggi - scrive ancora Accattoli
(Corsera - 25 maggio) -. Forse il black out informativo
è dovuto al fatto che c'erano all'ordine del giorno questioni
di governo e di riforma. Come ha denunciato il cardinale Danneels,
la "cultura del dibattito" non ha ancora piena cittadinanza nella
Chiesa".
Grandinotizie.it/ 28 maggio 2001 ore 15:04
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