Dossier Wojtyla
Il punto
News
Scenario
I fatti, i perché
Protagonisti dossier
Hanno detto
Dall'A alla Z
Curiosità e numeri
Libri e film
Glossario dossier
Rassegna stampa
Link
 
 
Home
 Ultim'ora - Dossier - Dall'A alla Z - Protagonisti - Hanno detto - Sondaggi   <<back
 
 
 
 Indice dossier
 Tutti gli articoli
 Esclusivo
 Le stanze del Papa
 Indiscreto
 I papabili
 Retroscena
 Amici e nemici di Wojtyla
 Scenario
 La successione
 La vita
 Il prete polacco
 Il pensiero
 Le tredici encicliche
Armenia, ultima tappa
Finché c'è il Papa…
Lavora per l'unione dei cristiani e scongiura gli attacchi

Forse la teoria non è del tutto campata in aria. Il quotidiano armeno Arabot è convinto che la presenza del Pontefice in luoghi così vicini alle zone considerate possibili obiettivi dell'attacco Usa - l'Afghanistan ad esempio - abbia fatto slittare l'offensiva americana. "Forse dovremmo cercare di trattenere il Papa il più a lungo possibile" è la conclusione dolceamara del giornale.

Ma il viaggio di Wojtyla volge al termine.

Giovanni Paolo II nel suo penultimo giorno di permanenza in Armenia (il 26 settembre) ha ancora una volta sottolineato con forza l'importanza di un dialogo interreligioso. Lo ha fatto in occasione di una solenne concelebrazione che si è svolta nella nuova cattedrale di Ierevan. "Che i vescovi e i teologi delle nostre Chiese riflettano sulle forme nelle quali questo ministero può realizzare un servizio di amore riconosciuto dagli uni e dagli altri". Obiettivo ultimo: arrivare all'unità dei cristiani, affinché possano riprendere a "respirare con due polmoni". Quello d'Occidente e quello d'Oriente.

Al termine della cerimonia si è recato presso il mausoleo di Tzitzernagaberd. Qui si conserva la memoria dell'atto più orribile compiuto ai danni dei cristiani armeni. Era il 1915, un milione e mezzo di persone furono uccise. La Turchia non riconobbe mai il genocidio. "Speriamo che la presenza della più alta autorità morale del mondo convinca tutti a riconoscere questo sterminio che si vuole negare", è il commento di un monaco.

"Profondamente turbati dalla terribile violenza inflitta al popolo armeno, ci chiediamo con sgomento come il mondo possa ancora conoscere aberrazioni tanto disumane". Queste le parole di Giovanni Paolo II in conclusione. L'eco si sente nel vicino Afghanistan, così come a New York e Washington.

Oggi, in serata, il rientro a Roma.

Grandinotizie.it/27 settembre 2001


  Indice "Archivio Punto"
 
inizio pagina
Ultim'ora - Dossier - Dall'A alla Z - Protagonisti - Hanno detto - Sondaggi   <<back