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Joseph Ratzinger ricopre alcuni tra i ruoli più importanti all'interno dell'organizzazione della Chiesa Cattolica romana. Prefetto della Congregazione per la dottrina della fede (dal 25 novembre 1981, su nomina di papa Giovanni Paolo II), presidente della Pontificia commissione biblica e della Pontificia commissione teologica internazionale (1981), vice decano del Collegio cardinalizio (1998), proviene da un'antica famiglia di agricoltori della Bassa Baviera. Il padre, commissario della gendarmeria, si è occupato della sua educazione.
Negli ultimi mesi della Seconda guerra mondiale viene richiamato nei servizi ausiliari antiaerei, dopo aver trascorso gli anni dell'adolescenza a Traunstein.
Poco più tardi, dal 1946 al 1951, studia filosofia e teologia nell'Università di Monaco, ma anche nella Scuola superiore di filosofia e teologia di Frisinga. Il 29 giugno del '51 viene ordinato sacerdote e comincia la sua attività di insegnante. E' del 1953 la discussione della tesi "Popolo e casa di Dio nella dottrina della Chiesa di Sant'Agostino", con cui si addottora in teologia. Quattro anni dopo, ottiene la libera docenza con la dissertazione del lavoro "La teologia della storia di San Bonaventura".
Sono lunghi gli anni di esperienza nell'insegnamento: dal 1959 al 1969 a Bonn; dal 1963 al 1966 a Munster; e, dal 1966 al 1969 a Tubinga. Sempre nel '69 diventa professore ordinario di Dogmatica e storia dei dogmi all'Università di Ratisbona, dove è anche vice presidente.
Ma già nel '62 aveva acquistato notorietà a livello internazionale intervenendo, come consulente teologico, al Concilio Vaticano II.
Il 24 marzo del 1977, papa Paolo VI lo nomina arcivescovo di Munchen und Freising ed il 28 maggio successivo riceve la consacrazione episcopale, primo sacerdote diocesano ad assumere, dopo 80 anni, la gestione della grande Diocesi Bavarese. Il 5 aprile 1993 entra a far parte dell'Ordine dei cardinali vescovi. E' stato presidente della Commissione per la preparazione del catechismo della Chiesa Cattolica (1986-1992) ed il 10 novembre è stato insignito della laurea ad honorem in giurisprudenza dalla Lumsa.
Vittorio Messori, La Stampa, ha scritto di lui, in relazione alla questione Dominus Jesus (ottobre 2000), il testo con cui Ratzinger sottolinea la differenza tra la Chiesa cattolica e le cosiddette Chiese Sorelle, mettendo la prima su un piano superiore rispetto alle altre: "Perché, dunque, la sceneggiata del doloroso stupore se Ratzinger ricorda che proprio l'unicità della Chiesa 'vera' (aggettivo usato dal Concilio) impedisce di considerare alla pari, 'sorelle', comunità cristiane senza più alcuna continuità con la tradizione apostolica?".
Sandro Magister, sull'Espresso, lo ha apostrofato come "il supremo guardiano della retta dottrina della Chiesa, il grande inquisitore che processa e giudica chi la mette in pericolo". Ed ancora: "Il suo prefetto di dottrina, il cardinale Joseph Ratzinger, è ai vertici della Chiesa la mente più lucida nel governare la svolta neointransigente". Invece, Giuliano Ferrara, dalle pagine di Panorama, ha dichiarato che: "La reazione dei laici di fronte al documento su Cristo unico salvatore del mondo è comica. Il capo del Sant'Uffizio dovrebbe dialogare, dicono. Ma non c'è dialogo senza dogmi".
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